Riapertura alle auto del centro storico di Grosseto? Legambiente: «Non è la soluzione migliore»

«Estendere la ztl e aumentare le zone 30 e le piste ciclabili, per favorire la mobilità dolce»

[31 marzo 2017]

Legambiente è nettamente contraria ad ogni ipotesi di riapertura al traffico automobilistico del centro storico di Grosseto e contrattacca: «La chiusura del centro storico di Grosseto alle auto è un percorso legato alla mobilità sostenibile che non va soltanto confermato ma addirittura esteso ulteriormente. Inoltre occorre aumentare le strade con il limite di velocità a 30 km, aumentando le piste ciclabili oltre, naturalmente, ai controlli sia nelle zone 30 sia nelle ztl».

Per Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente, «La chiusura del centro storico alle auto è giusta e rappresenta un punto di partenza  per arricchire e rendere più bello il centro storico, migliorando concretamente la qualità della vita dei cittadini e per ridurre inquinamento e incidentalità. Importante adesso è estendere ulteriormente la ztl, cominciando ad esempio dalla chiusura alle auto di piazza della Palma restituendo a pedoni e ciclisti un piccolo gioiello cittadino, e trasformando Grosseto in un luogo più sicuro e piacevole per le famiglie. Questo percorso si può migliorare valorizzando sempre più le mura e il centro storico cittadino con attività ed eventi, e non certo riaprendolo alle auto. Oltretutto anche nel capoluogo maremmano sono molte le persone interessate a una migliore qualità della vita che passa proprio dalla pedonalizzazione e dalla creazione di zone 30 e piste ciclabili. Noi ribadiamo ancora una la disponibilità a collaborare con l’amministrazione comunale e con le altre associazioni del territorio per valorizzare sempre più il centro storico».

Il Cigno Verde maremmano evidenzia che la scelta di riaprire il centro storico di Grosseto alle auto andrebbe in direzione contraria al segnale che arriva da moltissime altre città italiane, sia piccole sia grandi  riguarda  decisioni importanti e strategiche a sostegno della mobilità sostenibile: «Alcuni esempi sono la pedonalizzazione dei Fori imperiali a Roma, la pedonalizzazione del centro di Firenze, la riduzione totale del limite di velocità a 30 chilometri adottato a Catanzaro e Reggio Emilia, o addirittura la chiusura di arterie principali e l’estensione della ztl a Milano, Udine e Modena. Tutti interventi che hanno portato enormi benefici rispetto alla qualità della vita degli abitanti e alla rivitalizzazione delle attività commerciali».