Firenze, la tramvia sotto il Duomo? La proposta Renzi riaccende il dibattito

Ferruzza (Legambiente) a greenreport: «Meglio la soluzione in superficie, davanti al Battistero. E le nuove linee deve arrivare nella Piana»

[11 ottobre 2013]

Lo studio di prefattibilità elaborato dai tecnici di Palazzo Vecchio che vede come “piatto forte” il passaggio in sotterranea della tramvia (o trammetrò) da Piazza Duomo – e presentato dal sindaco Renzi al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi – sta riaprendo il dibattito sulle infrastrutture di mobilità pubblica a Firenze. Il fine è assolutamente condivisibile: migliorare la qualità della vita dei cittadini togliendo le auto private e potenziando trasporto pubblico e mobilità ciclabile.

Del resto l’antipasto assaggiato con in Mondiali di Ciclismo ha confermato che un’altra città (e un’altra mobilità) è possibile. Nel merito, però, la proposta di far passare la tramvia sotto il Duomo lascia più di un dubbio, considerato anche quanto si è verificato per la Tav (anche al di là delle vicende giudiziarie). Con il passaggio in superficie, come hanno evidenziato molti studi, il “nodo” fiorentino dell’Av sarebbe da tempo stato sciolto senza condizionare il trasporto ferroviario locale e anche il sindaco, almeno tempo addietro, pareva pensarla così.

In sintesi, l’ipotesi di passaggio in sotterranea della tramvia da piazza Duomo prevede un  tunnel unico a 15 metri di profondità, largo 7,5 metri, che parte da via Buonsignori e che torna in superficie in lungarno Pecori Giraldi. Sono previste fermate alla stazione Alta velocità, in piazza Adua, Repubblica, Santa Croce e collegamenti attraverso scale mobili tra le due infrastrutture. I tecnici che hanno avanzato la proposta progettuale mostrano estrema sicurezza, tale che l’operazione potrebbe essere definita di normale amministrazione.

La vede in modo diverso il presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza, contattato da greenreport: «Quando si parla di scavi sotto Firenze è necessario farlo con la massima prudenza, specialmente dopo le esperienze della “buca” in Viale Corsica e dopo quanto avvenuto in Mugello. Legambiente continua a rimanere favorevole al passaggio di Sirio in superficie, davanti al Battistero: tra l’altro  non è incompatibile con la pedonalizzazione, anzi. Ciò permetterebbe una buona intermodalità e minori problemi di costi».

Il progetto del Comune di Firenze, che con la rete di tramvie punta a raggiungere i 70 milioni di passeggeri, prevede inoltre l’arrivo al Polo scientifico di Sesto e la linea 4 dalla Leopolda alle Piagge, mentre i tecnici hanno bocciato l’arrivo della tramvia fino a Campi Bisenzio e al centro di Sesto Fiorentino,  perché  con i flussi di passeggeri previsti, specialmente nelle ore di punta, i Sirio non riuscirebbero a contenere l’afflusso dalla Piana e arriverebbero a Firenze stracolmi. Queste considerazioni hanno mandato su tutte le furie Legambiente. «E’ imprescindibile: la tramvia deve arrivare a Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Bagno Ripoli, e quindi bisogna trovare le soluzioni per potenziarla – ha aggiunto Ferruzza – Faccio presente che Scandicci, dove arriva la linea 1, ha avuto notevoli vantaggi ed è stata riqualificata, come hanno aumentato il proprio valore gli edifici situati lungo il tracciato. Questo deve accadere anche per la Piana».

«Non è possibile pensare che esistano cittadini di serie A e di serie B – scandisce Ferruzza – Mi pare che le aree contermini a Firenze stiano sopportando carichi notevoli sotto il profilo ambientale. Offrire un nuovo servizio di mobilità pubblica a quelle aree rappresenta un piccolo risarcimento, comunque non sufficiente. Quindi il prolungamento della tramvia verso Sesto, Campi, e anche Bagno a Ripoli è doveroso dal punto di vista etico prima che ambientale. E’ necessario ragionare in una logica di area vasta e non fiorentinocentrica».

Del resto l’ipotesi del Comune di Firenze va a collidere con quella della stessa Regione, che ha in testa un progetto con linee tramviarie che raggiungano i due comuni della Piana. Su costi e tempi pare prematuro addentrarsi, anche perché è necessario ora far partire le “vecchie” linee 2 e 3, che ancora sono al palo. Di sicuro questo tema sarà comunque al centro della prossima campagna elettorale per le comunali: da questo punto di vista, al momento  rileviamo che la proposta Renzi pare trovare maggior consenso politico a destra.