Col car sharing si risparmia anche sui costi dell’assicurazione

[28 marzo 2014]

Il car sharing è candidato ad essere una delle fonti di risparmio sull’assicurazione e, soprattutto, di supporto alla diminuzione dell’inquinamento. I costi delle polizze auto sono infatti ancora molto alti perché le frodi a danno delle compagnie e la pericolosità delle strade continuano a rimanere un problema irrisolto: risparmiare sui costi dell’assicurazione auto è comunque possibile e i modi per farlo sono tanti.

Confrontare i prodotti di Linear con quelli di Quixa e di tutte le altre compagnie è un buon modo per trovare con criterio ma non è appunto l’unic. Perché il car sharing quindi? Perché il car sharing si basa sul concetto di mobilità condivisa, ovvero di condivisione dell’auto con altre persone all’interno della città. In questo modo, chi usufruisce di questo tipo di servizi potrà pensare di cambiare assicurazione per la propria auto e passare ad una a kilometraggio o ad una sospendibile che, di certo, avranno premi inferiori rispetto a quelle tradizionali.

In Italia i progetti di car sharing si stanno evolvendo e le macchine in condivisione sono sempre di più: oltretutto, se prima Milano faceva da capitale della mobilità condivisa, adesso anche Roma è in gioco e non solo lei, perché anche Napoli e il Trentino Alto Adige si stanno “mobilitando” il tal senso.

A Milano ci sono ben sette servizi privati che effettuano car sharing all’interno della città e di questi, due sono di nuova uscita grazie ad un bando indetto dal Comune nel 2013 che dava la possibilità di mettere in circolazione auto in città dietro il pagamento di 1.100 euro a vettura, con l’autorizzazione ad usufruire delle linee blu e del transito nell’Area C, ovvero il centro di Milano.

Il contesto milanese del car sharing quindi, è competitivo a tal punto da aver fatto crollare le adesioni al progetto comunale “Guidami” che è stato messo a disposizione degli utenti dall’Atm, l’azienda dei trasporti pubblici milanesi. Questo servizio esclude la quota di iscrizione e la somma richiesta è calcolata sulla base dei chilometri effettuati moltiplicata per il percorso compiuto.

Ad ogni modo i principali competitor sul territorio meneghino sono Enjoy e Car2go: il primo è una joint-venture tra Eni, Trenitalia e Fiat che da quando è stato presentato al pubblico (qualche mese fa) sta scalando il successo rispetto ai suoi concorrenti.

Il servizio che offre, oltretutto, per molti può essere considerato conveniente: la tariffa al minuto è di 25 centesimi e per i primi 50 km il parcheggio costa solo 10 centesimi (sempre al minuto). Ed è lo stesso vicepresidente Smart Mobility Service Eni Refining & marketing dell’azienda, Giuseppe Macchia, che ha rivelato le evoluzioni del business: in soli tre mesi dalla sua nascita, Enjoy ha raggiunto 55 mila iscrizioni, per 644 Cinquecento Rosse in tutto il capoluogo. I noleggi, sono arrivati a quota 200 mila.

Alla base di questi sistemi di car sharing, c’è soprattutto la tecnologia: sia Enjoy che Car2go, infatti, hanno delle app dedicate agli iscritti che permette di sapere dove sia l’auto più vicina da poter usare.

Car2go, comunque, non rimane indietro al concorrente: con 60 mila iscrizioni e 600 vetture (destinate a diventare 800) si pone comunque come servizio di car sharing in prima linea, soprattutto a Roma dove è appena sbarcato. Qui invece, la tariffa è di 29 centesimi al minuto sia se si è in marcia che in sosta. Proprio nella capitale infatti, sono sbarcato 500 smart per un’area di 100 km quadrati.

Anche Eni sbarcherà alla fine del mese con 600 automobili sia a Roma che a Torino con la speranza che i servizi di mobilità condivisa arrivino in tutte le città italiane per incrementare l’uso condiviso della auto e di conseguenza una riduzione dell’inquinamento atmosferico.

Le altre città da annoverare per progetti simili sono Napoli e il Trentito Alto Adige: a Napoli è appena nato Ci.Ro, ovvero un progetto innovativo di City Roaming che ha coinvolto anche Renault. In pratica sono state messe in circolazione 12 auto elettriche che tramite un software di navigazione avanzato sono in grado di trarre informazioni sui luoghi della città, sui ristoranti, sui luoghi culturali e via dicendo.

In Trentino, invece, è arrivato Deutsche Bahn che attraverso Flinkster ha immesso nella regione 35 vetture in condivisione con lo scopo di agevolare gli iscritti alle stazioni ferroviarie (dove saranno messe le macchine) e che potranno arrivare in Germania dove il servizio di car sharing tedesco mette a disposizione 3.100 auto di cui 450 elettriche.

Un altro stimolo all’innovazione arriva dal car sharing aziendale che cresce sempre di più e che prospetta un futuro in cui 100 mila veicoli aziendali saranno presenti sul territorio per permettere ai dipendenti delle varie aziende di utilizzare le macchine condivise con i colleghi e lasciare a casa la propria, risparmiando sui costi dell’assicurazione e sull’inquinamento.

Valeria Cannizzaro