Fiab: «Scomparsa la bicicletta dal decreto per la mobilità sostenibile»

Non c’è la bici nel “Programma sperimentale per la mobilità sostenibile”. Le modifiche proposte.

[27 maggio 2016]

Mobilità sostenibile

in occasione del primo incontro di discussione congiunto delle commissioni lavori pubblici e territorio e ambiente, il senatore Stefano Vaccari (PD)  ha presentato le osservazioni della FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta, allo Schema di decreto ministeriale concernente il programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, il “Programma sperimentale mobilità sostenibile” del ministero dell’ambiente e la FIAB rileva con rammarico che «Nello schema del decreto attuativo, tanto atteso dopo gli stanziamenti previsti dal Collegato Ambientale a favore della mobilità sostenibile per il finanziamento di specifici progetti di bike2work e bike2school, la bicicletta sia praticamente sparita e quasi mai citata in modo esplicito».

Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB, sottolinea che «Lo sviluppo della mobilità sostenibile, particolarmente in ambito urbano, può essere realizzato ponendo la bicicletta al centro di ogni progettualità, quale fulcro di un sistema integrato e intermodale di multi-mobilità -– Le nostre città accusano problemi che vanno affrontati con urgenza: la crescente insicurezza sulle strade, la congestione dovuta al numero di auto private pro capite ormai insostenibile per mancanza di spazio e i dati allarmanti sull’inquinamento ambientale, che miete vittime nell’ordine di 1,4 milioni di persone nella sola Europa. Sono temi che inevitabilmente portano con sé altri problemi con ripercussioni economiche: spese sanitarie per una popolazione che soffre di malattie causate dalla sedentarietà o spese esorbitanti da parte dei comuni sul fronte delle infrastrutture stradali e della loro manutenzione, tanto per fare qualche esempio. Appare chiara l’urgenza di reimpostare il tema della mobilità delle persone e la prima vera risposta economicamente sostenibile per le città è attivare politiche per la mobilità ciclistica. La bicicletta è il mezzo di trasporto che può cambiare il volto delle città e dare contemporaneamente risposte adeguate alle necessità di spostamento delle persone».

L’associazione dei ciclisti invoca «Un cambiamento culturale, per i cittadini e per il mondo tecnico e politico-amministrativo, che deve essere sostenuto da investimenti dedicati come quelli del Collegato Ambientale, che FIAB aveva accolto come uno strumento formidabile».

Ma la presidente FIAB evidenzia che «Nel leggere il testo del decreto ci siamo però accorti che c’è ancora molta confusione nell’affrontare il tema: non cita mai (o quasi) la parola bicicletta e si usa un linguaggio sconosciuto ai più, come ad esempio parlare di attività di bike pooling, per riferirsi alla pratica del bicibus già diffusa in moltissimi comuni. Un altro esempio? Si citano per il “bonus mobilità” incentivi per ‘lavoratori e studenti che usano mezzi di trasporto a basse emissioni’, lasciando intendere tutto, dal bonus per il trasporto pubblico a quello per l’utilizzo dell’auto elettrica o ibrida, e senza mai citare la bicicletta. Molte altre sono le nostre osservazioni, che abbiamo riepilogato nel testo sottoposto dal senatore Vaccari alla commissione, augurandoci che possano essere accolte come modifiche da apportare al decreto del Programma sperimentale di mobilità sostenibile. Non va dimenticato che le risorse previste del Collegato Ambientale sono minime, rispetto alle reali necessità, per promuovere la mobilità sostenibile in modo efficace in Italia: le osservazioni proposte da FIAB mirano a ottimizzare questi primi stanziamenti, per attivare un vero cambiamento nelle politiche per la mobilità. Disperdere, infatti, queste poche risorse in mille rivoli che rischiano di non apportare nessun cambiamento significativo nelle nostre città, è un’occasione persa, anche politicamente».