Opere pubbliche, Renzi cambi verso. Aprire la stagione di quelle utili, legali, sostenibili

E’ finito il tempo delle mele (marce), no a mega-opere come Tav Valsusa e Orte-Mestre

[30 marzo 2015]

Green Italia ha promosso l’appello pubblico “E’ finito il tempo delle mele (marce): si apra la stagione delle opere utili, legali e sostenibili”, che è già stato sottoscritto, tra gli altri, dal Copresidente Partito Verde Europeo Monica Frassoni, dall’artista Moni Ovadia, dallo storico dell’arte Tomaso Montanari, dal meteorologo e climatologo Luca Mercalli, dal produttore cinematografico Carlo Degli Esposti, dai deputati Pd Pippo Civati e Felice Casson, dalla senatrice di Sel Loredanna De Petris, dall’esponente del Partito Radicale Marco Cappato, dai portavoce dei Verdi Luana Zanella e Angelo Bonelli, dai presidenti di Legambiente e WWF Vittorio Cogliati Dezza e Donatella Bianchi, oltre che da Annalisa Corrado, Fabio Granata, Oliviero Alotto, Anna Donati, Roberto Della Seta, Francesco Ferrante di Green Italia.

Ecco il testo dell’appello:

L’inchiesta di Firenze sulla corruzione nel settore delle grandi opere pubbliche, che ha portato all’arresto tra gli altri di Ercole Incalza e alle dimissioni del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, rendono a tutti evidente ciò che gli ecologisti e le forze impegnate sul terreno della legalità da tempo denunciano: troppo spesso in Italia la decisione di realizzare questa o quella grande infrastruttura risponde alla convenienza privata di pochissimi e non all’interesse generale.

Così, per vincere la sfida delle “opere utili” non sono bastate razionali analisi su costi e benefici, discussioni aperte e democratiche su cosa sia davvero necessario per realizzare trasporti e infrastrutture efficienti e per garantire investimenti pubblici oculati: non sono bastate perché la commistione fra politici irresponsabili, funzionari pubblici inamovibili e spesso conniventi con imprenditori senza scrupoli, troppo scarse garanzie sull’imparzialità delle procedure, hanno impedito processi decisionali trasparenti e scelte ponderate nell’interesse collettivo, e creato condizioni quanto mai favorevoli al dilagare della corruzione.

Mai come oggi appare chiaro che la corruzione dilagante è un furto di bene comune, di diritti e di speranze, di opportunità e di lavoro: un furto che non ci possiamo e dobbiamo più permettere.

Nel campo specifico delle opere pubbliche, queste per noi le priorità:

  • abolire la Legge Obiettivo, con il suo elenco sconfinato di opere spesso inutili e insostenibili ammesse a beneficiare non solo di rilevanti investimenti pubblici, ma di deroghe e scorciatoie rispetto alle norme ordinarie; deroghe alle regole a difesa delle finanze pubbliche e dell’ambiente:
  • rivedere le norme sulla valutazione di impatto ambientale, dando luogo per ogni grande opera a un vero “dibattito pubblico” – aperto alla partecipazione di cittadini e gruppi organizzati – che ponga le basi per decisioni nell’interesse generale;
  • rivedere il Codice Appalti del 2006, introducendo norme chiare e semplici per garantire gare trasparenti e piena concorrenza nel mercato dei lavori pubblici, per impedire ogni genere di proroga o deroga rispetto alle vie ordinarie, per rafforzare i poteri d’intervento dell’Autorità Anticorruzione;
  • eliminare quelle disposizioni contenute nel Decreto “Sblocca Italia” e nell’ultima Legge di Stabilità che permettono una nuova ondata di opere di nessuna utilità pubblica (trivellazioni petrolifere, inceneritori di rifiuti) ed elargiscono inaccettabili “favori” a lobby potenti a cominciare dalla proroga delle concessioni ai “signori delle autostrade” che costerebbe alle casse pubbliche 16 miliardi di euro.

Infine, è decisivo che la scelta del/la nuovo/a Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti risponda a un radicale cambio di rotta negli indirizzi e nei metodi delle politiche pubbliche in fatto di infrastrutture e trasporti. Non serve affatto, anzi aggiungerebbe opacità a opacità, la creazione di strutture parallele e poco trasparenti fuori dal Ministero delle Infrastrutture. Occorre invece un/a Ministro custode intransigente della legalità e della trasparenza amministrativa, e consapevole che le grandi opere necessarie all’Italia sono quelle indispensabili per migliorare la vita quotidiana degli italiani: rimettere in sesto il nostro territorio, assicurare una mobilità pubblica efficiente nelle città e rimediare allo stato scandaloso del trasporto regionale, puntare sul ferro e sul cabotaggio costiero per il trasporto delle merci smettendo di favorire con regali milionari il settore dell’autotrasporto.

Questo è ciò che va fatto se davvero si vuole demolire la “cupola” che governa da decenni i grandi affari delle opere pubbliche: l’occasione è oggi, non si può e non si deve perdere.

 

Per sottoscrivere l’appello inviare un’e-mail ainfo@greenitalia.org.