Verdi e Green Italia alla Commissione europea: «No alla proroga chiesta dal ministro Lupi»

Sblocca Italia o Salva Autostrade? Raffica di emendamenti contro l’Articolo 5

CNA-Fita: «Un regalo da 6 miliardi all’anno ai concessionari». M5S:«Un favore ai signori delle autostrade»

[7 ottobre 2014]

Una sfilza di emendamenti bipartisan chiedono al governo Renzi di eliminare dallo “Sblocca Italia”  l’articolo 5, sulle concessioni delle autostrade.  Insieme a Sinistra ecologia e Libertà  (prima firmataria la capogruppo di Sel in commissione Ambiente Serena Pellegrino) lo chiedono anche il Movimento 5 Stelle (primo firmatario Massimo De Rosa), Daniele Capezzone di Forza Italia e addirittura il Partito cardine della maggioranza il PD (prima firma Simonetta Rubinato).  Come spiega il Presidente dell’Autorità di regolazione dei trasporti Andrea Camanzi, «L’art. 5 prevede che i concessionari possano proporre la modifica di elementi essenziali delle convenzioni in essere quali i soggetti, l’oggetto, la durata, ed il valore economico delle stesse. Prescindendo dai profili che riguardano la compatibilità comunitaria della disposizione con le norme in materia di procedure di gara, essa appare in contrasto con le norme istitutive dell’Autorità (art. 37 comma 2 lett. g) del d.l. 201/2011) che pongono in capo ad essa il compito di stabilire i sistemi tariffari dei pedaggi delle nuove concessioni, di definire gli schemi di concessione da inserire nei bandi di gara e gli schemi dei bandi relativi alle gare cui sono tenuti i concessionari, nonché di determinare gli ambiti ottimali di gestione delle tratte allo scopo di promuovere una gestione plurale e stimolare la concorrenza per confronto».

Anche la presidente di un’associazione di categoria, Cinzia Franchini, presidente nazionale CNA-Fita si unisce oggi al coro dei contrarie all’attuale formulazione dell’art. 5 del Decreto Sblocca Italia. «Per quasi vent’anni ai concessionari sono stati garantiti aumenti tariffari intollerabili e adesso, secondo le dichiarazioni di Beniamino Gavio, presidente della Sias oltre che autotrasportatore doc, dovremmo pure concedergli vent’anni senza aprire alla concorrenza questo settore strategico per la mobilità nazionale. In cambio  avremmo a suo dire 270.000 nuovi posti di lavoro tutti da verificare ma di certo manterremmo il mercato delle concessioni autostradali imbalsamato a favore di due-tre gruppi. Se questo è il cambiamento promesso da Renzi,  rispondiamo: no grazie. Un regalo da 6 miliardi l’anno come questo non può lasciare indifferente chi sostiene di avere a cuore le sorti di questo Paese come il Presidente Renzi va sostenendo».

Uno dei più noti  esponenti della sinistra del  PD, Pippo Civati, dice che «Il decreto sblocca-Italia contiene un’idea di sviluppo (assai poco sostenibile) che come ho detto più volte non mi piace e tra i vari commi e articoli, uno, il 5 – relativo alle autostrade – che dovremmo subito ritirare».

Civati spiega: «Si tratta di quello sulle concessioni autostradali (sì, stiamo parlando dei poteri forti, tra banche e grandi gruppi industriali)» e di che «risulta particolarmente preoccupante anche rispetto alla sempre tanto sbandierata e poco praticata regola della concorrenza (ce la chiede l’Europa, giusto?)».

Su questo tema, intervenendo in Commissione ambiente e lavori pubblici alla Camera, erano sono stati molto duri sia il presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato Pitruzzella sia il Presidente dell’Anticorruzione Cantone  Civati ribadisce: «Ecco, a fronte di tutte queste perplessità espresse dai Presidenti delle Autorità di garanzia coinvolte nel settore (che ci sono per essere poi ascoltate da Parlamento e Governo, no? Altrimenti a che cosa servono le Autorità, se non le ascoltiamo soprattutto quando sono tutte, sotto il profilo tecnico, d’accordo?), mi pare che la strada più coerente sarebbe quella di ritirare almeno l’articolo 5. Per cominciare. Rivolgendoci verso un altro modello di sviluppo. Più sostenibile, appunto, più concorrenziale e più credibile, se vogliamo cambiare davvero».

Restando in tema autostrade e “Sblocca Italia”, Monica Frassoni, Co-presidente del Partito Verde Europeo e coordinatrice di Green Italia, e l’eurodeputato verde Ernest Urtasun hanno oggi il Commissario Ue al Mercato Interno, Michel Barnier, per discutere della lettera inviata anche la Commissario Almunia e co-firmata dai Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre. I  due esponenti ecologisti hanno anche presentato un dossier redatto da Anna Donati, della Direzione di Green Italia.

La Frassoni e Urtasun  hanno detto che  «E’ stato un incontro molto costruttivo riguardo al tema delle nuove proroghe per la scadenza delle concessioni autostradali previste dal decreto “Sblocca-Italia”. Il Commissario Barnier ci ha confermato di aver ricevuto la richiesta di proroga della scadenza di alcune concessioni autostradali da parte del Governo italiano, ma ha aggiunto che si tratta per ora solo di una conversazione in fase iniziale: ancora nessun accordo, né tantomeno alcuna garanzia, dunque, tra la Commissione e il ministro Lupi».

Anche per i due Verdi «Il decreto Sblocca-Italia che destina fondi ingenti a favore dei concessionari delle autostrade (1.832 mln di euro) e in particolare l’articolo 5, “Norme in materia di concessioni autostradali” che prevede la possibilità di richiedere entro la fine del 2014 la proroga della scadenza delle concessioni attraverso l’escamotage dell’”unificazione di tratte interconnesse, contigue e complementari”, non si basa al momento su nulla di concreto.  La Commissione uscente non ha preso alcun impegno riguardo alle proroghe delle concessioni autostradali previste dal DL 133/2014, sarebbero oltretutto in violazione della normativa UE”. “Prederemo rapidamente contatto con i successori dei Commissari Barnier ed Almunia per continuare la discussione su un tema che ci sembra assolutamente chiave per garantire che le regole sulle concessioni autostradali siano rispettate anche in Italia e si smetta di destinare preziose risorse pubbliche per la costruzione di infrastrutture tanto inutili quanto insostenibili sul piano ambientale e finanziario».

Michele Dell’Orco, deputato M5S della Commissione trasporti e firmatario di un emendamento che sopprime i commi del decreto che prevedono la possibilità di un accorpamento dei concessionari autostradali, sottolinea che «Il Movimento 5 Stelle sta cercando di fermare il nuovo tentativo di maggioranza e governo di favorire i signori delle autostrade. Già dicembre scorso, durante la discussione sulla legge di stabilità avevamo acceso i riflettori su un emendamento spuntato all’improvviso targato PD a favore di Autobrennero che, con la scusa della razionalizzazione degli interventi e delle risorse, prevedeva di riunire in un unico soggetto le concessioni dell’Autostrada Regionale Cispadana, della bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo e della A22 e che avrebbe, di fatto, prodotto una proroga della concessione sulla A22 di Autobrennero senza procedere ad una gara ad evidenza pubblica». Secondo il deputato pentastellato, «Ora il Governo ci sta provando nuovamente con il decreto Sblocca Italia allargando a tutti i concessionari autostradali la disposizione nata da un’esigenza di Autobrennero. Anche questa volta abbiamo prontamente presentato un emendamento soppressivo ma, questa volta la nostra battaglia è sostenuta anche dalle voci autorevoli dell’Authority dei Trasporti, dell’Antitrust e perfino di Bankitalia, perché è chiaro che la modifica della governance della gestione delle tratte autostradali comporta in pratica una chiusura del mercato con possibili distorsioni della concorrenza e che dunque potrebbe aprire un pericoloso contenzioso in sede europea sul rispetto dei principi della concorrenza nonché riflessi in termini di incremento delle tariffe autostradali. La morale di questa vicenda è che il ministro Lupi non si smentisce e, dopo aver messo a tacere lo scandalo dei continui e ingiustificati aumenti delle tariffe autostradali, sta tentando un nuovo colpo a favore dei suoi amici dell’asfalto. Lupi  si preoccupi piuttosto di spiegare ai cittadini perché non è stato ancora avviato il bando per il rinnovo della concessione autostradale sull’A22, scaduto ad aprile scorso, e perché non è ancora stato recuperato il tesoretto di Autobrennero, ovvero i 550 milioni di tariffe autostradali che la società deve restituire allo Stato».