I Verdi: «Un abbandono assoluto è irresponsabile»

Male la prima: Ségolène Royal vuole rivedere l’ecotassa su mezzi pesanti

Una modifica pare necessaria, ma il dubbio è che il neoministro sia semplicemente a caccia dei voti dei camionisti

[7 aprile 2014]

Nella sua prima dichiarazione come  nuovo ministro dell’Ecologia francese, la socialista Ségolène Royal (nella foto) ha annunciato di voler «rimettere sul tavolo le cose per vedere quali siano le altre possibilità che abbiamo per  trovare dei finanziamenti per, in effetti, fare i lavori ferroviari e stradali». Si tratta in realtà del seppellimento dell’ecotassa, voluta dal governo di destra di Nicolas Sarkozy e Jean-Louis Borloo ma che è stata applicata da François  Hoallande, e che ha scatenato una serie di proteste dei camionisti e di altre categorie della filiera dei trasporti sui strada (che hanno votato in massa per il Partito di Sarkozy o per il Front National), una delle cause della sconfitta socialista alle ultime elezioni locali.

Europe Écologie Les Verts (Eelv,) che è passata del governo all’appoggio esterno alla nuova maggioranza, è abbastanza preoccupata per questo annuncio. Secondo i Verdi francesi «sembra un funerale di prima classe» ma ammette che il prelievo ambientale lasciato in eredità da Sarkozy  alla sinistra «è certamente da rivedere completamente. Dobbiamo rivedere il partenariato pubblico-privato alle condizioni vessatorie di Ecomouv, che continua ad essere pagato dal contribuente mentre la tassa è sospesa. Si dovrebbero  inoltre rivedere gli assi su cui si applica e le scale che rendono la tassa è più conveniente per i grandi che per i piccoli, favorendo così la concentrazione a scapito delle Piccole e medie imprese e delle microimprese».

Eelv ricorda a Ségolène Royal di aver fatto già delle proposte in proposito, anche attraverso il rapporto presentato da Ronan Dantec – un senatore verde della Loire-Atlantique – per conto della Commissione sullo sviluppo sostenibile, della quale è vicepresidente, sul bilancio dei trasporti su strada.

Però per i due portavoce di Eelv, Julien Bayou e Sandrine Rousseau, un abbandono assoluto della pressione fiscale sul traffico pesante «è irresponsabile. La Francia ha bisogno di entrate annuali per il finanziamento delle infrastrutture di trasporto. Questa entrata fiscale  è fondamentale per il finanziamento del trasporto pubblico (tram , TER… ) e per lo sviluppo del trasporto ferroviario e fluviale. meno inquinante del trasporto di merci su strada. Essendo pagabile al Km e colpendo tutti i mezzi di trasporto pesante (francesi e stranieri), questa taxe poids lourds razionalizza l’organizzazione del trasporto  merci (ottimizzazione dei circuiti stradali e attrattività delle modalità alternative alla strada), a  beneficio della qualità dell’aria e  delle condizioni delle strade. Contribuirà a ridurre la concorrenza sleale ed a  promuovere la competitività dei circuiti economici corti a scapito di lunghi viaggi».

Eelv dice alla nuova ministro dell’ecologia: «E’ urgente la ripresa del dialogo per la creazione di una vera e propria tassa sui mezzi pesanti». Ma chissà se Ségolène Royal è disposta ad ascoltare i critici alleati Verdi o se, come sembra più probabile, punta a recuperare i voti dei camionisti.