Grandi opere o interventi per le scuole che crollano? Con Delrio possibile cambio marcia

A Ostuni cede il soffitto di una scuola elementare, ancora una volta bambini feriti. Pallucchi: Basta interventi a pioggia

[13 aprile 2015]

La cura dimagrante per le grandi opere, scelta dal neoministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, ha i presupposti per rappresentare una scelta dal consenso trasversale. Anche se già criticata sui territori dagli amministratori locali più assetati di infrastrutture, ha già incassato aperture sia dagli ambientalisti sia dai costruttori (nella persona di Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance). Le scelte del’esecutivo sulle grandi infrastrutture si riducono a 25: non mancano quelle più che discutibili – una su tutte la Tav Torino-Lione –, ma sembra iniziare a maturare l’idea che le “grandi opere” realmente più importanti, nell’Italia di oggi, siano quelle “piccole”.

Forse, finalmente, l’approdo di Delrio alle Infrastrutture può rappresentare il là a un cambio radicale nel modo di pensare, progettare e realizzare le infrastrutture in Italia. In occasione degli Stati Generali della mobilità nuova organizzati a Bologna, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha sottolineato come «per la vivibilità e la salubrità delle nostre città è necessario un deciso cambio di rotta delle politiche dei trasporti. Ridurre la congestione e le emissioni climalteranti, oltre al consumo di suolo, è ormai una priorità contro la crisi climatica e per il miglioramento della qualità della vita delle persone. I cittadini sono disposti a cambiare le proprie abitudini di mobilità, come già ben dimostra l’esplosione del movimento Salvaciclisti, e la politica deve saper offrire loro le giuste opportunità per farlo. E’ ora di ripensare con coraggio il modo di muoversi nei centri urbani, investendo su interventi che rendano le strade più sicure per tutti gli utenti della rete viaria e sullo sviluppo del trasporto pubblico».

Il recentissimo sfregio sull’autostrada Palermo-Catania, che ha portato alla chiusura di un tratto dell’A19 (per un tempo ancora indefinito) è solo l’ennesimo esempio di quanto non possiamo permettere si ripeta ancora, e ancora. «Ciò che è accaduto in Sicilia – ha commentato Gian Vito Graziano, geologo siciliano e presidente del Consiglio nazionale dei geologi – è l’ulteriore conferma di quanto sia fondamentale la conoscenza geologica del territorio, sia nella fase propedeutica alla progettazione, sia in quella del monitoraggio successivo all’esecuzione dell’opera, purtroppo assente anche sotto il profilo normativo».

Ma tornando al sul crollo di  oggi nella scuola del Brindisino, dove purtroppo sono rimasti feriti anche dei bambini,  Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente ricorda che «La preoccupante frequenza di incidenti per crolli all’interno delle scuole evidenziano la necessità che le amministrazioni proprietarie degli edifici scolastici mantengano una costante attenzione nel monitoraggio dello stato degli edifici. In tal senso vanno letti con preoccupazione i dati dell’ultimo Ecosistema Scuola che evidenzia una diminuzione degli investimenti in manutenzione ordinaria e  straordinaria rispettivamente del 22% e del 17%. La scuola deve essere un luogo sicuro. Per questo motivo, pur riconoscendo all’attuale governo di aver messo l’edilizia scolastica fra le priorità, continuiamo ad insistere affinché gli interventi non siano più a pioggia e a richiesta diretta da parte delle amministrazioni, ma che siano messi a regime flussi finanziari e strumenti di programmazione, a partire dall’anagrafe dell’edilizia scolastica, che consentano alle amministrazioni di garantire un costante monitoraggio e di intervenire sia sui bisogni ordinari che straordinari degli edifici».

«Quella del ministro Graziano Delrio sulle grandi opere è una svolta molto positiva – osserva infine il leader dei Verdi, Angelo Bonelli – come dimostra la rinuncia alle autostrade ‘Orte-Mestre’ e ‘Roma-Latina’ e, al di fuori di ogni ipocrisia che caratterizza la politica italiana, questa affermazione la fa chi ha duramente criticato il governo sulle scelte di politica ambientale. Gli investimenti pubblici dello Stato devono finanziare metropolitane, ferrovie per pendolari, asili nido, difesa del suolo dal rischio idrogeologico e sismico, infrastrutture per l’innovazione tecnologica, i depuratori e le fogne: priorità accantonate per troppi anni. Auspico – conclude Bonelli – che la strada intrapresa dal ministro Delrio sia confermata anche con le prossime decisioni e siamo pronti a consegnarli il nostro libro/dossier sulle migliaia di piccole opere di cui ha bisogno l’Italia immediatamente cantierabili». Nel giorno in cui s’apprende l’ennesima tragedia sfiorata, con il crollo del tetto in una scuola di Ostuni e il ferimento degli alunni, passare dalle parole ai fatti diventa un imperativo sempre più pressante.