Il regista: «La nostra battaglia continua, vogliamo soluzioni alternative e più rispettose della città»

Stop alle grandi navi a Venezia, Gabriele Muccino consegna 102.000 firme al governo

[6 novembre 2014]

Muccino

Sono più di 102.000 le firme per dire “No alle grandi navi a Venezia” che oggi il regista  Gabriele Muccino ha consegnato alla sottosegretaria ai beni culturali, Ilaria Borletti Buitoni, eletta nelle fila di Scelta Civica ed ex presidente del Fondo Ambiente Italiano (Fai).

In un comunicato di Change.org, la piattaforma globale di attivismo online scelta da Muccino per lanciare la petizione contro le grandi avi a Venezia, si legge che «La consegna avvenuta in via del Collegio Romano è solo l’ultimo passo»

La petizione “Stop all’accesso delle Grandi Navi a Venezia”, indirizzata al premier Matteo Renzi ha  raccolto il sostegno di decine di migliaia di italiani, ma anche molte adesioni da tutto il mondo «a testimonianza – dicono a Change.org – dell’attenzione mondiale sulla necessaria salvaguardia di un patrimonio dell’umanità unico come quello della Laguna veneziana. Un’attenzione confermata dal Sottosegretario Borletti Buitoni, che ha ribadito la sua volontà a sollecitare un serio e ampio dibattito sul “turismo sostenibile e consapevole a Venezia”».

Secondo la sottosegretaria  Borletti Buitoni, «La politica deve riappropriarsi del suo ruolo e decidere quale sarà il futuro di Venezia.   E’ indispensabile programmare i flussi turistici e gli ingressi in Laguna con la massima attenzione, tenendo conto di quanto la città sia antica e fragile. Esistono diverse alternative, ma è tempo di scegliere. Personalmente ritengo dovremmo optare per quella che metta insieme il minor impatto ambientale possibile e le migliori prospettive di ricaduta sull’economia locale. Le soluzioni sono sul tavolo, ora serve la volontà politica di prendere una decisione».

Muccino, che nei prossimi giorni consegnerà le firme raccolte anche ad altri membri del governo, ha assicurato: «Continuerò a portare avanti la nostra battaglia per salvare Venezia dallo scempio a cui è sottoposta. C’è una cacofonia incredibile tra una fragile città in miniatura come Venezia e questi bisonti dei mari che la sovrastano. E’ come ci fosse una tangenziale sopra il Colosseo. Sono certo che esistano soluzioni alternative e a minor impatto per l’ecosistema lagunare. Ma il progetto del canale Contorta/Sant’Angelo non mi pare affatto uno di questi. Abbiamo tutti il dovere di promuovere un turismo rispettoso e di qualità. Salvare Venezia dalle grandi navi è prima di tutto un atto di amore: l’Italia deve dimostrare di volersi bene per davvero. Lo dobbiamo fare per i nostri figli e per il futuro del Paese, il mondo ci guarda e ha paura per Venezia».