Divieto di transito alle bici sulle strade provinciali grossetane

Legambiente: «Controproducente, occorre trovare le risorse per metterle in sicurezza»

[29 settembre 2016]

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Legambiente chiede alla Provincia di Grosseto e alla Regione Toscana di rivedere la scelta di chiudere alle bici le strade dissestate, disponendo i fondi per risolvere l’attuale situazione. Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, sottolinea: «Siamo consapevoli che la decisione di chiudere alle bici alcune strade provinciali dissestate sia stata dettata da un lato dalla necessità di tutelare i ciclisti e dall’altro dalla mancanza di fondi ma rimane comunque una decisione controproducente per l’economia del nostro territorio, soprattutto se non saranno trovate in breve tempo le risorse per rimediare alla situazione. Interdire il traffico delle biciclette va contro lo sviluppo del cicloturismo, che il nostro territorio sta promuovendo faticosamente negli ultimi anni attraverso investimenti e infrastrutture importanti. La nostra provincia ha potenzialità immense per far crescere questa forma di turismo. Questo provvedimento riguarda soprattutto aree periferiche e marginali, che, oltre a dover convivere con infrastrutture disastrate, si vedranno negata la possibilità di uno sviluppo economico legato proprio alla crescita del cicloturismo. Chiediamo quindi alla Provincia di Grosseto e alla Regione Toscana di rivedere la scelta disponendo i fondi per risolvere l’attuale situazione e mantenere il reticolo di strade secondarie che costituisce un grande patrimonio».

Per Legambiente «La Provincia di Grosseto ha sempre rivestito un ruolo fondamentale per il nostro territorio, molto vasto e poco popolato. Il processo di smantellamento delle province, avviato ormai da anni, sta avendo ripercussioni gravissime sulla capacità di garantire i servizi minimi con conseguenze tangibili in vari ambiti, come per esempio quello della viabilità».

Inoltre la decisione di Provincia e Regione arriva proprio mentre il territorio grossetano sta finalmente imboccando la strada del cicloturismo e per il Cigno Verde «sembra illogico dare segnali in controtendenza. Si pensi a progetti ambiziosi quali la Ciclovia tirrenica, curato proprio da Legambiente, o alle importanti infrastrutture come il ponte ciclopedonale sul fiume Ombrone che stanno per essere realizzate, o alle tante strutture ricettive che hanno puntato e investito molto sui servizi legati al turismo sulle due ruote. Per tutti questi motivi la Maremma si candiderà fortemente a divenire un luogo di vacanze in bicicletta per tutto l’anno, come hanno ampiamente dimostrato iniziative quali il Cicloraduno nazionale Fiab, che lo scorso giugno ha portato a Grosseto oltre 500 cicloturisti da tutta Italia ed Europa».