La rete Nazionale Stop Orte-Mestre: «No ad un’opera inutile, devastante, costosissima»

Nuova Autostrada Orte-Mestre, il 20 e 21 settembre mobilitazione contro ”Sbanca Italia”

[19 settembre 2014]

Il 20-21 settembre la rete Nazionale Stop Orte-Mestre ha indetto due giornate di mobilitazione nazionale in tutti i territori minacciati dalla nuova grande opera e spiega che «La Orte-Mestre, la nuova autostrada di 400km, è un’opera inutile, distruttiva, bocciata pure dalla Corte dei Conti perché rischia di creare un “buco” di almeno 10 miliardi di euro. Eppure il Governo Renzi, con il decreto ”Sbanca Italia”, vuole portarla avanti a tutti i costi infischiandosene dei rischi per le casse pubbliche, degli impatti ambientali, delle comunità e delle amministrazioni che chiedono di spendere questi soldi  in modo più intelligente , per esempio mettendo subito in sicurezza la Romea».

A Stop Orte-Mestre ci vanno giù duri: «La verità è che questa autostrada serve solo a chi la fa, serve alle cricche mafiose del cemento che dopo il MOSE vogliono mettere le mani su un “bottino” ancora più succulento. A pagare saranno sempre e solo i cittadini e i lavoratori con tagli ai servizi e al welfare, tasse e disoccupazione!! Basta con la mafia delle grandi opere, con i colpi di mano autoritari di un Governo irresponsabile, con una classe politica inadeguata e arraffona: il fronte del no alla Orte-Mestre è ogni giorno più forte e più ampio, sempre più determinato a impedire la distruzione delle terre e  delle vite di chi ci abita. Per far ripartire il Paese bisogna redistribuire la ricchezza, bisogna rimettere al centro il lavoro vero, i diritti delle persone, l’ambiente e la salute».

Anche Legambiente, che fa parte della rete Nazionale Stop Orte-Mestre con diversi circoli locali, sottolinea che  si tratta di «Un progetto lungo 400 km, che attraversa 5 Regioni e prevede la trasformazione a pedaggio della E45 oltre alla realizzazione di una devastante nuova autostrada (Romea), in aree delicate come il Parco del Delta del Po, le Valli di Comacchio e del Mezzano. La sua realizzazione costerebbe oltre 10 miliardi di Euro, di cui almeno 4 miliardi dovranno essere garantiti dallo Stato. Eppure una alternativa più economica e sostenibile esiste, ed è quella di mettere finalmente in sicurezza la superstrada E45 e la SS309 Romea, deviando il traffico pesante sulla A13, potenziando il trasporto ferroviario attraverso l’Appennino e il collegamento con i porti dell’Adriatico».

Da Terni a Ravenna saranno tante e diffuse le iniziative e le mobilitazioni che sabato 20 e domenica 21 settembre verranno organizzate per dire No al progetto della nuova Autostrada:  

Riviera del Brenta: i comitati si attivano per un’intera giornata con manifestazione al mattino sulla SS 309 Romea in località Giare di Mira (ore 10.30) e festa in piazza a Dolo nel pomeriggio (dalle ore 15.00) ;

Cesena il coordinamento Stop Or-Me ha indetto una biciclettata domenica 21 con partenza alle ore 14.30 dalla stazione dei treni di Cesena;

La rete di Terni organizza un presidio con volantinaggio al casello dell’autostrada A1 a Orte sia sabato che domenica pomeriggio;

In Umbria il Coordinamento Umbro – No E45 Autostrada organizza sabato 20, alle ore 15.30, un assemblea popolare con i cittadini a Deruta, presso l’Hotel Asso di Coppe; in contemporanea volantinaggi in altre città;

Altri presidi e volantinaggi sono previsti venerdì in piazza a Adria, sabato a Cavarzere e domenica a Piove di Sacco nel padovano;

Il coordinamento Stop Al Consumo di Territorio di Argenta sarà presente con striscioni e volantini all’incrocio tra la vecchia SS 16 e la Strada S. Antonio.

Legambiente aderisce alle mobilitazioni organizzate dalla rete Orte-Mestre e organizza con i suoi circoli iniziative a Dolo, Piove di Sacco e Ravenna. La mobilitazione di Legambiente continuerà anche il 22 settembre in Emilia Romagna con una viaggio sui luoghi dello scempio, dove inizierà il tracciato della nuova autostrada fino al Po, dando informazioni ai cittadini, incontrando gli agricoltori raccogliendo interviste e  foto della campagna minacciata. «Perché battersi  contro un opera che potrà creare vantaggi solo per coloro che gestiranno i cantieri e le risorse pubbliche, è una scelta di civiltà – dicono gli ambientalisti – Nella drammatica crisi che sta vivendo il Paese abbiamo bisogno di investire in interventi di manutenzione e messa in sicurezza del territorio, in politiche per il trasporto ferroviario e non di buttare miliardi di Euro di soldi pubblici in un opera devastante».

Secondo il Cigno Verde, «La manifestazione è tanto più importante oggi perché il Governo Renzi con il Decreto Sblocca Italia ha deciso di dare un accelerazione al progetto e di spingere come priorità del Paese proprio le autostrade. Lo Sblocca Italia permette, infatti, una defiscalizzazione per 2 miliardi di Euro per l’opera, superando una barriera posta dalla Corte dei Conti per opere come questa, in finanza di progetto. All’articolo 4, comma 2 del Decreto, si superano questi problemi permettendo al progetto di andare avanti e di beneficiare di risorse pubbliche. Purtroppo quel provvedimento è un autentica sciagura per le politiche dei trasporti in Italia, per una visione arretrata delle infrastrutture e devastante per il paesaggio italiano. Basti dire che oltre il 47% delle risorse infrastrutturali va a strade e autostrade e solo l’8% viene destinato alle aree urbane, dove si concentrano i veri problemi di congestione e larga parte della domanda di mobilità del Paese. Neanche l’evidente e recente fallimento dell’autostrada Brebemi, praticamente senza auto,  ha convinto il Ministro Lupi ad invertire la rotta rispetto alle scelte infrastrutturali».