Porti: il Parlamento europeo approva nuove regole su costi e finanziamenti pubblici

Più trasparenza per le linee di trasporto e i fondi pubblici destinati ai porti

[15 dicembre 2016]

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Dai porti dell’Ue transitano il 96% di tutte le merci e il 93% di tutto il transito di passeggeri delle navi. I tre quarti dei beni importati nell’Ue e il 37% del traffico merci interno passano dai porti. Secondo la Commissione europea, «La mancanza di regole chiare sulle sovvenzioni pubblici destinati alle infrastrutture portuali e gli oneri richiesti alle compagnie di trasporto per il loro utilizzo frenano l’investimento nei porti». Per questo il Parlamento europeo ha approvato, con 546 voti a favore, 140 contrari e 22 astensioni, una risoluzione legislativa che dovrebbe rendere più trasparenti i contributi che le linee di trasporto pagano per i servizi portuali e anche i fondi pubblici destinati ai porti e contribuire ad attrarre maggiori investimenti privati.

Il relatore, il socialdemocratico tedesco Knut Fleckenstein, ha sottolineato che «Dopo 15 anni di discussione sulla politica europea dei porti, abbiamo finalmente trovato un accordo: i modelli di gestione dei porti esistenti possono essere mantenuti e per la prima volta vi è un’enfasi sulle buone condizioni di lavoro, che sono una parte importante della competitività dei porti e un punto per noi non negoziabile. La trasparenza finanziaria è al centro dell’accordo, che dovrebbe facilitare il lavoro della Commissione su un regime di aiuti di Stato coerente e favorire gli investimenti nei porti».

Le norme approvate dall’Europarlamento si applicheranno agli oltre 300 porti europei che fanno parte della rete transeuropea dei trasporti (Ten-T) e in un comunicato i Parlamento europeo spiega che «introducono l’obbligo per le autorità portuali di mostrare in modo chiaro nei loro sistemi di contabilità i fondi pubblici che hanno ricevuto, oltre a altre disposizioni per migliorare la trasparenza sui metodi di definizione dei costi dell’uso delle infrastrutture. Gli Stati membri dovranno inoltre garantire che sia introdotta una procedura efficace per gestire i reclami dei passeggeri».

Per garantire servizi di alta qualità, le norme prevedono «una formazione su salute e sicurezza per i fornitori di servizi portuali. Questi requisiti di formazione dovrebbero essere regolarmente aggiornati per rispondere alle sfide dell’innovazione tecnologica».

Il regolamento non impone un modello specifico di gestione dei porti marittimi ma l’Europarlamento precisa che «Tuttavia, si prevedono alcune condizioni qualora si intenda stabilire dei requisiti minimi per i fornitori dei servizi di rimorchio, ormeggio, bunkeraggio e raccolta dei rifiuti navali, o per limitare il numero dei prestatori di tali servizi. Ad esempio, i porti potrebbero limitare il numero di fornitori di servizi al fine di garantire la sicurezza e la sostenibilità ambientale. Anche i servizi di movimentazione merci e i passeggeri potranno essere soggetti a norme sulla trasparenza finanziaria, ma saranno esentati da quelle sull’organizzazione dei servizi portuali».

Le nuove norme dovranno ora essere approvate dal Consiglio dell’Unione europea.