Osservazioni ed interpellanze parlamentari contro il nuovo Canale Contorta – S. Angelo

Grandi Navi a Venezia, comincia la battaglia contro il nuovo “sbrego” nella Laguna Veneta

[23 settembre 2014]

Oggi il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato un atto di intervento con osservazioni” nel procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via.) in forma semplificata del progetto preliminare Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo, proposto dall’Autorità Portuale di Venezia. Si tratta del progetto preliminare approvato con decreto n. 1697 del 12 agosto 2014 e che  prevede l’adeguamento del canale navigabile Contorta – S. Angelo e la riqualificazione delle aree limitrofe al canale. Il canale dovrebbe collegare il canale Malamocco – Marghera con la Stazione Marittima di Venezia e sarà lungo  circa 5 km, con una cunetta navigabile larga 100 metri, scarpate 1:3 e una profondità di 109,5 metri

L’atto di intervento “con osservazioni” è stato inoltrato al ministero dell’ambiente, al ministero per i beni e le attività culturali, alla Commissione europea, alla Regione Veneto, alle istituzioni veneziane interessate  e, per informazione preventiva, alle Procure della Repubblica di Roma e  Venezia.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico  asserisce  che sono «Piuttosto forti le argomentazioni contrarie alla possibilità di svolgimento della procedura di Via semplificata prevista unicamente per gli interventi rientranti nelle ipotesi della c.d. Legge Obiettivo (legge n. 443/2001 e atti attuativi): nonostante le assicurazioni dell’Autorità portuale di Venezia (soggetto proponente), il Canale Contorta – S. Angelo e opere connesse non rientra fra quelle individuate ai fini della Legge Obiettivo, come chiarito nel verbale (pagine 19 e 22) della Conferenza unificata Stato – Regioni del 16 aprile 2014».

Ma le osservazioni fanno anche notare che «La Commissione Tecnica di verifica dell’impatto –  Via  e Vas si è già espressa (nota prot. n. CTVA – 2013 – 3391 del 27 settembre 2013) in merito al progetto preliminare “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo” con un parere fortemente critico per i “significativi impatti ambientali sull’intero ecosistema lagunare in fase di cantiere e in fase di esercizio” e per i lunghi tempi di realizzazione (quattro anni), non ritenendolo rispondente alle prescrizioni e obiettivi del D.M. 2 marzo 2012, il provvedimento che vieta il transito delle “grandi navi” nel Canale di San Marco e nella Giudecca a partire, però, dall’individuazione di una via alternativa che persegua “il massimo livello di tutela dell’ambiente lagunare” (art. 3)».

Il Gruppo d’Intervento Giuridico, insieme al Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune, «ritiene scorretta e illegittima la procedura avviata dal Governo e dalla Direzione Marittima di Venezia dopo la riunione del 5 novembre 2013 sul crocierismo a Venezia che mira a sottoporre a Valutazione di Impatto Ambientale il solo progetto dello scavo del Canale Contorta – Sant’Angelo. Si dovrebbe, infatti, preliminarmente procedere al confronto in sede di procedura di valutazione ambientale strategica (Vas)  di “tutti” gli scenari possibili, quelli oggi sul tappeto e quelli comunque ipotizzabili per risolvere il problema del crocierismo, quali le proposte di attracchi nelle bocche di porto esternamente alle barriere del Mose oppure off shore e senza escludere anche la cosiddetta “opzione zero”. Appaiono comunque inaccettabili tutti gli scenari che prevedono il mantenimento delle grandi navi all’interno della Laguna (Contorta, Marghera, retro Giudecca): a causa delle obiettive criticità connesse al modello oggi imperante (rischio di incidenti, inquinamento, erosione dei fondali, vibrazioni, rumori, stress turistico) una Vas . condotta correttamente non potrà che concludersi con l’estromissione delle navi incompatibili dalla Laguna. Una scelta, questa, la sola coerente col Piano di assetto del Territorio approvato dal Comune di Venezia e l’unica in grado di salvare davvero la Marittima, la portualità veneziana e il lavoro che gigantismo navale, crescita dei livelli marini e Mose alle bocche di Porto metteranno nel prossimo futuro in crisi. Sono gioielli unici Venezia e nella Laguna Veneta e necessitano di una cura straordinaria, non di fretta e pressapochismo in nome dei soliti lucrosi interessi particolari».

Intanto Luciano Claut, assessore all’urbanistica del Comune di Mira, in una e-mail segnala che è stata elaborata una mozione che il senatore Giovanni Endrizzi (Movimento 5 Stelle) ha presentato il 1 settembre e che riguarda 5 punti: «1 – contro la decisione della conferenza unificata stato regione che ha sancito l’inserimento dei traffici portuali lagunari in legge obiettivo; 2 – contro lo scavo di nuovi canali o l’allargamento di altri come il malamocco-marghera; 3 – per considerare prioritariamente le proposte di scalo in Porto di Lido; 4 – per l’estromissione graduale delle grandi navi dalla Laguna; 5 – per la modifica del Mose di Lido in attuazione del Clini-Passera che vieta il transito delle navi superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda nel bacino di San Marco».Claut è invece deluso per la «posizione di altre mozioni che non toccano alcuno di questi argomenti e rimangono sulla posizione di una valutazione comparativa delle diverse proposte o sulle competenze. Quindi ancora discussioni e tempi lunghi che non considerano i rischi e gli impatti che ogni giorno corrono la città e la Laguna».

Secondo l’assessore di Mira «Dall’odg del 6 febbraio ad oggi sono cambiate un po’ di cose: E’ cresciuta a livello locale e mondiale la consapevolezza che le navi devono essere fermate fuori della Laguna. Unesco ha dichiarato di escludere Venezia dai siti patrocinati nel caso di scavo di nuovi canali. Al Comitatone del 8/8/2014 Il Ministro dei Beni culturali ha espresso forti perplessità sullo scavo del Contorta ventilando l’imposizione di un possibile vincolo su tutta la Laguna. La conferenza Stato regioni del  16 aprile scorso che inserisce i traffici portuali lagunari in Legge obiettivo è uno scandalo ed è in conflitto con l’odg del Senato del 6-2-014 che indica al ricorso delle normali procedure di Vas e Via per la valutazione dei progetti. E’ ora che la politica, a due anni e mezzo dal decreto Clini Passera, si schieri chiaramente tra dentro e fuori Laguna».