Bike to work, pagati per andare a lavoro in bicicletta: ecco come funziona l’esperimento di Massarosa

25 centesimi a Km, per un massimo di 50 euro mensili, erogati (per ora) a 50 cittadini

[31 marzo 2016]

bike to work

Il Comune di Massarosa (LU) ha lanciato, attraverso uno specifico bando, il progetto “Bike to work” (a lavoro in bicicletta), con l’obiettivo di promuovere modalità di trasporto alternative all’uso del mezzo privato motorizzato. Con il progetto si intende incentivare in modo particolare la mobilità ciclistica, che ha il vantaggio di

  • essere più rispettosa dell’ambiente;
  • contribuire al miglioramento della salute e del benessere della persona.

I primi 50 cittadini di Massarosa, che hanno fatto domanda e sono risultati in possesso dei requisiti previsti nel bando, in sostanza essere lavoratori privati o pubblici e recarsi a lavoro in bicicletta, beneficeranno dell’erogazione di un contributo pari a 25 centesimi a Km, per un massimo di 50 euro mensili.

Salute ed ambiente sono, quindi, tra i principali obiettivi che l’Amministrazione vuole raggiungere, come dimostrano anche gli indicatori di risultato del progetto che parlano di:

  1. incremento della percentuale di cittadini utilizzatori della bicicletta quale ordinario strumento di mobilità urbana,
  2. diminuzione del numero delle auto in circolazione sul territorio comunale e la conseguente diminuzione diemissioni di CO2 e di particelle inquinanti,
  3. effetti sul traffico,
  4. coinvolgimento della popolazione, delle aziende e delle istituzioni nel promuovere buone pratiche nell’ambito della mobilità sostenibile,
  5. effetti sulla salute e sul benessere dei cittadini coinvolti.

Attualmente,come ci informa il Comune, gli aderenti sono in maggioranza uomini e la distanza media del percorso casa – lavoro si aggira intorno ai 5 Km. Il tragitto viene monitorato con APP che, per ora, ci dice sempre l’Amministrazione, serve solo a raccogliere dati sui percorsi, sul risparmio della CO2 e per eventuali controlli a campione, ma non per il pagamento dell’incentivo che, invece, si fonda sull’autocertificazione e su verifiche del Comando di Polizia Locale.

Quanto fatto dal Comune di Massarosa è importante perchè, se i progetti di bike to school (andare a scuola in bicicletta) sono sempre più diffusi, quelli rivolti ai lavoratori sono invece assenti.

L’Amministrazione ha il merito di avere aperto la strada ai tanti enti locali, ma non solo, che intendono sperimentare progetti analoghi di mobilità sostenibile.

Le amministrazioni e le aziende interessate possono trovare un aiuto concreto nel sito della Fiab, dove sono presenti una serie di indicazioni, strutturate nella forma di FAQ – Frequently Asked Questions, che aiutano nella predisposizione di analoghi strumenti/progetti di incentivazione della mobilità ciclistica.

Il progetto “Bike to work”, in alcune sue parti, ricorda l’esperienza francese. Nel 2015, infatti, è entrata in vigore in Francia la normativa che introduce un incentivo chilometrico per i lavoratori che usano la bicicletta per coprire il tragitto casa-lavoro.

L’incentivo è fissato in 25 centesimi di euro per chilometro percorso e possono beneficiarne i lavoratori occupati in aziende private. Il datore di lavoro lo rende disponibile ai propri lavoratori tramite un accordo tra il datore di lavoro e i sindacati rappresentati in azienda o con una decisione unilaterale, previa consultazione con il consiglio di fabbrica o i rappresentanti del personale.

La normativa francese prevede alcune condizioni per potere accedere all’incentivo, soddisfatte le quali il lavoratore francese può arrivare a cumulare fino a 200 euro di incentivo in un anno, sul quale i datori di lavoro non pagano i contributi ed i lavoratori nessuna imposta. I vantaggi, in Francia, si estendono anche ai lavoratori utilizzatori dei servizi di bike-sharing, a cui viene riconosciuto un rimborso del proprio abbonamento annuale e sono previste agevolazioni per chi acquista una bici elettrica.

di Arpat