Ricompare il treno fantasma Lugo-Firenze, ma solo fino a settembre

[1 luglio 2014]

«Stessi tempi di percorrenza dell’alta velocità, ma con costi e panorama decisamente più “sostenibili”».  Legambiente racconta così il viaggio lungo la suggestiva ferrovia faentina e chiede ai sindaci di adoperarsi per fare in modo che «Il diretto per Firenze” non resti un caso isolato, ma diventi un valore aggiunto per il sistema turistico della Romagna, che così sarebbe in grado di mettere tra le sue proposte, oltre a Ravenna, anche il circuito tra Faenza, Firenze e Ferrara».

Già nel 2013 il circolo Legambiente A. Cederna aveva denunciato l’esistenza di un “treno fantasma” che collegava Lugo con Firenze passando per la ferrovia faentina, ma purtroppo non veniva indicato negli orari ferroviari. «Scomparso a settembre – dicono gli ambientalisti – da metà giugno il treno è finalmente tornato, ma questa volta in maniera ufficiale, anche se solo fino a settembre».

Il circolo Legambiente della Bassa Romagna, ha perciò deciso di provare a fare un “viaggio pilota” (raccontato assieme ad una vasta galleria fotografica sul sito www.terramagazine.it) sfruttando l’opportunità del servizio treno+bici e raggiungere così in appena un paio d’ore il capoluogo toscano dove i volontari sono stati accolti dal circolo Legambiente di Firenze.

Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna, racconta: «Abbiamo voluto fare questo viaggio dimostrativo – proprio per dimostrare la grande potenzialità della linea, e più in generale del tessuto rappresentato dalle ferrovie “minori”. Spesso si parla di “grandi opere” necessarie al Paese. Qui invece ci troviamo di fronte al paradosso, l’infrastruttura c’è già, è comoda, praticabile e offre anche paesaggi mozzafiato, è solo necessario metterci qualche treno in più e fare in modo che nelle stazioni di interscambio ci siano le coincidenze per le altre destinazioni, in altre parole è necessario organizzare il sistema di trasporto in modo che sia un vero servizio al territorio e allo sviluppo turistico della Romagna. Con questo viaggio pilota abbiamo dimostrato che il servizio è fattibile, comodo, economico. È però necessario che questo collegamento non resti relegato a uno o due treni al giorno, ma diventi un vero e proprio servizio cadenzato, sia con collegamenti diretti, sia garantendo le opportune coincidenze nella stazione di Faenza».

Il Cigno Verde si era cominciato ad occupare del “treno fantasma” dopo aver constatato che «La ferrovia faentina è utilizzata anche da molti turisti stranieri, tanto che i convogli viaggiano quasi sempre pieni. Purtroppo però i treni terminano la loro corsa a Faenza, a volte anche sostando per un’ora in stazione, magari con i motori accesi, prima di ripartire per la Toscana. Perché dunque non utilizzare il tempo disponibile per estendere il servizio al resto del territorio? Non va meglio con le coincidenze, praticamente inesistenti, anzi, a volte è impossibile prendere un treno corrispondente anche per soli 4 o 5 minuti».

Per Legambiente così questa tratta diventerebbe un servizio privilegiato per tutta la Romagna ed eviodenzia:«Un conto è spendere una decina di euro (10,55 € da Lugo) per attraversare stupendi paesaggi appenninici, altra cosa è passare per Bologna, spendere anche 40 o 50 euro (a seconda dei posti disponibili) per il Frecciarossa, che porta a destinazione più o meno nello stesso tempo (al massimo si risparmiano una decina di minuti), fare buona parte del viaggio in tunnel e non poter nemmeno caricare la bici. Oltre a rappresentare un incredibile volano per lo sviluppo turistico tra la riviera e le città d’arte nel triangolo Ferrara-Ravenna-Firenze, un migliore utilizzo delle linee ferroviarie presenti avrebbe anche una notevole valenza locale, una sorta di “metropolitana di superficie” tra i vari centri della provincia di Ravenna».

Rambelli conclude: «La ferrovia faentina è un buon esempio di come si può recuperare una linea storica, grazie anche all’impegno delle amministrazioni che hanno creduto in questo servizio. Chiediamo quindi alle amministrazioni locali della provincia di Ravenna, in particolare al Comune di Lugo e all’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, di fare altrettanto e di darsi da fare perché questa opportunità diventi un reale servizio al territorio».