Erano 178 le associazioni riunite oggi a Bruxelles per contestare il patto

Manifestazione contro il patto atlantico per il commercio (Ttip), centinaia di arresti a Bruxelles

Fermato anche Luca Casarini, la Lista Tsipras chiede rilascio immediato

[15 maggio 2014]

Stamattina  a Bruxelles centinaia di attivisti del movimento Blockupy, tra i quali Luca Casarini, ex leader dei “disubbidienti” e candidato alle europee  nella Lista l’Altra Europa con Tsipras, sono stati fermati, ammanettati e portati via dalla polizia mentre manifestavano pacificamente davanti al Palais D’Egmont dove stava per iniziare l’European Business Summit, con all’ordine del giorno la Transatlantic Trade and Investment Partnership.

La manifestazione, organizzata da 178 diverse associazioni ambientaliste, per la salute, del lavoro e dei consumatori, si oppone al fatto che «il Trattato di Lisbona ha affidato alla Commissione europea la competenza sul commercio internazionale. In questo modo a livello multilaterale, multi bilaterale, bilaterale la Commissione europea negozia con Paesi terzi, senza alcuna consultazione con le istituzioni dei Paesi membri, regole e condizionalità che impattano pesantemente sui sistemi produttivi ad ogni livello. In questo quadro di oscurità e di accentramento si sta discutendo il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip), un trattato di libero scambio tra Unione europea e Usa».

Secondo i manifestanti e la Lista Tsipras «l’oggetto delle trattative segrete, lanciate ufficialmente nel luglio 2013, riguarda non solo le barriere tariffarie, ma anche quelle non tariffarie che riguardano standard di sicurezza e di qualità di aspetti sostanziali della vita dei cittadini, quali l’alimentazione, l’istruzione e la cultura, i servizi sanitari, i servizi sociali, la tutela e la sicurezza del lavoro. L’oggetto della trattativa è dunque la mercificazione dei servizi pubblici, dei beni comuni e dei diritti dei cittadini a vantaggio della proprietà privata e delle mire di guadagno dei grandi centro economici. Bloccare questo Trattato, scoperchiare la segretezza delle trattative, è il primo passo indispensabile per ripensare il commercio su basi diverse. Le grandi mobilitazioni che dalla fine degli anni Novanta in poi si sono generalizzate contro il Wto (Organizzazione mondiale del commercio, Omc nell’acronimo italiano) sottolineano come attraverso le politiche commerciali sia passata tanta politica di spoliazione delle popolazioni e di incremento delle ingiustizie e delle diseguaglianze che hanno caratterizzato questa fase storica della globalizzazione. Per questo la governance del commercio internazionale deve essere riportata all’interno dell’Onu superando il Wto e la segretezza delle sue trattative».

Alla vigilia della manifestazione è trapelato un documento che conferma tutte le preoccupazioni e che rivela che le grandi imprese potrebbero influenzare le tutele pubblica, sia nell’Ue che negli Usa, anche per quanto riguarda le norme su sicurezza alimentare, sostanze chimiche tossiche, medicina del lavoro e tutela dell’ambiente, che di solito sono molto più blande negli Usa che nell’Ue. Kenneth Haar, un ricercatore del Corporate Europe Observatory aveva sottolineato: «E’ molto preoccupante vedere che non solo i negoziatori stanno prendendo in considerazione un accordo che potrebbe indebolire la tutela dell’ambiente, ma che stanno mettendo a punto procedure che in futuro metterebbero gli interessi dei gruppi delle business lobby  al centro delle procedure di regolamentazione».

Tom Kucharz, di Ecologistas en Acción, un gruppo che aderisce al Seattle-to-Bruxelles Network, ha evidenziato che «se l’80% dei presunti benefici economici del Ttip dipendono dalla rimozione o dall’armonizzazione dei regolamenti e delle norme saremo colpiti d tagli senza precedenti in materia di diritti sociali, del lavoro e dell’ambiente, che costituiscono una seria minaccia alla tutela dei consumatori, della salute pubblica ed alla sicurezza ambientale. Come si vede dal documento trapelato, il Ttip è chiaramente una grave minaccia che potrebbe influenzare molti aspetti della nostra vita quotidiana. Ecco perché i gruppi provenienti da tutta Europa e Stati Uniti stanno conducendo una campagna per fermare le trattative e prevenire un previsto passo indietro».

Per Max Bank, campaigner per l’Ue di LobbyControl,  UE-Attivista con LobbyControl, «è assolutamente inaccettabile che l’opinione pubblica sia lasciata all’oscuro. Devono essere adottate nuove misure per garantire la piena trasparenza e per far smettere ai gruppi della business lobby di acquisire i privilegi politici, che sembrano essere loro fferti».

Appreso degli arresti la lista L’altra Europa con Tsipras  si è detta «Al fianco delle i persone fermate a Bruxelles perché manifestavano contro le strutture del business europeo» ed «Esprime la massima solidarietà al suo candidato Luca Casarini e a tutti e tutte gli arrestati e ne chiede l’immediato rilascio».

Per la coalizione italiana della Sinistra, «La finanza riunita oggi al Palais d’Egmont continua ad influenzare i leader europei per indirizzare ancora una volta le sorti della Ue in favore della speculazione piuttosto che della vita delle persone. La Ue, oltre ad imporre quella politica di massacro sociale dei cittadini che è l’austerità, sta discutendo alle spalle delle opinioni pubbliche un nuovo trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti con gli Stati Uniti (Ttip). Non a caso questa trattativa è ufficialmente segretata e si arresta chi combatte per la trasparenza, la democrazia e un’altra Europa, fuori dalle logiche economiche e sociali di questi poteri sciagurati».

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