Porto di Livorno, Rossi: «Subito una svolta o diventerà marginale»

La città ha bisogno di uno sguardo strabico: un occhio al presente e uno al futuro

[16 dicembre 2014]

Aprendo il  suo intervento al convegno “Livorno nello scenario della portualità europea”, che si è tenuto oggi presso la Camera di commercio livornese, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha detto che «o il porto di Livorno riesce a compiere una svolta nel giro dei prossimi anni o diventerà una realtà marginale. Sulla realtà livornese bisogna intervenire con uno sguardo strabico: guardare ai problemi del presente, ma con un’ottica che guardi al futuro. Occorre intervenire sulle emergenze, ma senza rinunciare a creare le condizioni per essere competitivi ed essere pronti a vincere e sfide del futuro, in particolare proprio sulla portualità».

In una nota la Regione ricorda che «il porto di Livorno è il principale scalo marittimo della Toscana, è classificato come porto di interesse regionale, nazionale e internazionale ed è limitrofo a un interporto che può svolgere funzioni retroportuali. L’integrazione tra porto e interporto diviene quindi elemento qualificante e offerta infrastrutturale strategica per i traffici merci e la logistica. Regione Toscana, Autorità Portuale di Livorno e Ferrovie dello Stato hanno avviato la realizzazione di raccordi ferroviari a servizio della Darsena Toscana e delle opere per il potenziamento del nodo intermodale di Livorno. Gli interventi in progetto prevedono: la realizzazione di un nuovo impianto sulla Darsena Toscana; la realizzazione del collegamento diretto della Darsena Toscana alla Direttrice tirrenica lato nord; la realizzazione di un ulteriore binario di collegamento fra Livorno Calambrone e Livorno Porto nuovo/Darsena. Recentemente la Regione Toscana è stata inserita nel Corridoio ScanMed che rappresenta per l’Italia un’importante occasione di effettivo sviluppo del trasporto nella relazione Nord-Sud sia in un’ottica nazionale che europea; in particolare per lo sviluppo delle relazioni commerciali sul Mediterraneo, per le quali il Corridoio, nella sua parte italiana, può porsi a servizio degli altri Paesi, in particolare quelli del Nord Europa, quale strumento di raccordo nel settore delle reti transeuropee dei trasporti (TEN-T)».

Rossi ha dunque ricordato il pacchetto anti-crisi della Regione per far fronte ai problemi dell’immediato, che prevede agevolazioni e contributi alle imprese che investiranno e che creeranno nuovi posti di lavoro. Per quanto riguarda il futuro del porto «è necessaria una svolta, servono più tempestività e meno polemiche. Il piano regolatore del porto va approvato. Nessuno vuole imporre niente a nessuno, ma si tratta di scelte che non possono essere rinviate. E poi ci sarà la fase delle osservazioni che servirà, appunto, per raccogliere proposte e correzioni. L’obiettivo deve essere quello di recuperare rapidamente competitività rispetto ai porti concorrenti e di essere pronti ad accogliere le grosse navi portacontainer del prossimo futuro, garantendo tempestività e collegamenti efficienti con la grande rete ferroviaria e stradale. Bene allora i lavori di escavo, che la Regione ha finanziato con 4,5 milioni, e di ammodernamento della banchine, ma bisogna lavorare con convinzione per realizzare la darsena Europa, indispensabile per incrementare il traffico marittimo, a partire dalle grandi navi portacontainer. Un investimento di 630 milioni. E tanto per dimostrare che vogliamo fare sul serio abbiamo già previsto, nel bilancio 2015, un finanziamento di 170 milioni di euro; l’Autorità portuale si è impegnata a fare altrettanto e chiederemo al Governo di fare la sua parte, intervenendo con altri 170 milioni. Livorno merita questi investimenti, sia perché ha ricevuto finanziamenti inferiori ad altre realtà portuali e soprattutto perché investita da una crisi pesante. E poi noi dobbiamo essere in grado di realizzare quest’opera strategica nel giro dei prossimi tre, massimo quattro anni. Ne ho parlato anche con il sindaco. Ora tutti insieme dobbiamo avviare il confronto con il Governo. Ho fiducia. Possiamo farcela».

Insieme a Piombino e all’area di Massa e Carrara, Livorno è la realtà più in difficoltà e quella in maggiore sofferenza della Toscana. «Pensate – ha concluso Rossi -, se volessimo riportare Livorno nella media Toscana dovremmo creare subito 20mila posti di lavoro. Dobbiamo recuperare questi ritardi. Per farlo abbiamo bisogno di una città unità, in modo da far recuperare al porto la competitività perduta».