Bikeconomics: vale 200 miliardi, occupa 70.000 persone e può far risparmiare 24 trilioni di dollari

In Europa l’economia viaggia veloce sulla bici. Roma il primo Forum sulla Bikeconomy

[18 novembre 2016]

Il Primo Forum Nazionale sulla Bikeconomy, organizzato dalla Fondazione Manlio Masi con la collaborazione di Bicitaly, che ha preso il via oggi a Roma, sottolinea che «La bikeconomy, il macrosistema che valuta in termini economici i benefici ambientali, sanitari e sociali connessi all’uso della bicicletta, è in costante crescita. Vale in Europa 200 miliardi e impegna più di 70.000 lavoratori, crea un’occupazione quattro volte superiore a quella dell’industria dell’auto e se nelle città europee si pedalasse come a Copenhagen (26% degli spostamenti su 2 ruote) si creerebbero circa 76.600 nuovi posti di lavoro green».

Poi c’è l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms)  che dice che la bici fa risparmiare 110 miliardi in spesa sanitaria e tre miliardi in riduzione dell’inquinamento. E c’è anche l’Italia che, nonostante una domanda interna molto bassa, è il Paese leader in Europa per produzione di bici  e delle sue componenti, settori che occupano oltre 8.000 addetti. Alla diffusione della due ruote in questi ultimi anni è venuto anche in aiuto il bikesharing che conta in Europa 414 servizi e 21 in Italia.

Beniamino Quintieri, presidente della Fondazione Masi, ha sottlineato che «Solo la produzione e la vendita di biciclette e accessori in Europa ha un giro di affari che si aggira sui 18 miliardi di euro all’anno, mentre il settore del cicloturismo muove ogni anno oltre 44 miliardi di euro. Il potenziale per l’Italia è enorme, siamo il secondo produttore europeo di bici e accessori, oltre agli evidenti benefici connessi all’ambiente e  alla salute , la bici èuna grande opportunità per valorizzare il paese anche dal punto di vista turistico e artistico, nonché la nostra innovazione nel settore».

Gianluca Santilli, coordinatore delle attività Bicitaly, e ideatore del Forum, che ha illustrato le articolazioni del fenomeno Bikeconomy, evidenzia che «Pedalare consente di guardarsi attorno con calma e annusare con curiosità. Pedalando ho scoperto cosa muovono due pedali: aiutano a star bene, a prevenire tante patologie, fanno gustare il turismo lento, intenso, suggestivo e lo arricchiscono, ti portano da casa al lavoro senza alcun costo e impatto acustico, non sporcano né inquinano, eliminano la morsa del traffico, ti fanno godere le bellezze delle città, dando qualità e tempo alla tua giornata, muovono produzioni industriali, stimolano tecnologie innovative, contribuiscono a trasformare le città in smart cities. E’ la bikeconomy: pedalando ho intuito l’importanza di analizzarla per valorizzarne le enormi potenzialità. Ed è nato il Bikeconomy Forum».

Il Forum è anche l’occasione per presentare il primo rapporto sulla Bikeconomy, realizzato dalla Fondazione Manlio Masi.  Ecco alcune parti in sintesi:

Ambiente: Gli spostamenti su brevi distanze con veicoli a motore sono i meno efficienti sotto il profilo dell’utilizzo di carburante e generano il massimo livello di inquinamento per chilometro rispetto ai viaggi su lunghe distanze. Pertanto, sostituire specialmente negli spostamenti brevi l’automobile con la bicicletta garantirebbe un notevole risparmio. Basterebbe percorrere in bici 5 km al giorno, invece che con mezzi a motore, per raggiungere il 50% degli obiettivi proposti in materia di riduzione delle emissioni dei trasporti in Europa e sul fronte dei costi spostare un maggior numero di persone verso l’uso della bicicletta è molto meno costoso che mettere su strada flotte di auto elettriche. Secondo uno studio grazie ad un aumento, a livello mondiale, dei viaggi su due ruote fino all’ 11% del totale dei trasporti per il 2030 e fino a 14% per il 2050 si potrebbe far risparmiare alla società circa 24 trilioni di dollari tra il 2015 e il 2050 valutando l’utilizzo di carburante, l’emissione di CO2 ed i costi diretti del mezzo di trasporto.

Salute: I costi totali dell’assistenza sanitaria collegati all’inattività fisica rappresentano cifre considerevoli. In uno studio statunitense è stato stimato che tali costi siano compresi tra il 24.3 e i 37.2 miliardi di dollari, tra il 2.4 e il 3.7 per cento dei costi totali dell’assistenza sanitaria.  Per quanto riguarda lo specifico effetto della bicicletta sulle spese sanitarie, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha valutato in 110 miliardi di euro, per l’Europa, il risparmio dovuto all’incremento dell’uso della bicicletta. Tra i risparmi economici sia privati che collettivi  si deve considerare il risparmio delle spese sanitarie connesse sia alla maggiore attività fisica da parte dei cittadini, sia ad un miglioramento della qualità generale dell’aria e una diminuzione dell’inquinamento acustico. Per quanto riguarda l’incremento della durata media della vita è stato stimato che un anno di bicicletta, considerando 2590 chilometri pedalati, in media, aumenti l’aspettativa di vita di 0.025 anni.  Secondo uno studio fatto sulla città di Barcellona, è stato stimato che sostituendo il 40% dei viaggi in automobile con la bicicletta, si conterebbero 66,12 morti in meno ogni anno.

Turismo: Il ciclo-turismo è un fenomeno in crescita in tutta Europa che muove 44 mld di euro e ha un indotto annuo così stimato: tra i 110 e i 350.000 euro per ogni chilometro di ciclabile turistica.  Le mete più gettonate in Europa sono  Francia e Austria. L’Italia, pur rappresentando una meta potenzialmente molto ambita date le sue bellezze, paga per la mancanza di infrastrutture e servizi. L’UnioneEuropea, per cercare di intercettare questo tipo di turismo ha sviluppato il progetto EuroVelo. EuroVelo è una rete europea di vie ciclabili che mira ad offrire una rete transeuropea sostenibile. Comprende 12 percorsi ciclabili su lunghe distanze che coprono 66.000 km, di cui circa 45.000 già realizzati con 4 itinerari che toccano l’Italia. Per cercare di incrementare il turismo su due ruote in Italia si stanno sviluppando alcuni progetti, tra questi  VENTO, 679 km lungo gli argini del Po che ha come obiettivo  generare un flusso cicloturistico di almeno 300.000 utenti/anno per garantire consistenti flussi economici e occupazionali e il Grab di Roma, una ciclovia di 40 Km, un vero e proprio percorso archeologico-turistico nella città eterna.