Mondiali di Ciclismo e mobilità: bene l’organizzazione, ora necessario cambiare marcia

[30 settembre 2013]

Il Mondiale di Ciclismo è ormai alle spalle e possiamo dire che sul fronte organizzazione, inclusa la mobilità, la Toscana ha passato l’esame a pieni voti.

«Sono stati mesi di intenso lavoro per la Regione e per gli enti coinvolti per realizzare le opere necessarie a rendere i percorsi di questo mondiale degni delle bellezze che gli stanno attorno e adeguati all’evento– ha sottolineato l’assessore alle infrastrutture e ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, Presidente del Comitato Istituzionale-. Abbiamo svolto un ruolo decisivo nell’organizzazione di questo evento, così come nell’organizzazione dei servizi straordinari di trasporto e anche nella sanità. Grazie al lavoro di istituzioni, organizzatori e volontari è stato possibile vincere il nostro mondiale e mostrare al mondo il volto migliore della nostra regione, oltre alle sue proverbiali bellezze».

Istituzioni e Comitato organizzatore, grazie anche al concreto aiuto dei cittadini, hanno saputo prevenire e limitare gran parte dei disagi che erano attesi alla vigilia della kermesse ciclistica «E proprio ai cittadini dobbiamo rivolgere un grande ringraziamento per la disponibilità e il buon senso con cui hanno accolto l’invito che avevamo rivolto loro –  ha aggiunto l’assessore –. Ora occorre lavorare per far sì che le buone abitudini della scorsa settimana diventino una consuetudine».

Tra le cose che hanno funzionato, il piano straordinario dei treni regionali approntato da Regione e Trenitalia. «Il piano straordinario di trasporto su rotaia ha avuto pieno successo. In particolare, grazie alla maggiore capacità dei treni utilizzati, l’aumento del traffico passeggeri è stato ben assorbito nella fascia pendolare in ingresso a Firenze e non solo. Questa è la dimostrazione che stiamo lavorando nella giusta direzione. Già il dato dell’ultimo anno registrava un aumento dell’utenza vicino al 10%. Grazie ai numerosi Vivalto che entreranno in servizio nei prossimi mesi (6 entro l’anno 2013 e altri 15 entro il 2014), potremo offrire ai cittadini mezzi efficienti e capienti da utilizzare per entrare in città, lasciando in garage migliaia di auto che oggi sono tornate puntualmente a circolare».

Esatto, passata la festa tutto è tornato come prima, anzi peggio (almeno a Firenze)  complice la giornata piovosa. Quindi ci sarà da lavorare molto prima che buone abitudini momentanee si trasformino in comportamenti consueti. La risposta non può che avvenire sul miglioramento delle infrastrutture. Su Firenze, ad esempio, è da completare la cura del ferro che è solo iniziata: al di la delle vicende giudiziarie il nodo Tav fiorentino è in forte ritardo vista l’ostinazione di far passare l’Alta velocità in sotterranea; la tramvia ha una sola linea quando a Firenze ce ne vorrebbero almeno cinque ed un collegamento con i comuni della Piana; il trasporto merci, vero ostacolo alla fluidità del traffico nell’area centrale della città, specialmente nelle prime ore mattutine, non è ancora supportato da un piano degno di questo nome che contempli l’intermodalità per colmare “l’ultimo miglio”; la mobilità ciclabile tanto citata in questi giorni, nonostante i passi in avanti, deve essere incrementata attraverso una rete dedicata che permetta ai fruitori delle due ruote spostamenti in sicurezza e velocità.

Grazie al grande evento ciclistico i cittadini hanno scoperto che nelle aree urbane è più agevole muoversi in bici e con i mezzi pubblici. Non bisogna perdere l’occasione e dopo il Piano straordinario per i mondiali, è necessaria ora un’azione convinta di lungo periodo a favore della mobilità alternativa e che rilanci il trasporto pubblico, che a Firenze non è ancora all’altezza di quello delle maggiori città europee.