Corte dei Conti Ue: «Il trasporto merci su rotaia non è ancora sul binario giusto»

Altro che priorità Ue: dal 2011 la quota di trasporto merci su rotaia è diminuita

[24 maggio 2016]

Ferrovia merci

Secondo una relazione della Corte dei conti europea pubblicata oggi, «Nonostante la Commissione europea punti a trasferire il trasporto merci dalla rete stradale a quella ferroviaria, la quota di trasporto merci Ue che si svolge su rotaia ha subito in realtà una lieve flessione dal 2011». La relazione sottolinea che «Il trasporto ferroviario ha un minore impatto ambientale e consuma meno petrolio importato. Tuttavia non riesce a rispondere alla concorrenza del trasporto su strada».

La Corte ha esaminato la performance, a partire dal 2000, del trasporto merci ferroviario nell’Ue e fra la metà del 2014 e la metà del 2015, gli auditor della Corte hanno effettuato visite di audit in Repubblica ceca, Germania, Spagna, Francia e Polonia.

Il rapporto evidenzia che «Tra il 2007 e il 2013, il bilancio dell’Ue ha contribuito a finanziare progetti ferroviari stanziando circa 28 miliardi di euro. Ciò nonostante, e malgrado la Commissione abbia ritenuto prioritario trasferire il trasporto merci dalla strada alla ferrovia, negli ultimi 15 anni il traporto merci ferroviario dell’Ue non è riuscito a rispondere efficacemente alla concorrenza del trasporto su strada. La performance del trasporto merci su rotaia nell’Ue resta, nel complesso, insoddisfacente».

La Corte ha riscontrato che «Gli spedizionieri preferiscono chiaramente il trasporto su strada a quello su ferrovia. Sebbene alcuni Stati membri (Austria, Germania e Svezia) siano riusciti a ottenere risultati migliori, la quota media, a livello Ue, del trasporto merci effettuato su rotaia è in realtà diminuita leggermente dal 2011. Per giunta, la velocità media dei treni merci nell’Ue è molto bassa (solo circa 18 km orari su numerose tratte internazionali)».

La Corte osserva che «Uno spazio ferroviario europeo unico è ancora lungi dall’essere realizzato. La rete ferroviaria dell’Ue resta, nel complesso, un mosaico di reti nazionali distinte, con varie autorità e normative nazionali che differiscono considerevolmente in materia di assegnazione delle tracce, gestione e tariffe. Le procedure di gestione del traffico non sono adattate alle esigenze del trasporto merci su rotaia, persino all’interno dei corridoi merci ferroviari: i treni merci pagano dei diritti per ogni chilometro utilizzato nell’infrastruttura ferroviaria, cosa che non sempre avviene per il trasporto su strada».

In tre degli Stati membri visitati dagli auditor della Corte, «Nel periodo 2007-2013, sono stati destinati più fondi Ue alle infrastrutture stradali che alle infrastrutture ferroviarie e anche nei casi in cui sono stati destinati al trasporto su rotaia, i fondi Ue non sono stati utilizzati principalmente per rispondere ai bisogni del trasporto merci ferroviario. Infine, la scarsa manutenzione della rete ferroviaria può inficiare la sostenibilità e la performance».

Ladislav Balko, che ha preparato la relazione presentata oggi dalla Corte dei conti europea, è convinto che «Se le criticità descritte nella nostra relazione non vengono affrontate, non basteranno ulteriori finanziamenti per risolvere il problema. La Commissione e gli Stati membri devono aiutare i gestori dei treni e delle infrastrutture a migliorare l’affidabilità, la frequenza e la flessibilità del trasporto merci su rotaia nonché l’attenzione al cliente, i tempi e i costi del trasporto».

La Corte raccomanda alla Commissione e agli Stati membri di «far fronte alle debolezze riscontrate nel processo di liberalizzazione del mercato del trasporto merci su rotaia, nelle procedure di gestione del traffico, nei vincoli amministrativi e tecnici, nel monitoraggio e nella trasparenza della performance del settore del trasporto merci su rotaia e di instaurare un regime di leale concorrenza tra diversi modi di trasporto».

Per utilizzare meglio i fondi dell’Ue, la Corte chiede che «La Commissione e gli Stati membri assicurino una maggior coerenza fra gli obiettivi strategici e l’assegnazione dei fondi, la selezione, la pianificazione e la gestione dei progetti e la manutenzione della rete ferroviaria».