Chi ha visto la pubblicazione del decreto sul controllo della spesa sui progetti Anas?

Legambiente Lucca scrive a Delrio: «Perché non è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale?»

[19 ottobre 2015]

Assi viari Lucca

La domanda di Legambiente Lucca è una di quelle che possono risultare molto scomode: «Chi ha visto la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 19/06/2015 che intenderebbe determinare un maggior controllo sulla spesa pubblica sui progetti di ANAS e delle società autostradali?» Infatti, il circolo lucchese del Cigno Verde dice che le sue accurate verifiche «non hanno permesso di rintracciare tale pubblicazione. I soggetti competenti a cui ci siamo rivolti per avere chiarimenti in merito non ci hanno fornito risposte».

Quindi il presidente di Legambiente Lucca, Michele Urbano, si è rivolto direttamente n al Ministro Graziano Delrio, segnalandogli quella che ritiene «una grave anomalia riguardante il decreto in oggetto, a cui conseguono aspetti assai rilevanti per il controllo sulla spesa pubblica».

Urbano ricorda al ministro dei trasporti e delle infrastrutture che «In data 05/08/2015 è stata data pubblicità-notizia sul sito WEB del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti1 del “Decreto Ministeriale n.203 del 19 Giugno 2015 recante disposizioni in merito alla sottoposizione dei progetti alla valutazione tecnico-economica del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, registrato dalla Corte dei Conti in data 21 Luglio 2015”. Tale pagina WEB, che non ha subito ulteriori aggiornamenti, non riporta gli estremi di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Decreto in parola, così come espressamente previsto nell’atto stesso: “Il presente decreto sarà trasmesso agli Organi di Controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana”. Da verifiche effettuate l’atto in oggetto non risulterebbe pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana».

A Legambiente Lucca sono convinti che «L’assenza di pubblicazione per questo tipo di atto determinerebbe una grave anomalia, a cui conseguirebbero aspetti assai rilevanti per il controllo sulla spesa pubblica in un momento di così grave crisi economica. Infatti la Corte dei Conti, con Deliberazione depositata il 22 aprile 2015, ha ritenuto illegittimo il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 622 del 21/07/2009 (molto più “elastico” nei confronti di ANAS e delle società autostradali), che rimarrà comunque efficace fino all’entrata in vigore del nuovo Decreto (per altro privo di riferimenti alla censura mossa dalla Corte dei Conti), emanato il 19 giugno 2015».

Una questione che ha un risvolto locale: «Resoconti febbrili di politici, che narrano di incontri romani, intenderebbero giustificare il ritardo fin qui accumulato dal progetto della Tangenziale di Lucca con motivazioni sempre cangianti, per ultimo quello determinato dall’entrata in vigore di una nuova normativa – sottolinea Legambiente Lucca –  In realtà quest’ultima è stata emanata successivamente al manifestarsi del ritardo stesso: appare pretestuosa la motivazione evocata, priva di alcun fondamento logico e giuridico. Inoltre gli atti esistenti smentiscono la circostanza per cui la Corte dei Conti avrebbe richiesto direttamente il parere al Consiglio dei Lavori Pubblici per il progetto della Tangenziale di Lucca».

Partendo da qui gli ambientalisti si chiedono: «Qual è il vero motivo del ritardo sugli Assi Viari? Perché nessuno a distanza di un anno non ha ancora risposto ai dubbi sulla legalità degli atti amministrativi sollevati dagli stessi Garanti l’inchiesta pubblica promossa dalla Provincia di Lucca?».

Nella Lettera a Delrio il Cigno Verde Lucchese spiega: «Per avere conferma ufficiale di questa ipotesi abbiamo richiesto all’Ufficio di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con nostra PEC del 7/10/2015, gli estremi della pubblicazione dell’atto in parola nella Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dei Decreti Ministeriali che siano strettamente necessari per l’applicazione di atti aventi forza di legge e che abbiano contenuto normativo è, infatti, condizione necessaria per l’entrata in vigore degli stessi (artt. 7 e 15 del DPR n. 1092/1985). Nella fattispecie è interesse generale che l’atto in oggetto sia al più presto in vigore, affinché possa essere sanata l’illegittimità del precedente Decreto Ministeriale n. 622 del 21/07/2009 che si intenderebbe abrogare. Anche la Sezione Centrale del Controllo di Legittimità sugli Atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato della Corte dei Conti, con propria Deliberazione nr. n. SCCLEG/9/2015/PREV del 24.03.2015, ha accertato l’illegittimità del citato DM, sia in quanto manifestamente contrario alle previsioni di legge (art. 127 del d.lgs. 12.04.2006, n. 163,e art. 2 del D.P.R. 27.04.2006, n. 204), sia in quanto mai sottoposto al controllo preventivo della medesima Corte dei Conti2 , rimarcando l’obbligatorietà del Parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sui progetti di opere pubbliche di importo superiore ai 25 MEUR secondo modalità di legge 2 . Appare interessante notare, per altro, come tale Deliberazione non appaia citata nelle premesse fondanti il Decreto Ministeriale in oggetto. E’ del tutto evidente che la tardiva o mancata pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DM del 19.6.2015 rischia di avere come conseguenza che continueranno ad essere seguite le regole (illegittime) del citato DM 622/2009 che rendeva facoltativo il parere. Continueranno in tal modo ad essere sottratti al parere del Consiglio Superiore innumerevoli progetti per i quali la legge lo prevede invece come obbligatorio».

Urbano conclude: «Non può dunque sfuggirLe il rischio di gravi conseguenze sui conti pubblici derivanti da un ulteriore ritardo nella pubblicazione del citato Decreto. Né del resto tale pubblicazione (pur urgente e necessaria per impedire il protrarsi di una prassi illegittima) potrà sanare i gravi vizi sino ad oggi prodotti dal DM 622/2009 e dalla mancata sottoposizione al parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici di progetti già approvati e realizzati».