Massa Carrara, tornano disponibili 5 aree dell’ex-Sin. Ma ancora niente bonifiche

[6 marzo 2014]

Per lungo tempo la Regione Toscana ha chiesto al ministro il passaggio del Sito di interesse nazionale (Sin) di Massa Carrara a Sito di interesse Regionale (Sir) e oggi, pochi mesi dopo questo passaggio di competenze, sono state restituite agli usi legittimi le prime 5 aree produttive facenti parte della nuova perimetrazione. Nel suo complesso il Sir è ancora una delle zone più inquinate d’Italia (al suo interno sono presenti, tra gli altri, gli impianti della Syndial (Eni), della Solvay, l’ex Farmoplant e l’ex Ferroleghe), ma particolari aree – compresi alcuni tratti di mare – erano finora bloccate senza che sul loro territorio si registrasse un impatto ambientale eccessivamente pesante, tanto da impedire l’insediamento di nuovi siti produttivi.

«Da anni la Regione, gli enti locali e le categorie economiche e sociali si battono per sbloccare la situazione di stallo in cui versano i Sin – afferma l’assessore regionale all’ Ambiente e energia, Anna Rita Bramerini (nella foto) – Per affrontare la nuova situazione che si è finalmente determinata con la nuova perimetrazione passata sotto la competenza regionale, la Giunta si è dotata, con l’approvazione di 3 delibere, di alcuni strumenti volti a disciplinare le diverse procedure da attivare nel Sir e a favorire gli interventi».

Le 5 aree restituite oggi agli usi legittimi sono il sito Universal Bench, il sito Centro Sportivo –Campaccio e il sito Ge.Imm Srl nel Comune di Massa, il sito Ingram Srl e il sito Essegra Srl a Marina di Carrara. In particolare, comunica la Regione, laddove la falda acquifera risulti comunque inquinata, sono in corso di predisposizione ulteriori atti per consentire ai soggetti non responsabili di tale inquinamento di disporre, ciononostante, del pieno uso delle aree senza comprometterne la successiva bonifica. Per la quale ancora oggi – il passaggio da Sin a Sir non è stato ovviamente risolutivo, in questo senso – mancano ancora la risorse economiche.

«L’obiettivo della Regione – continua l’assessore Bramerini – è tutelare il territorio portando avanti le bonifiche, e favorire la permanenza o la nascita di nuove imprese all’interno dei Sir. Perchè ciò si realizzi è necessaria un’azione congiunta di più attori. Per questo è alla firma in questi giorni  un protocollo d’intesa fra tutti gli enti coinvolti a vario titolo e gli stakeholders interessati (associazioni di categoria ed economiche) che sancisce l’impegno di tutti, ognuno per le proprie competenze, per la valorizzazione delle aree escluse dai Sin. Non appena il Ministero dell’Ambiente avrà formalizzato il passaggio alla Regione anche delle competenze sul Sir di Livorno, estenderemo anche a questa importante realtà gli interventi previsti per riqualificare quell’area».

Per rendere la bonifica dell’area di Massa Carrara aree più concreta la Regione intende elaborare un progetto unitario di bonifica della falda, invece di continuare a lavorare su singoli interventi eseguiti da soggetti diversi. Al contempo si prevede di proseguire, con il contributo di Arpat, con l’individuazione delle aree su cui è necessario attivare ulteriori approfondimenti conoscitivi e di quelle invece non più contaminate, in modo che possano anch’esse essere restituite agli usi legittimi in tempi rapidi.