Arriva l’esodo estivo e rispunta la soluzione definitiva del Passante Nord di Bologna

[31 luglio 2014]

Ieri Ministero delle infrastrutture, Regione, Enti locali e Autostrade per l’Italia hanno firmato  l’intesa sul Passante nord di Bologna e il ministro Maurizio Lupi ha sottolineato «L’importanza di questa firma per un’infrastruttura utile ai cittadini bolognesi e a tutti gli italiani, iniziamo a ragionare per nodi infrastrutturali rispondendo al bisogno di mobilità sia a livello locale che a livello nazionale. Il risultato di oggi mostra ancora una volta la bontà del metodo di collaborazione tra istituzioni. Ovviamente, una volta approvato, il progetto sarà inserito nella convenzione tra Ministero e Autostrade per l’Italia». Soddisfatto anche il sindaco Virginio Merola:  «Finalmente si sblocca un’opera di cui si parla da anni. Un’opera di importanza nazionale, che servirà anche a decongestionare la tangenziale di Bologna, e per la quale viene rispettato il tracciato proposto dagli enti locali».

Merola ha aggiunto che l’accordo «Sblocca l’iter per la realizzazione del passante autostradale, vengono confermate le risorse necessarie e si entra da settembre nella fase della progettazione preliminare che dovrà essere sottoposta ai Comuni interessati. Il tracciato è quello proposto dagli Enti locali. La congestione del traffico sulla attuale tangenziale sarà risolta oltre che dal nuovo passante, dalla possibilità di utilizzare anche il tratto autostradale attuale gratuitamente con un sistema di bypass. Il passaggio dal tracciato al progetto sarà importante per valutare la mitigazione ambientale che i Comuni riterranno di presentare attraverso il massimo coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni della città metropolitana. Confermo, e ne farò specifica comunicazione nei prossimi giorni, che contestualmente presenterò proposte per scelte urbanistiche tese a ridurre il consumo di suolo e a rinaturalizzare parti di territorio, in accordo con i sindaci della nuova Città metropolitana, affinché ci sia saldo zero nel consumo di territorio, obiettivo importante da proporre al nuovo presidente della Regione».

Ma qualcosa non torna perché l’accordo sembra ignorare la posizione di Autostrade, che il passante dovrebbe costruirlo  e finanziarlo, che ha detto che questa “grande opera” non serve. Secondo l’Osservatorio Europaviva21, «L’unica notizia vera è che la società si è impegnata “a parlarne” a settembre nel proprio CdA». Inoltre due Comuni dell’hinterland  bolognese, Calderara di Reno e Argelato, non sono d’accordo e le due sindache,  Irene Priolo e Claudia Muzic,  hanno messo nero su bianco in una nota congiunta che «La sottoscrizione non ha avuto la condivisione delle sottoscritte. In un messaggio rivolto al responsabile degli enti locali del Pd, poiché l’incontro preliminare a questa firma si é svolto ieri sera in sede politica e non istituzionale, abbiamo motivato il nostro dissenso e quindi la nostra assenza allo stesso. Ora, auspichiamo maggiore trasparenza e rispetto per i Comuni in futuro, le premesse non sono state delle migliori».

Gli ambientalisti da tempo dicono che «Il passante nord di Bologna non serve, si possono risparmiare un miliardo e 400 milioni di euro» Anche secondo un documento ufficiale del 1 febbraio 2013, consegnato da Autostrade per l’Italia al Comitato Tecnico di cui fa parte insieme con Governo, Regione e Comune di Bologna, ci sarebbero solo «Modesti benefici trasportistici per la collettività (poco significativi per la complanare e addirittura negativi per l’A14».

Europaviva21 ha documentato con il video che pubblichiamo  la situazione del traffico in una giornata normale sull’attuale attraversamento autostradale di Bologna  e conferma che «Come scrive Autostrade, allo stato attuale l’autostrada A14 nel nodo bolognese presenta livelli di servizio adeguati ai volumi di traffico transitanti, anche grazie al funzionamento della terza corsia dinamica. Le complanari invece presentano livelli di servizio critici, nella maggioranza dei tratti elementari di cui si compone».

Luigi Rambelli, portavoce di Europaviva21, che da oltre un decennio segue questa vicenda, dive: «Noi ci chiediamo perché in questa situazione come accade solitamente a fine luglio da ormai 20 anni si è voluto annunciare per l’ennesima volta la soluzione definitiva per il Passante Nord di Bologna. Stavolta l’ingrato compito è toccato a Virginio Merola, Sindaco di Bologna, che forse farebbe meglio ad occuparsi di più dello stato in cui versano il traffico locale e il servizio ferroviario metropolitano. In realtà l’unica notizia vera è che il Consiglio di Autostrade per l’Italia si riunirà a settembre per parlarne. Chiediamo inoltre perché nessuno degli amministratori bolognesi finora si sia impegnato a rispondere alle conclusioni presentate dalla Società Autostrade?».

Le principali obiezioni della Società che dovrebbe realizzare l’opera e finanziarla con più di 1,4 miliardi di euro sono pesanti: «Costi per la collettività (costi operativi, del tempo di viaggio e del pedaggio) e gli impatti ambientali sul territorio (in termini di emissioni di inquinanti, occupazione di territorio, ecc)…. e un incremento del 50% rispetto a quelli dell’itinerario attuale». Autostrade per l’Italia conclude: «In definitiva tenuto conto dei risultati registrati in termini di: modesti benefici trasportistici attesi per la collettività (poco significativi per le complanari e addirittura negativi per l’A14; consistenti impatti territoriali ed ambientali, peraltro in un contesto caratterizzato da valenza paesaggistico/archeologico nonché da un’importante rete idrografica; stima dell’intervento; conseguente scarsa sostenibilità dell’analisi costi benefici, (evidente per il tracciato degli Enti Locali, molto probabile per il tracciato ASPI (anche alla luce delle attuali previsioni di traffico); si conferma la mancanza di elementi necessari a garantire la fattibilità tecnico-economica dell’iniziativa»

A questo punto, dice Europaviva21, «Vale la pena chiedersi per quale ragione Autostrade per l’Italia dovrebbe cambiare posizione? Quali sono le eventuali contropartite? Perché si continua a far finta di dimenticare che la Ue fin dal 2003 costrinse le autorità italiane a rinunciare all’affidamento diretto ad Autostrade essendo obbligatorio mettere il tutto a gara europea?».

Domande alle quali gli amministratori bolognesi, la Regione e il governo farebbero bene a rispondere prima di ritirar fuori ipotesi che sanno tanto di promesse estive.