Firenze, come uscire dal pantano del traffico dopo i Mondiali di ciclismo?

[3 ottobre 2013]

La Firenze  più vivibile con meno traffico e tante bici che abbiamo sperimentato durante i Mondiali di Ciclismo è svanita come un bel sogno, lasciandoci tutti nel solito pantano fatto di un’alluvione di mezzi a motore.

E’ tutta colpa dei fiorentini che hanno ripreso le cattive abitudini? I cittadini che timidamente avevano provato a muoversi in bici  la settimana scorsa a causa delle limitazioni al traffico a motore sono sicuramente tornati al vecchio sistema, sapendo come sono pericolose le strade per i ciclisti.

Per rendere Firenze più a misura di bici, a vantaggio della vivibilità e della salute soprattutto per i nostri bambini vittime principali di questa mobilità malata e che fa ammalare, si può guardare a altre città più evolute, dove le piste ciclabili formano una vera e propria rete, con percorsi continui che uniscono i luoghi attrattori di traffico, come del resto prevede anche una legge approvata l’anno scorso dalla Regione Toscana per lo sviluppo della mobilità ciclistica.

Invece la mappa delle piste fiorentine messa in distribuzione durante i Mondiali per il progetto BECYCLE mostra come circa 1/3 degli 85 Km di piste ciclabili che Sindaco e Assessore hanno più volte orgogliosamente ricordato in questi giorni  si trova nei parchi e lungo gli argini dell’Arno, ed è adatto principalmente allo svago, mentre per le strade, soprattutto nelle periferie dove c’è veramente il pericolo, abbiamo uno “spezzatino” fatto ancora di tanti monconi anche dopo le ultime ricuciture, con intere zone densamente popolate che sono completamene sguarnite.

Basta paragonare questa mappa per esempio con quella di Bolzano, dove la mobilità in bici, malgrado le condizioni atmosferiche meno favorevoli che da noi, copre quasi il 30% degli spostamenti (a Firenze siamo intorno al 10%) per capire quanto siamo indietro.

di associazione Città ciclabile onlus