Mauritania: basta carretti trainati dagli asini, a Nouakchott arrivano 2.550 “apini” cinesi

[30 dicembre 2014]

Me Hamdi Ould Mahjoub, il direttore generale di “Tadamoune”, l’agenzia nazionale per l’eradicazione dell’eredità della schiavitù, l’inclusione e la lotta contro la povertà della Mauritania, e Wu Dong, l’ambasciatore cinese a Nouakchott, hanno firmato un documento che dona alla Mauritania 2.550 tricicli made in China (i nostri “apini”) per un valore di 4,2milliardi di ouguiyas, circa 14 milioni di dollari.

L’Agence Mauritanienne d’information (Ami) scrive che «Questi tricicli dovranno sostenere gli sforzi dei poteri pubblici miranti a mettere fine all’utilizzo di carretti trainati dagli asini e dei “Taxi tout droit”, permettendo di modernizzare la circolazione e contribuendo alla pulizia della città».

Evidentemente a  Nouakchott la cacca degli asini è un problema, ma sostituirli con i non proprio ecologici “apini” cinesi potrebbe riservare ben peggiori sorprese dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico.

Comunque l’Ami spiega che «Queste forniture consistono in 5 tipi di tricicli, 300 dei quali con cassone coibentato per il trasporto di verdure e di pesce,  200 tricicli con cassone per il trasporto e la fornitura a profitto del commercio al dettaglio, 850 con un piano e 300 tricicli  con “benne” (3 tonnellate) per il trasporto di materiali e 900 altri con posti a sedere per il trasporto di persone in zone non servite dal sistema di trasporto pubblico. Il progetto punta anche alla riduzione dei rischi legati all’utilizzo dei carretti, alla limitazione dei costi dovuti al trasporto ed alla creazione di posti di lavoro».

Insomma la Cina, dopo aver finanziato infrastrutture portuali, dighe e strade  in uno dei più poveri Paesi del mondo, continua la sua penetrazione economica con doni che puntano a “modernizzare” il traffico della capitale Nouakchott introducendo mezzi che, come successo nelle nostre campagne, potrebbero essere un valido sostituto agli asini che fino ad oggi sono stati i protagonisti del commercio di acqua e merci sfuse e derrate sulle piccole distanze.

Un dono che sarà certamente gradito ed aumenterà la fama di “colonialisti premurosi” che i cinesi si stanno facendo nel Sahel abituato al colonialismo rapace della Françafrique, ma che rischia di far scomparire dalle strade i simpatici, pazienti, economici ed a zero emissioni asini di Nouakchott.