Galletti: «Green economy sfida strategica per rilanciare competitività del Paese»

[10 giugno 2014]

Ermete Realacci, presidente della Commissione ambiente della Camera, sulla sua pagina Facebook fa un sunto dell’audizione del ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti. Eccolo:

La green economy è un fattore strategico per rilanciare la competitività delle nostre imprese e l’economia con essa, su questo c’è una comune visione con il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Già oggi esiste un’Italia green fatta dal 22% delle imprese, che crea occupazione e ricchezza, tanto che il 38% delle assunzioni complessive programmate nel 2013 si deve a queste realtà. Da questo punto di vista, anche il target europeo di riduzione delle emissioni del 40% al 2030 rappresenta uno stimolo verso l’innovazione per migliorare ulteriormente le nostre performance e la nostra competitività. Di più. In Europa l’Italia deve essere fra le nazioni guida che chiedono la definizione di target nazionali vincolanti anche per le rinnovabili e l’efficienza energetica. Il nostro Paese, inoltre, deve cogliere l’opportunità offerta dal semestre di turno di presidenza italiana dell’Ue  per rinnovare il suo impegno sul fronte della green economy e della ricerca e per porsi nel pacchetto di mischia avanzato rispetto alla discussione comune sul pacchetto clima-energia. Importante, poi, che il ministro abbia ribadito sull’Ilva una posizione molto netta e condivisibile.

Non è ipotizzabile nessuna disgiunzione tra investimenti per futuro produttivo e per risanamento ambientale dell’Ilva: simul stabunt, simul cadent. Su questo c’è accordo anche con il presidente della Commissione Attività Produttive Epifani. E questo è il senso delle misure finora approvate in Parlamento. Le ingenti risorse necessarie per il risanamento ambientale dell’Ilva, come previsto dal decreto 136 sulle emergenze industriali e ambientali, devono inoltre essere interamente a carico degli azionisti e quindi innanzitutto della famiglia Riva.

Positivo, infine, che da parte del ministero dell’Ambiente si pensi a una approvazione rapita da parte del Parlamento per il Collegato Ambientale e che si punti a una revisione della fiscalità ambientale da proporre con il decreto Ambiente e Agricoltura. Importante anche l’intento di porre al centro del prossimo programma di coesione europeo il dissesto idrogeologico per poter investire in prevenzione.