Il M5S e l’offerta Cevital per le acciaierie: «Più rispetto per il dramma dei lavoratori di Piombino»

«Rimandare alle opportune sedi chi viene in città a speculare sulla disperazione»

[16 ottobre 2014]

Comincia con una citazione in latino, «Errare humanum est, perseverare autem diabolicum», il comunicato con il quale il Movimento 5 Stelle di Piombino prende posizione sull’ennesimo capitolo delle offerte per le acciaierie.

«In questi giorni – scrivono i pentastellati -stiamo assistendo alla riproposizione di un film già visto: Khaled 2 (il ritorno). Adesso è il turno del gruppo algerino Cevital, specializzato nel settore agro-alimentare, primo produttore di vetro piano del continente africano, importatore di automobili per l’Algeria e con molti altri interessi in svariati settori. Svariati settori tranne quello di produzione acciaio!

Il M5S piombinese ricorda che «Recentemente il Presidente del gruppo Issad Rebrab si è presentato in Città con l’ennesimo libro dei sogni in mano, come già successo con SMC, nessun piano tecnico e copertura finanziaria dell’investimento. Costruire un forno elettrico entro 18 mesi ed in seguito ripartire con la produzione di acciaio, mantenendo in forza tutti i lavoratori e con l’obiettivo di costruire un secondo forno elettrico attestandosi su 2 mln di tonnellate annue di produzione. Chiunque abbia un minimo di visione su cos’è un’industria siderurgica, sa che costruire un forno elettrico in 18 mesi è fisicamente impossibile.
Un anno è necessario solamente per l’ingegnerizzazione del progetto inoltre occorrono linee elettriche dedicate ad alta capacità e sicuramente opere di bonifica dei terreni nei quali dovranno sorgere i nuovi impianti».

I grillini hanno il  forte sospetto che « come sempre più spesso accade, certi soggetti si presentino ai mercati con progetti di varia natura semplicemente per acquistare peso e visibilità e guadagnare senza di fatto fare niente attraverso i derivati finanziari. I derivati sono oggetto di contrattazione in molti mercati finanziari e, soprattutto, in mercati al di fuori dei centri borsistici ufficiali, ossia in mercati alternativi alle borse vere e proprie, detti OTC: si tratta di mercati creati da istituzioni finanziarie e da professionisti tramite reti telematiche e che, di solito, non sono regolamentati».

E’ da qui che parte la considerazione del Movimento 5 Stelle su quanto sta accadendo: «Il nostro territorio è oppresso dalla più grave crisi occupazionale del dopoguerra e certi soggetti trovano terreno fertile per proporre le loro fantasie industriali (centrale a carbone compresa), facendo leva sulla disperazione di migliaia di famiglie.Il solo trattare l’argomento da parte dei media fa il loro gioco, figuriamoci quando è la politica ad avallare questi soggetti presentando i loro progetti ed accogliendoli nelle sedi istituzionali».

Il comunicato dei M5S piombinesi sottolinea che «Verificare la sostenibilità di un’offerta è competenza specifica del Commissario Straordinario e del MISE e dovrebbero farlo nelle specifiche sedi e con tutta la riservatezza del caso. Anche perché una trattativa in fase di definizione c’è. Certo la proposta Jindal è lacrime e sangue ma, di fatto, è un gruppo industriale che l’acciaio lo produce veramente e quindi sarebbe opportuno evitare di ricreare “l’ambiente ostile” che in tempi non sospetti fece ritirare Duferco».

Secondo i pentastellati, «In tutta questa vicenda la parte più seria è la mancanza di rispetto verso il soggetto più debole: i dipendenti Lucchini. I lavoratori e le loro famiglie sono profondamente logorati da una situazione di estrema incertezza che si protrae da ormai diversi anni e sicuramente l’unica cosa di cui non hanno bisogno è l’ennesimo libro dei sogni. Invitiamo politica ed istituzioni ad avere un atteggiamento più laico ed a rimandare alle opportune sedi chi viene in città a speculare sulla disperazione».