Strage di Viareggio. Rinvio a giudizio per tutti gli imputati

Il sottosegretario D'Angelis: "In materia di sicurezza ferroviaria siamo noi a tenere sotto osservazione l'Europa"

[18 luglio 2013]

Il gup di Lucca Alessandro Dal Torrione ha rinviato a giudizio tutti e 33 gli imputati – compreso l’ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti – del processo sulla strage di Viareggio, accaduta il 29 giugno del 2009, dove persero la vita 32 persone. Pubblichiamo di seguito il commento del Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis.

“A 4 anni dalla strage di Viareggio la ricerca della verità e della giustizia è l’obiettivo che unisce familiari delle vittime e istituzioni. L’Italia ha imparato la lezione di quella tragedia costata 32 morti, feriti e distruzioni e molto è cambiato grazie alle 11 raccomandazioni emanate dal Ministero Infrastrutture e Trasporti che regolano oggi la sicurezza nel settore dei trasporti pericolosi.

Regole e controlli hanno fatto diminuire drasticamente gli incidenti: nel 2009 si erano verificati oltre 50 casi di perdita di merci pericolose, le misure adottate hanno portato tra il 2009 e il 2012 ad abbattere del 77% questa tipologia di incidenti.

Il ritardo abbastanza sconcertante lo registriamo invece nelle normative e nei regolamenti europei sia per la tracciabilità delle operazioni di manutenzione (la scarsa manutenzione è causa o concausa del 39% degli incidenti gravi legati agli aspetti tecnologici del trasporto ferroviario come i deragliamenti), sia nella catena dei controlli della attività di periodica manutenzione e delle responsabilità operative. Basti pensare che il carro del treno esploso a Viareggio era polacco, altri 13 erano delle Ferrovie tedesche, le cisterne dalle quali è fuoriuscito il gas erano di proprietà di una multinazionale americana e avevano le insegne di una società austriaca.

Almeno in materia di sicurezza ferroviaria e di trasporto materiali pericolosi è l’Europa ad essere sotto osservazione dell’Italia e noi siamo il Paese più determinato nel voler garantire, anzi imporre, a livello continentale la fine della deregulation delle scarse manutenzioni e dei finti controlli.

Per noi la massima sicurezza per chi viaggia e per il trasporto di merci pericolose, insieme alla buona e continua manutenzione della nostra rete ferroviaria e del materiale rotabile, sono variabili indipendenti e assolutamente non negoziabili”.