Il G7 Trasporti premia il Grab, il Grande raccordo anulare delle bici di Roma

Il progetto nominato “Ambasciatore dell’innovazione italiana nel settore della mobilità”

[20 giugno 2017]

Il Grab, il Grande raccordo anulare delle biciclette di Roma, ideato da VeloLove, Legambiente e Touring club italiano in collaborazione con tante altre realtà associative, è stato scelto dal G7 Trasporti in corso a Cagliari per svolgere il ruolo di ambasciatore del cambiamento nel settore della mobilità durante. Il progetto figura infatti tra quelli che sintetizzano al meglio innovazione e capacità di rinnovamento del nostro Paese.

Il Grande raccordo anulare delle bici è il progetto per la realizzazione di un anello ciclopedonale accessibile a tutti che si sviluppa per 45 chilometri all’interno della città di Roma unendo le periferie e il centro storico e toccando Colosseo, San Pietro, Trastevere e tantissimi altri punti di interesse. Il Grab prevede la pedonalizzazione dell’Appia Antica (prologo della nascita di un unico parco archeologico capitolino dai Fori ai Castelli Romani), è un polo d’attrazione di nuovi turismi, una via car free per la mobilità interquartiere, il raccordo attorno a cui sviluppare e cucire una rete ciclabile metropolitana, il volano di interventi diffusi di rigenerazione delle periferie.

Grande soddisfazione tra gli ideatori e  i promotori del Grab: «Candidate al riconoscimento erano oltre 400 buone pratiche, che hanno partecipato alla call for practice organizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con Italia Camp e tesa a individuare i migliori progetti e proposte sul tema della sostenibilità applicata alle infrastrutture e ai servizi di mobilità. Una prima scrematura ha individuato le 100 più valide che sono state sottoposte alla valutazione di un comitato scientifico (composto da rappresentanti di MIT, ANCI, Università e esperti di settore). La short list delle migliori (e tra queste il Grab) a partire da oggi verranno esposte nella “G7allery”, spazio espositivo ad hoc allestito presso l’Ex Manifattura Tabacchi di Cagliari che sarà inaugurato dal ministro Delrio insieme alle delegazioni del G7».

VeloLove, Legambiente e Touring club italiano sottolineano che «Tutte le proposte insignite del titolo di ambasciatori della mobilità hanno come main focus il tema della sostenibilità applicata ai trasporti e alle infrastrutture orientata alla realizzazione di progetti funzionali ed economici in cui siano coinvolti i cittadini sin dai primi step (sostenibilità economica); al rispetto e alla tutela dell’ambiente, anche attraverso il riuso del patrimonio esistente, in modo da poter usufruire di infrastrutture e servizi accessibili a tutti e in grado di connettere i centri con le periferie (sostenibilità ambientale) e allo sviluppo di infrastrutture condivise che includano tutte le categorie di cittadini con una particolare attenzione ai segmenti sociali più vulnerabili (sostenibilità sociale)».

Uno dei più contenti per il prestigioso riconoscimento è certamente Alberto Fiorillo, coordinatore del progetto Grab e responsabile aree urbane di Legambiente, che conclude: «Essere premiati come ambasciatori di una nuova idea di mobilità e di un nuovo modo di usare il territorio è un riconoscimento davvero importante  per le tantissime realtà e i tantissimi professionisti che hanno lavorato da volontari al progetto: il Grab infatti è un’opera pubblica che nasce dal basso, è un’infrastruttura ideata, pianificata e disegnata da cittadini e associazioni. Questo raccordo ciclabile romano – e siamo sicuri che è questo aspetto ad aver affascinato la giuria – ha la forma di una ciclovia urbana ma è in sostanza un’operazione multidimensionale sullo spazio pubblico: funzionale, ambientale, economica, sociale, estetica, culturale. Più che immaginare una pista ciclabile lunga 45 chilometri che gira dentro la città e la attraversa, l’esigenza del GRAB – antitesi del GRA delle auto – è stata fin dall’inizio quella di modificare i luoghi che attraversa, di correggerli, di migliorarli, attraverso la ricomposizione del frammentato spazio archeologico capitolino, la ricucitura delle periferie con il centro, la creazione di una cintura verde metropolitana, la trasformazione, la rigenerazione o la valorizzazione di aree trascurate. Sempre attraverso interventi discreti, senza nessuna volumetria aggiuntiva».