Legambiente: «Il Governo investa sulle linee pendolari»

FS si sveglia: «Servono più risorse per i treni locali»

[27 marzo 2014]

FS: «Servono più risorse per i treni locali». Legambiente: «Il Governo investa sulle  linee pendolari»

Oggi, al Forum di Fs sul trasporto pubblico locale, il Gruppo Ferrovie dello Stato hanno presentato le proposte per il trasporto pubblico locale e chiede «Risorse finanziarie adeguate, ulteriori sforzi per rendere le nostre imprese ancora più efficienti e produttive, certezza nei pagamenti dei servizi erogati, modelli di offerta coerenti con le reali e differenziate esigenze della domanda, evitando inutili duplicazioni di servizi ed esaltando le potenzialità dei singoli vettori, attraverso una loro razionale integrazione».

Il gruppo diretto da Mauro Moretti, nel pieno della bufera sugli stipendi d’oro dei manager, sembra voler rispondere alle critiche che gli sono piovute addosso in questi ultimi giorni proprio sullo stato dei treni pendolari e rivendica quanto fatto fino ad oggi: «Per quanto riguarda l’efficienza dei processi industriali, le società del Gruppo FS Italiane hanno intrapreso negli ultimi sette anni un percorso di risanamento e riorganizzazione importante. Un percorso che non è finito e prosegue, puntando al consolidamento dei risultati raggiunti come il miglioramento della puntualità e della pulizia e ai nuovi traguardi, contenuti nel Piano Industriale 2014–2017. Si sono comunque create le premesse per investimenti che, per consistenza e qualità, non hanno precedenti in epoche recenti. Altri nodi cruciali sono di diretta competenza di Stato, Regioni e Comuni quali: le scelte normative e di indirizzo; stabilire il mix tra corrispettivi e tariffe per coprire i costi dei servizi richiesti; pianificare i servizi necessari ai loro territori (rotte, frequenze dei collegamenti, caratteristiche dei treni, fermate, servizi ancillari); definire i modelli di offerta puntando all’integrazione tra le diverse modalità di trasporto a vantaggio dell’efficienza dell’intero sistema; adottare politiche di disincentivazione del trasporto privato nelle grandi città e di sostegno a una mobilità dolce e a basso impatto ambientale».

Comunque, per migliorare l’offerta del trasporto pubblico locale le Fs dicono di aver programmato una serie di iniziative incluse nel Piano Industriale 2014–2017: 3 miliardi di euro per ammodernare la flotta di Trenitalia e innovare le tecnologie a servizio del business e dei clienti; 80 milioni di euro destinati all’acquisto di 496 nuovi bus per Busitalia che arricchendo l’offerta del Gruppo con il trasporto su gomma consente allo stesso di proporsi come operatore integrato, efficace interlocutore unico dei committenti pubblici.

Poi ci sono gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana per garantire un uso ottimale dell’infrastruttura: «In particolare nelle grandi aree metropolitane, con lavori di: potenziamento della rete; eliminazione dei “colli di bottiglia” e delle interferenze di traffico che penalizzano i treni locali; definizione di tracce orarie adeguate a modelli di offerta differenziati tra servizi urbani/metropolitani e regionali; miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità di circa 500 stazioni, a traffico prevalentemente pendolare, distribuite su tutto il territorio nazionale; creazione, di concerto con i Comuni, delle condizioni logistiche intorno alle stazioni per favorire l’integrazione treno/gomma, treno/bici».

FS Italiane ribadisce di essere favorevole a gare  per il possibile affidamento dei servizi, ma auspica che «Avvenga con le medesime regole in tutta Europa, ovvero in condizioni di reciprocità. Condizioni necessarie per gare “contendibili” sono la chiarezza delle regole, bandi di gara che sappiano ben qualificare la richiesta della committenza, puntando ad una vera ed efficace integrazione modale, con corrispettivi adeguati, tali da remunerare il capitale investito dalle aziende e assicurare continuità e certezza dei pagamenti. L’esperienza maturata con Netinera nel trasporto locale in Germania e il confronto condotto con le realtà estere evidenzia come lo “spread” attuale che ci allontana dagli standard europei riguarda soprattutto: le politiche di disincentivazione del trasporto privato nelle grandi città; i livelli di tariffe e corrispettivi; l’efficacia della committenza pubblica di programmare un’offerta adeguata e coerente alla domanda; le modalità di attribuzione (per gara o affidamento diretto) certe e stabili nel tempo dei Contratti di Servizio; i meccanismi di finanziamento, la certezza dei pagamenti e l’indicizzazione dei corrispettivi nell’intero periodo di valenza dei Contratti di Servizio».

Il vicepresidente di Legambiente, Edoardo Zanchini, intervenendo al Forum sul trasporto pubblico locale, ha detto che «Le Ferrovie dello Stato oggi hanno presentato una proposta per il trasporto pubblico locale, che rappresenta una novità importante per l’attenzione ai pendolari del treno e di integrazione delle politiche della mobilità urbane. Ora con l’arrivo finalmente di nuovi treni ci aspettiamo però la stessa attenzione alla qualità e puntualità che in questi anni si è avuta nei confronti dei passeggeri dell’alta velocità. Ma per cambiare la situazione dei pendolari mancano all’appello il Governo e le Regioni, quest’ultime avrebbero dovuto garantire risorse e attenzioni nei confronti dei diritti dei pendolari. E invece in metà delle Regioni non si supera lo 0,2% delle risorse per il servizio ferroviario rispetto al proprio bilancio, senza considerare come nessuna abbia avuto attenzione nei confronti della tutela dei diritti dei pendolari».

Legambiente ricorda che «Sono quasi 3 milioni i passeggeri sul servizio ferroviario regionale. Nonostante i clamorosi tagli alle risorse imposti dalla crisi negli ultimi anni, per la politica nazionale, la questione della mobilità pendolare è chiaramente inesistente». Zanchini ha lanciato un appewelo al governo: »Vorremmo perciò capire dal premier Renzi se in questo settore ha intenzione di cambiare sul serio il Paese. Per rilanciare e migliorare il trasporto pendolare ferroviario serve al più presto un cambiamento nelle politiche e nelle risorse, servono nuovi investimenti e più treni a partire dalle grandi città e nel Sud, e non continui tagli nel settore perché le risorse sono già del 20% in meno rispetto al 2009. Per questo chiediamo al Governo di reintrodurre la detrazione degli abbonamenti per il trasporto pubblico locale, per dare un segnale alle famiglie e perché è una scelta lungimirante per le città e per rilanciare gli investimenti da parte delle imprese del Tpl. Il Governo Renzi su questi temi ancora non ha dato risposte e purtroppo dal Ministro dei trasporti Lupi l’unica attenzione va nei confronti delle risorse pubbliche per le autostrade della Lombardia e dei sussidi agli autotrasportatori. Ministero delle Infrastrutture e Parlamento individuino le risorse necessarie nell’ambito di una politica complessiva dei trasporti, spostando finalmente le risorse della legge Obiettivo dalla strada al ferro. Per le Regioni invece l’obiettivo dovrebbe essere una spesa pari almeno al 5% del proprio bilancio».