Coronavirus, in Toscana si svuotano i mezzi di trasporto pubblico locale: -90%

Ceccarelli: «Stiamo seguendo l'evoluzione di quanto avviene affinchè, pur nella riduzione dell'offerta, restino attivi i servizi essenziali e non venga leso il diritto alla mobilità»

[19 Marzo 2020]

Le misure di distanziamento sociale imposte per contenere la pandemia da coronavirus Sars-Cov-2, inevitabilmente, si stanno riflettendo anche sugli spostamenti della popolazione. Le aziende di servizio pubblico rimangono in prima linea per garantire l’erogazione dei servizi essenziali alla cittadinanza nonostante l’emergenza, ma da una parte alcune modifiche si sono rese necessarie per mantenere un livello adeguato di sicurezza (per lavoratori e utenti), dall’altra gli stessi cittadini sono invitati a rimanere il più possibile all’interno delle proprie abitazioni: le ricadute nell’ambito della mobilità sono inevitabili.

Nei fatti, dall’inizio dell’emergenza coronavirus si è registrato in Toscana un calo del 90% nell’utenza dei mezzi di trasporto pubblico locale: come dettagliano dalla Regione, ad esempio, nella giornata di martedì 17 – nonostante l’avvenuta riduzione dei servizi – la frequentazione media sui treni regionali è stata di 28 persone a convoglio. Cali analoghi si registrano, in proporzione, anche su bus e traghetti del servizio pubblico locale, mentre le aziende di trasporto fanno i conti con una disponibilità di personale ridotta.

«Stiamo seguendo passo passo l’evoluzione di quanto avviene – spiega l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli – affinché, pur nella riduzione dell’offerta, restino attivi i servizi essenziali e non venga leso il diritto alla mobilità. Ho inoltre scritto al Governo e mi sto muovendo con Trenitalia per capire quali saranno le misure messe in campo a livello nazionale per tutelare gli abbonati ed evitare loro una forte penalizzazione economica».

Per fronteggiare la situazione, senza spreco di forze da parte delle aziende e di risorse pubbliche da parte delle pubbliche amministrazioni competenti, è attivo ogni giorno un tavolo di lavoro che monitora la situazione in fieri e che sta predisponendo una nuova riprogrammazione dei servizi. Ogni futura modifica agli orari ed al cadenzamento delle corse di treni regionali, bus e traghetti, terrà conto di due criteri fondamentali: la garanzia di servizi minimi e la tutela delle corse più utilizzate dai pendolari per raggiungere i luoghi di lavoro, in particolare gli ospedali, per raggiungere i quali già oggi sono stati aggiunti treni rispetto alla riduzione dei servizi avvenuta nei giorni scorsi.