Finanziamenti europei per mobilità e turismo sostenibile

Una guida per orientarsi nei finanziamenti europei a favore della mobilità sostenibile, in particolare ciclabile e del turismo sostenibile

[20 agosto 2018]

Se tutte le regioni e tutti i Governi prevedessero misure specifiche per la mobilità ciclistica, il turismo sostenibile e lo sport nei prossimi anni l’intera Europa potrebbe finalmente aumentare la propria media di spostamenti in bici, migliorare la qualità della vita e le condizioni di salute dei cittadini europei, perseguendo così gli obiettivi indicati dalla strategia Europa 2020 relativa alla riduzione delle emissioniclimalteranti, alla diminuzione del consumo energetico, alla promozione delle politiche della salute e dell’attività fisica.

Per raggiungere questi importanti obiettivi, sono necessarie risorse economiche. A questo propositol’Unione europea fornisce il sostegno finanziario, attraverso vari strumenti, a una vasta gamma di progetti e di iniziative che investono anche il turismo e la mobilità sostenibile, in particolare quella ciclabile.

Progettare per la ciclabilità, il turismo e la mobilità sostenibile significa innanzitutto trovare connessioni e integrazioni con le politiche europee che condividono gli stessi obiettivi, a partire da quelli che riguardano lo sviluppo locale, la tutela dell’ambiente, il miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane fino alla qualificazione delle risorse umane e al miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini europei.

Per supportare chi intende percorrere questa strada, è stata predisposta la  guida  “Come finanziare lo sport, la mobilità ciclistica e il turismo sostenibile con i fondi europei” che contiene un repertorio (non esaustivo) di progetti che sono stati finanziati in questi settori mettendo in luce le interrelazioni tra gli obiettivi di chi promuove la mobilità ciclabile, lo sport, il turismo e la mobilità sostenibile, e gli obiettivi delle politiche per la promozione dello sviluppo e della tutela dell’ambiente.

Con riferimento alla mobilità sostenibile, per esempio, vediamo che gli interventi in questo settore sono contenuti sia all’interno dei Programmi Operativi Regionali del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (POR FESR), che all’interno dei Programmi di Sviluppo Regionale (PSR) finanziati dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale (FEASR).

Esistono alcuni programmi tematici nel settore della mobilità sostenibile, che finanziano in particolare “idee innovative”, scambi di esperienze, migliori pratiche oppure l’organizzazione di seminari e convegni, studi, da realizzare in partenariato con altri paesi europei. Alcuni esempi sono:

programma Orizzonte 2020, che tra i suoi obiettivi contiene anche quello di favorire trasporti intelligenti, verdi ed integrati

CIVITAS CAPITAL, volto specificatamente ad incoraggiare soluzioni per la mobilità urbana sostenibile CIVINET Italia che permette, invece, alle città partecipanti, di condividere esperienze e sviluppare politiche e misure innovative per la mobilità sostenibile, attraverso workshop, visite tecniche, seminari per condividere politiche, formazione e scambi professionali, finanziamento per lo scambio di buone pratiche in materia di trasporti e mobilità urbana, pubblicazioni e newsletter.

Nell’ambito del turismo, invece, il programma Cosme 2014-2020 contiene azioni interessanti per implementare la sostenibilità nel turismo, oltre all’accessibilità, la qualità, l’aumento dei flussi turistici in bassa stagione, la diversificazione dell’offerta e dei prodotti turistici europei, la visibilità dell’Europa come destinazione turistica che riunisce molteplici e diversificate destinazioni turistiche.

Questi programmi sono gestiti direttamente dalle diverse Direzioni generali competenti dell’Unione europea, che periodicamente pubblicano dei “bandi” che si manifestano sotto forma di: inviti a presentare proposte (call for proposals); gare d’appalto (call for tenders)

Una delle caratteristiche principali di questo tipo di finanziamenti è la dimensione transnazionale, in base alla quale i progetti devono essere realizzati in partenariato con almeno due organismi di due Stati Membri diversi. La sovvenzione accordata ai partner del progetto è un contributo a fondo perduto che generalmente varia da un minimo del 35% ad un massimo dell’100% (in rarissimi casi) dei costi totali. È quindi necessario un cofinanziamento con risorse proprie del beneficiario, di fondi nazionali oppure di sponsor privati.

di Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat)