Mille pecore stressate dai voli degli aeroplanini radiocomandanti: no-fly zone a Pioppogatto

[7 novembre 2013]

Coldiretti  protesta: «Il volo degli aeromodellini stressa il gregge».  Più di 1.000 pecore  di Pioppogatto, nel Comune di Massarosa (Lu) non riescono più a pascolare tranquille  e i  pastori della zona, dove esiste un noto campo volo per deltaplani e parapendii, danno la colpa all’intenso traffico di aeroplanini radiocomandati  che è diventato un vero e proprio incubo per i loro ovini.

«Sono decine i modelli che “affollano” ogni giorno lo spazio aereo impegnati in rumorose acrobazie e voli radenti che hanno costretto i pastori a cambiare le abitudini dei greggi in quei prati che da sempre li ospitano», denuncia Coldiretti  che per capire come risolvere questa convivenza purtroppo incompatibile tra pastori e appassionati di modellismo ha già partecipato ad un paio di incontri ed alla fine è arrivata alla decisione di chiedere una “no fly zone”.  Coldiretti  precisa che «La presenza del campo volo non ha mai posto problemi di convivenza poiché si tratta di tipologie di volo con altitudini ben diverse rispetto a quelle praticate dai modellini» e l’amministrazione comunale di Massarosa, stretta tra pastori ed aeromodellisti, ha assicurato soluzioni alternative in breve tempo.

Secondo Coldiretti «La disponibilità immediata dell’amministrazione comunale e dell’assessore Mariano Donati è di buon auspicio per risolvere una questione molto delicata come quella della salute degli animali. Purtroppo l’attività di aeromodellismo è incompatibile con la pastorizia. Il traffico aereo a bassa quota innervosisce le pecore; lo stress ha ripercussioni anche sulla produzione di latte».

Insomma, brava l’amministrazione, ma la no fly-zone è indispensabile. Intanto, dopo alcune segnalazioni di pericolo di collisione tra parapendii e deltaplani e i modellini dei aeroplani, il Comune ha emesso  un’ordinanza provvisoria che vieta l’attività di aeromodellismo nel campo volo a Pioppogatto nell’area vicina all’ atterraggio e partenza.  In attesa di una soluzione definitiva che accontenti tutti senza danneggiare nessuno l’alternativa più percorribile, proposta dall’amministrazione comunale, sembra essere quella dell’ampliamento delle zone di pascolo per garantire l’attività agricola.

Coldiretti è fiduciosa: «Troveremo insieme una soluzione. La limitazione prevista dall’ordinanza sta portando benefici anche ai greggi. La scadenza dei 120 giorni prevista dall’ordinanza deve essere uno stimolo a cercare una soluzione condivisa ed ottimale per tutti».