Ciclisti più sicuri con le biciclette retroriflettenti

Con le bande retroriflettenti risultati eccezionali in termini di visibilità

[15 dicembre 2016]

«Può sembrare strano, ma una maggiore sicurezza per i ciclisti può arrivare anche da uno dei pericoli più grandi per chi viaggia su due ruote: i mezzi pesanti», a dirlo è un team dell’università di Bologna composto da Marco Costa e Leonardo Bonetti, del Dipartimento di psicologia, e da Andrea Simone, Valeria Vignali e Claudio Lantieri per il Dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali, che hano sperimentato l’applicazione sulle bici dello stesso materiale retroriflettente normalmente utilizzato per delimitare gli ingombri posteriori dei camion. E ora espongono i risultati nello studio “Reflective Tape Applied to Bicycle Frame and Conspicuity Enhancement at Night”, pubblicato su Human Factors.

Costa spiegano che «Uno dei pericoli maggiori per chi viaggia in bici nelle ore serali o notturne è la poca visibilità dovuta alla mancanza o al malfunzionamento di mezzi di segnalazione luminosa. Per aumentare la visibilità dei ciclisti abbiamo valutato la possibilità di applicare materiale retroriflettente direttamente al telaio della bicicletta in modo che l’illuminazione coi fari da parte di veicoli la rendesse immediatamente percepibile in lontananza. Nello specifico si è testato l’utilizzo di materiale retroriflettente rispondente alla normativa ECE/ONU 104: si tratta delle bande retroriflettenti utilizzate attualmente per delimitare gli ingombri posteriori dei mezzi pesanti».

Le bande retroriflettenti sono state applicate alle forcelle posteriori, nel sottosella e in corrispondenza del catadiottrico posteriore della due ruote. «E i risultati in termini di visibilità sono eccezionali – dice il team di ricerca – Se infatti un ciclista senza luci viene normalmente notato da un automobilista ad appena 36 metri di distanza, una bicicletta dotata di materiale retroriflettente viene percepita a una distanza più di quattro volte superiore: 168 metri».

Costa aggiunge: «Viaggiare su una bici arricchita di questo tipo di materiale equivale ad indossare un giubbotto ad alta visibilità con inserti retroriflettenti. Ma mentre il giubbotto deve essere trasportato e indossato ogni volta dal ciclista, l’applicazione di materiale retroriflettente alla bicicletta aumenta la sicurezza in modo permanente e senza la necessità di ulteriori azioni».

Nello studio vengono riportati anche i risultati di altre ricerche in cui la stessa metodologia è stata studiata in caso di illuminazione pubblica accesa, in caso di pioggia e con il materiale retroriflettente applicato alle pedivelle dei pedali. In tutti i casi il materiale retroriflettente si è dimostrato un ottimo ausilio per aumentare decisamente la visibilità della bicicletta nelle ore serali e notturne.

Costa conclude: «Naturalmente, questo sistema non è pensato come alternativo ai dispositivi di segnalazione luminosa, che rimangono sempre fondamentali, ma come complemento al fine di impedire investimenti da parte di veicoli e di aumentare la sicurezza dei ciclisti in condizioni di scarsa visibilità».