Non solo ambiente: i trasporti urbani sostenibili salvano vite umane

L’avvenire della mobilità è pubblico e di qualità, con piste ciclabili e pedonali

[6 dicembre 2013]

Secondo il rapporto “Saving Lives with Sustainable Transport – Traffic safety impacts of sustainable transport policies”, pubblicato dal World resource institute (Wri) e da Embarq, le iniziative per il trasporto sostenibile stanno prendendo sempre più piede in molte città dei Paesi in via di sviluppo. Una tendenza che secondo Claudia Adriazola e Nicolae Duduta, che insieme a Dario Hidalgo hanno realizzato lo studi,  «può essere vista nella crescita nei sistemi di Bus Rapid Transit (Brt) e dei sistemi Busway in tutto il mondo, nel nuovo sistema di bike-sharing di Città del Messico, o nelll’investimento nelle reti ciclabili nelle città turche.

Ma Adriazola  e Duduta evidenziano che «Questi tipi di iniziative spesso trascurano quello che dovrebbe essere un elemento chiave nella pianificazione: a sicurezza del traffico Mentre le iniziative di trasporto sostenibile sono solitamente proposte e valutate in base al loro impatto sui tempi di percorrenza, la qualità locale dell’aria, l’accessibilità, o i gas serra, il loro potenziale impatto sulla sicurezza del traffico è spesso trascurato».

Il nuovo rapporto Wri/Embarq invece mette in mette in evidenza proprio questo problema, analizzando la sicurezza delle infrastrutture per il trasporto sostenibile, soprattutto dagli Stati Uniti e in Europa, e aggiungendo esempi presi in America Latina e nell’Asia meridionale. Per i ricercatori, «L’evidenza suggerisce che i progetti che riducono il traffico, come il congestion charging, e quelli che migliorano le infrastrutture , come ad esempio i sistemi di trasporto di massa ad alta qualità, possono avere un impatto positivo sulla sicurezza del traffico, oltre a numerosi altri co- benefici».

Lo studio fa l’esempio del TransMilenio Rapid Transit (Brt) della capytale della Colombia Bogotá, spesso indicato come un modello innovativo per il trasporto di massa, in particolare per le metropoli del mondo in via di sviluppo. «Oltre ai suoi effetti ben documentati sulla riduzione delle emissioni di gas serra e di tempi di percorrenza – scrivono i ricercatori –  il primo corridoio TransMilenio sul’Avendia Caracas ha avuto un anche un ruolo altrettanto significativo, anche se misconosciuto, nel migliorare la sicurezza del traffico I risultati dimostrano che il Brt ha contribuito a riduzione stimata nel  50% delle vittime del traffico sul viale , contribuendo inoltre a evitare più di 200 morti per incidenti durante i suoi primi 9 anni di attività».

E il TransMilenio non è l’unico sistema Brt che ha migliorato notevolmente la sicurezza del traffico. I Brt ed altri progetti prioritari di transito a Guadalajara e Città del Messico in Messico, ad Ahmedabad in India e a Melbourne in Australia hanno fatto diminuire incidenti stradali e morti, migliorando anche la qualità del trasporto in queste grandi città. La sicurezza è migliorata soprattutto grazie alle variazioni infrastrutturali necessarie per accogliere un sistema Brt, ad esempio la realizzazione di una corsia centrale, che rende più breve l’attraversamento pedonale, e riducendo il numero di corsie a traffico misto, tutti elementi che contribuiscono a che avvengano meno scontri.

Anche le città che favoriscono le v biciclette hanno anche visto significativi benefici nella sicurezza . Copenaghen e New York, che hanno entrambi investito nella realizzazione e ampliamento delle reti ciclabili ed hanno promosso l’utilizzo della bicicletta hanno avuto grandi risultati. A Copenaghen, tra il 1998 e il 2009, il volume totale del traffico ciclistico è aumentato del 28%, mentre il tasso di infortuni e decessi dei ciclisti è diminuito del 53%. Anche New York nel 2010 aveva triplicato il numero di pendolari in bicicletta rispetto al  2000, mentre il tasso di infortuni in bicicletta è diminuito di oltre il 70%.

E i vantaggi per la sicurezza delle piste ciclabili non si limitano ai ciclisti. Uno studio ha trovato che a New York le strade con piste ciclabili sono più sicure anche per i pedoni, cosa che potrebbe legata alla riduzione della velocità del traffico automobilistico quando si istituiscono piste ciclabili e percorsi pedonali.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il traffico automobilistico fa più di 1,2 milioni di vittime all’anno, un numero in aumento, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Anche per questo l’Onu ha dichiarato il 2011-2020 come Decennio dell’azione per la sicurezza stradale . L’iniziativa prevede di focalizzare l’attenzione sulla mobilità ed il trasporto urbano sostenibile. L’Oms ha riconosciuto l’importanza del trasporto sostenibile nel raggiungimento degli ambiziosi obiettivi del Decennio di azione e nel  suo ultimo Global Status Report on Road Safety  include le politiche di promozione degli spostamenti a piedi e in bicicletta e gli investimenti nel settore dei trasporti di massa come indicatori critici di sicurezza di un Paese.

Adriazola  e Duduta concludono: «Riconoscere i potenziali benefici dei trasporti sostenibili per la sicurezza è un passo fondamentale, ma è anche importante assicurare che questo si traduca in progetti di alta qualità sul territorio. Attraverso politiche innovative e progetti di trasporto sostenibili, le città dei Paesi in via di sviluppo possono soddisfare le loro crescenti esigenze di mobilità migliorando significativamente la sicurezza».

Per leggere il rapporto (in inglese):

http://www.wri.org/sites/default/files/saving_lives_with_sustainable_transport.pdf