Mobilità dolce, greenway italiane ed europee e la pista ciclopedonale della Costa dei Trabocchi

Due giorni di incontri e studio Abruzzo con esperti internazionali

[24 novembre 2017]

Si stima che in Europa le greenways, railwaypaths, rails-trails, víasverdes o chemindurail lungo ex ferrovie raggiungano i 19.000 chilometri. In Italia, le linee ferroviarie dismesse coprono circa 7.000 Km, di cui almeno la metà potenzialmente recuperabili. Ma, di fronte di questo enorme patrimonio, le greenways realizzate nel nostro paese su ex ferrovia si snodano su solo 800 Km.

Le linee ferroviarie abbandonate rappresentano, lo strumento privilegiato per lo sviluppo delle greenways, che secondo la definizione della EuropeanGreenwaysAssociation, sono vie di comunicazione riservate esclusivamente a spostamenti non motorizzati, sviluppate in modo integrato al fine di migliorare l’ambiente e la qualità della vita nei territori attraversati. Percorsi verdi pubblici multi-funzionali, che attraversano le aree urbane, suburbane e rurali, che possano essere utilizzati da diversi tipi di utenti (a piedi, in bicicletta, a cavallo, con i pattini) e che servano sia per gli spostamenti quotidiani (andare a scuola, al lavoro e a fare shopping) sia per la ricreazione. Il movimento volto alla conversione delle linee ferroviarie abbandonate in percorsi verdi è iniziato negli Usa nei primi anni ‘60. I primi rails-trails aperti al pubblico sono stati l’Illinois PrairiePath (1966), lungo 88 km e l’Elroy-Sparta State Park Trail (1967), nel Wisconsin, lungo 51 km. Oggi i percorsi sono più di 2000 per un totale di 36.500 km, con circa 800 progetti in corso, per altri 13.000 km.

In Spagna,dal 1994 sono stati convertiti in“VíasVerdes” 2.600 kmdi ferrovie dismessee riutilizzate oltre 100 stazioni, con un investimento di 170 milioni di euro per il recupero delle infrastrutture (68.000 €/km). Il Ministero dell’ambiente è il principale finanziatore (64% dell’investimento totale), attraverso un contributo annuale.Il programma VíasVerdes è coordinato dalla Fondazione delle Ferrovie Spagnole che fornisce supporto e consulenza agli enti locali. Le compagnie mettono a disposizione degli enti locali i sedimi abbandonati mediante contratti di affitto, con un canone annuo che varia da 100 a 800 €/km, in funzione del numero di abitanti del comune attraversato.

In Gran Bretagna nel 1995 è stato lanciato il programma per la realizzazione della National Cycle Network che oggi conta oltre 22.000 km di percorsi ciclo-pedonali, di cui quelli ricavati lungo ex ferrovie ammontano a circa 2.500 km (sugli 11.000 km di ferrovie dismesse).

La Francia ha promosso già nel 1998 il Programma Nazionale Véloroutes et VoiesVertes per la realizzazione di una rete di 22.000 km percorsi ciclabili (véloroutes) e greenways (voiesvertes), coordinato dal Comitato Interministeriale per la Gestione e lo Sviluppo del Territorio. A oggi sono stati realizzati quasi 14.000 km, di cui 3.400 km attraverso il recupero di sedimi ferroviari dismessi (su un totale dismesso di 6.000 km). Réseau Ferré de France (RFF) stipula con gli enti locali una “Convention de transfert de gestion” (generalmente a titolo gratuito) di 10-25 anni (prorogabili) per l’utilizzo dei sedimi come greenways.

In Belgio, la Regione Vallonia ha siglato un accordo con la compagnia ferroviaria nazionale (SNCB) che prevede la concessione delle sue linee dismesse (circa 1.000 km) per 99 anni al fine di realizzare una “Réseau Autonome de VoiesLentes” (RAVeL).Ad oggi sono stati realizzati oltre 1.350 km di percorsi del RAVeL, di cui 750 km recuperando antichi tracciati ferroviari.

In Portogallo, dal 2004 a oggi sono stati realizzati 9 percorsi per 220 km complessivi, secondo un programma della compagnia ferroviaria nazionale (REFER) per la trasformazione di 750 km di tracciati ferroviari abbandonati in greenways. REFER affitta i sedimi abbandonati agli enti locali interessati al recupero come greenways a un canone annuo di 250 €/km per 25 anni.

In Abruzzo è in corso il progetto della  Ciclovia dei trabocchi che prevede a riconversione della linea ferroviaria abbandonata nella prima greenway del centro Italia, un percorso di 42 Km  lungo la costa, che passa per 9 Comuni: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo, dove, proprio a ridosso del mare, corre la linea ferroviaria che univa la Puglia al nord Italia. «Oggi il treno non ci passa più – spiegano a Legambiente – nel 2005 la linea è stata spostata su un tracciato più interno. Ma il tracciato, con le sue poderose costruzioni realizzate per difendere la strada ferrata dalla forza del mare, i caselli ferroviari e le gallerie, rimane ad affiancare il blu dell’adriatico e il suggestivo sistema dei trabocchi, le macchine da pesca in legno caratteristiche di quella costa. Lungo il tracciato, si possono ammirare tra i paesaggi più suggestivi dell’Abruzzo, come il tratto della Riserva Naturale Regionale Punta Aderci, e diverse testimonianze storiche, tra cui il Castello aragonese di Ortona o l’Abbazia di San Giovanni in Venere a Fossacesia».

Di greenways d’Italia e d’Europa e di mobilità dolce si parla oggi e domani, a Fossacesia e a Vasto con l’iniziativa “Greenway sulla Costa dei trabocchi, esperienze europee a confronto”, organizzato dalla Camera di commercio di Chieti in collaborazione con Legambiente, Associazione europea delle Greenaway e ’Alleanza della mobilità dolce e con il patrocinio del ministero dei beni  e della attività culturali e del turismo e della Regione Abruzzo.

All’iniziativa partecipano esperti di Spagna, Francia, Belgio e Irlanda per raccontare le loro esperienze e fare il punto sulle economie della mobilità dolce e sulla riprogettazione del paesaggio in un’ottica di fruizione e di valorizzazione identitaria.Quattro le tavole rotonde di oggi: Da greenway a prodotto turistico di territorio; Il Panorama italiano ed europeo; Strategie per l’Italia;  I modelli di gestione: opportunità e limiti e I bisogni del territorio. Domani è prevista una passeggiata in bicicletta di 8 Kmi, da Punta Penna a Casalbordino, e una camminata di circa un chilometro fino al trabocco “Punta Tufano”, il tutto arricchito di assaggi di prodotti del territorio e della tradizione locale.

Secondo la presidente di Legambiente, Rossella Muroni, «Sarà l’occasione per riflettere su una scommessa importante per il nostro Paese un modello di sviluppo incentrato sul recupero e sul restauro e sulle qualità territoriali attraverso la creazione di una rete d’impresa che costruisca un marchio di territorio e un’economia solida e sostenibile. Il sistema infrastrutturale, la ricchezza di opere di archeologia industriale e gli scorci paesaggistici mozzafiato della costa dei trabocchi stanno infatti stimolando la nascita di nuove economie locali, che favoriscono il riuso delle infrastrutture storiche locali ma anche del patrimonio immobiliare da riconvertire, dando ragione ai numeri che ci dicono che per ogni euro investito in ciclabilità ritorni alla collettività dai 3 ai 4 euro in meno di tre anni».

Roberto Di Vincenzo, presidente della Camera di Commercio di Chieti, conclude:«L’evento di oggi sulle greenway è un importante tassello di un programma a medio-lungo termine che abbiamo messo in campo per costruire l’identità di questo territorio. La Costa dei Trabocchi è il progetto strategico della Camera di Commercio di Chieti che ha investito le sue risorse per costruire un prodotto turistico coordinato da tutte le istituzioni ed operatori. I prodotti turistici richiedono un concetto comune di impegni ed obiettivi, e quanto finora costruito insieme come governance territoriale è segno di una nuova maturità che fa ben sperare».