Roma, capitale dell’inquinamento da biossido d’azoto (FOTOGALLERY)

Greenpeace: «È responsabilità della sindaca Virginia Raggi prevedere politiche progressive di fermo per i veicoli più inquinanti, cominciando dai diesel»

[14 novembre 2017]

Il biossido di azoto (NO2) è un gas con effetti cancerogeni che viene sprigionato in gran quantità dai veicoli diesel, risultando responsabile in Italia – secondo gli ultimi dati comunicati dall’Agenzia europea dell’ambiente – di oltre 17mila morti premature l’anno. Un record negativo in Europa quello italiano, all’interno del quale spicca tristemente quello della Capitale: «Roma – spiega oggi Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e clima di Greenpeace – è risultata essere nel 2016 la città con i valori mediamente più alti di NO2. È responsabilità della sindaca Virginia Raggi, al pari dei primi cittadini di Torino, Milano, Palermo, prevedere politiche progressive di fermo per i veicoli più inquinanti, cominciando dai diesel; e costruire un nuovo sistema di mobilità, per arginare una crisi sanitaria enorme che colpisce soprattutto i bambini. Dopo mesi di richieste, finalmente anche l’amministrazione di Roma si è detta disposta a incontrarci».

E per ricordare all’amministrazione capitolina l’urgenza del tema, Greenpeace e lo street artist Tvboy hanno affisso la notte scorsa – in alcuni luoghi simbolici di Roma – una serie di opere per denunciare l’inquinamento atmosferico e i danni sanitari che da questo derivano. Da Francesco Totti a Federico Fellini, passando per Pier Paolo Pasolini, Sofia Loren e Papa Francesco: personalità diverse quelle raffigurate, ma tutte intensamente legate a Roma.

«Le opere della street art sono per definizione ‘outdoor’ – commenta afferma Salvatore, l’artista che opera dietro l’identità e il marchio di Tvboy – realizzate sui muri delle città ed esposte agli agenti atmosferici come agli inquinanti di cui l’aria di molti centri urbani è satura. Per questo ho pensato che fosse un progetto stimolante quello in cui ha voluto coinvolgermi Greenpeace».

L’associazione ambientalista sta infatti chiedendo ai sindaci delle città maggiormente colpite dall’inquinamento di NO2 – Torino, Milano, Palermo e Roma – di fare quello che molte altre città, in Europa e nel mondo, stanno già facendo: prevedere un percorso progressivo di restrizione alla circolazione dei veicoli diesel, fissando una data oltre la quale non potranno più circolare nei centri urbani.