Rapporto Ecf sui benefici economici della bicicletta nei 28 paesi Ue

In Europa la mobilità ciclistica vale 513 miliardi di euro all’anno

Fiab: a Roma 3.200 posti di lavoro in più e 150 morti in meno con il 25% di modal split in bicicletta

[7 dicembre 2016]

Secondo Il rapporto ‘”EU Cycling Economy”’ presentato a Bruxelles e realizzato da Ecf – European cyclists’ federation (Ecf),  rappresentata in Italia dalla Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), «Ogni anno la mobilità ciclistica nei 28 paesi dell’Unione Europea vale benefici economici pari a 513 miliardi di Euro, pari a 1000 euro per ogni cittadino».

Ecf e Fiab spiegano che «Il rapporto amplia e completa il primo studio effettuato da Ech nel 2013 ed evidenza i benefici diretti e indiretti della mobilità ciclistica in relazione all’attuale utilizzo della bicicletta nei paesi dell’Unione. L’edizione aggiornata dei dati disponibili tiene in considerazione, alcuni casi, di metodologie di calcolo che valorizzano i feedback ricevuti. La somma dei benefici calcolati e stimati in relazione alla mobilità ciclistica è stata così ripartita nei vari settori:  Salute 191 mld di €;  Tecnologia & Design 20 mld di €; Qualità Spazio Tempo 131 mld di €; Ambiente & Clima 15,5 mld di €; Economia 63 mld di €;  Integrazione culturale 10 mld di €;  Affari Sociali 50 mld di €; Energia & Risorse 3 mld di €; – Mobilità 30 mld di €». Uno degli autori del rapporto, Holger Haubold, responsabile politica fiscale ed economia di Ecf,  aggiunge: «Per alcuni ambiti l’uso regolare della bicicletta negli spostamenti quotidiani porterebbe ulteriori benefici che non siamo ancora in grado di quantificare»

I benefici della mobilità ciclistica non riguardano unicamente settori come  i trasporti o le politiche ambientali, «ma coinvolgono molte altre aree in cui la UE ha competenze specifiche come, ad esempio, la politica industriale, l’occupazione, la salute e le politiche sociali. I vantaggi della mobilità ciclistica si estendono anche ad ambiti sociali come l’integrazione dei rifugiati, l’accesso alla mobilità, l’impiego, ecc», dice l’Ecf.

Ádám Bodor, advocacy director di Ecf, sottolinea che «Sono dati e numeri che dimostrano, ancora una volta, come la bicicletta rappresenti un grande contributo all’economia generale dell’Unione Europea e possa essere un sostegno alle politiche in ambiti diversi: la Ue ha tutto l’interesse a raccogliere tali vantaggi. Per fare questo è necessario avere una strategia condivisa sulla mobilità ciclistica in Europa, in grado di integrare i diversi aspetti. I benefici economici attesi sarebbero maggiori soprattutto in quei paesi dove la percentuale degli spostamenti sulle due ruote è attualmente piuttosto bassa».

Incoraggiare in tutta Europa un numero sempre maggiore di persone a pedalare più spesso ha il potere di sbloccare benefici socio-economici del valore di miliardi di euro. Per questo Stakeholders da ambienti diversi hanno unito le loro forze per sviluppare un progetto di Strategia europea per la mobilità ciclistica – EU Cycling Strategy –-  che intende individuale gli obiettive e definire le azioni di competenza Ue. Pubblicato in occasione della conferenza Velo-City 2017 nel mese di giugno sarà poi presentato alla Commissione europea come nuova fonte di ispirazione per agire.

EU Cycling Economy’ e un rapporto che sollecita  ulteriori ricerche sul tema, per poter tracciare, in futuro, un quadro più preciso dei benefici economici prodotti dalla mobilità ciclistica. La presidente Fiab Giulietta Pagliaccio, evidenzia che «Stiamo parlando di dati economici importanti che, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo nel nostro Paese, ci stimolano a continuare a guardare al futuro con positività. Altri studi nazionali, infatti, hanno già evidenziato come in Italia, nella sola città di Roma, si stimano più di 3.200 nuovi posti di lavoro e oltre 150 morti in meno ogni anno, se solo si raggiungesse il 25% di modal split in bicicletta».