Mobilità ciclistica: ecco il vero ritardo infrastrutturale della Toscana

[17 settembre 2013]

Nell’incontro dei giorni scorsi con il Ministro Lupi, il Presidente Enrico Rossi ha ricordato come il suo programma di legislatura abbia avuto al centro l’obiettivo di recuperare un certo ritardo accumulato dalla Toscana sul piano infrastrutturale r il convitato di pietra è stata la mobilità ciclistica.

Proprio nella settimana della mobilità sostenibile, la Toscana dimentica che i maggiori ritardi riguardano le infrastrutture per la bicicletta e la mobilità da sviluppare è quella ciclabile e pedonale, dove davvero la nostra regione è in ritardo di decenni dalle regioni europee più competitive.

Spiace notare che nell’incontro tra il Ministro Lupi e il Presidente Rossi non ci sia stato neanche un accenno all’esigenza della Toscana (come dell’Italia) di sviluppare davvero una politica infrastrutturale per la mobilità ciclistica.

Il Sottosegretario D’Angelis aveva aperto speranze che finalmente anche la mobilità ciclistica potesse essere presa in considerazione nei prossimi finanziamenti per le infrastrutture, e non solo con le briciole, e questo anche per la Toscana.

Purtroppo delle esigenze dei cittadini toscani che si muovono in bicicletta (oltre il 50%) non c’è traccia nelle dichiarazioni del Ministro e del Presidente, nonostante il periodo che dovrebbe spingere ad una forte attenzione data la concomitanza in Toscana della settimana europea della mobilità sostenibile e dei Mondiali di ciclismo.

Ci pare di vedere una visione della Regione strabica, che da un lato approva la L.r. 27/2012, per lo sviluppo della mobilità ciclistica e presenta un PRIIM (nella versione dopo le osservazioni) che contiene importanti novità e una attenzione forte alla mobilità in bicicletta, e dall’altro si dimentica che tra le grandi infrastrutture di trasporto della regione toscana ci sono anche, oltre alla Francigena, che ha una valenza soprattutto turistica e culturale, la Ciclopista dell’Arno, la Ciclopista tirrenica, la rete di Ciclostazioni, e interventi per la mobilità ciclistica urbana e metropolitana, come le Ciclosuperstrade, seguendo l’ultimo esempio di Londra.

Legambiente, nell’osservazioni al PRIIM, ha chiesto un programma di investimenti, per il periodo 2014 – 2020, di 200 milioni di euro per ridurre lo “spread” tra Toscana e le regioni in testa alla classifica della competitività internazionale.

Di questo non c’è traccia nel comunicato stampa dell’incontro Lupi – Rossi, ci auguriamo che sia solo una dimenticanza occasionale, e che dipenda dal Ministro Lupi.