E’ pronto il ponte marittimo più lungo del mondo, collega Hong Kong, Zhuhai e Macao

Lungo 55 Km, con un tunnel e un’isola artificiale. Un costoso cavallo di Troia di Pechino?

[2 gennaio 2018]

Il  31 dicembre la Cina ha annunciato che «I principali lavori del più lungo ponte marittimo del mondo sono stati terminati come previsto domenica, dopo che il sistema si illuminazione è stato installato e testato».

Per terminare il gigantesco ponte di 55 km che collega i due territori autonomi di Hong Kong e Macao con , Zhuhai ci sono voluti 6 anni di preparativi e 8 anni di lavori e l’agenzia ufficiale cinese Xinhua spiega che «I lavori maggiori consistono in un ponte principale di 22,9 km, un tunnel de 6,7 km e in un isolotto artificiale al largo del ponte, considerato come la parte più tecnicamente difficile dei lavori».

Zhang Jinwen, direttore del progetto dell’Authority del ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao (PHZM) ha spiegato che  a gennaio «Gli ingegneri  e i costruttori testeranno il coordinamento tra i diversi sistemi e attrezzature del ponte e procederanno al lavoro di ispezione e pulizia, Il ponte sarà messo in servizio a titolo sperimentale, dopo la conclusione del suo progetto portuale e il suo trasferimento alle autorità delle dogane, dell’ispezione, della quarantena e del controllo frontaliero».

Su Yi, assistente in capo dell’Authority del PHZM, ha sottolineato che «In questi ultimi 14 anni l’economia regionale e la rete dei trasporti hanno conosciuto enormi cambiamenti, il che ha spinto le autorità a rivalutare i tasso di utilizzo del ponte». Ai critici preoccupati  per il fatto che sul mega-ponte ci sarà poco traffico, Su ha risposto: «Abbiamo pienamente fiducia nell’avvenire».

Il ponte permetterà di ridurre a 30 minuti il tragitto da Hong Kong a Zhuhai, contro le 3  ore attuali, integrando così le megalopoli del Delta del fiume delle Perle e proprio per questo il movimento indipendentista e autonomista di Hong Kong teme che in realtà si tratti di un costoso cavallo di Troia del regime comunista per azzerare la già ridotta autonomia della ex colonia britannica che chiede più democrazia e libertà di quanta sia disposta a concederne Pechino.