Testato Ironlev, il prototipo del treno a levitazione magnetica passiva. È made in Italy (VIDEO)

Tecnologia in grado di rivoluzionare il trasporto su rotaia, grandi risparmi energetici e riduzione degli impatti ambientali

[8 febbraio 2018]

E’ stato effettuato con successo il primo live test di un prototipo in scala reale Ironlev:  una tecnologia per la levitazione magnetica dei treni, interamente made in Italy, risultato della joint venture tra Girotto Brevetti di Treviso, impegnata nel settore ricerca e sviluppo in ambito meccatronico, che ha inventato e brevettato la tecnologia e Ales Tech, start up pisana che, forte della sua attività all’interno dell’ecosistema Hyperloop di Elon Musk, si occupa dello sviluppo di Ironlev. Il test è stato effettuato su circa 25 metri di binari, sui quali è stato messo in movimento con una leggera spinta manuale un carrello dotato di tecnologia Ironlev. Per raggiungere un peso complessivo di cinque tonnellate, la struttura levitante ha trasportato sui binari un’automobile Tesla.

Secondo Girotto Brevetti e Ales Tech la tecnologia Ironlev «E’ in grado di rivoluzionare il trasporto su rotaia, abbattendone i costi e l’impatto ambientale. A differenza delle soluzioni già diffuse nel mondo, il sistema è applicabile sui treni di nuova generazione, ridisegnandone la parte inferiore con pattini Ironlev a sostituzione delle ruote, per essere utilizzati sui tracciati ferroviari in acciaio già esistenti, senza l’impiego di energia elettrica in fase di levitazione. La tecnologia sfrutta le proprietà fisiche della materia, in particolare il fenomeno della permeabilità magnetica, ovvero la tendenza di ciascun materiale a generare un campo magnetico in maniera autonoma. Rispetto alle costose tecnologie di levitazione già applicate in diverse aree del mondo, Ironlev non utilizza magneti superconduttori o elettromagneti alimentati, bensì potenti magneti applicati ad un pattino, ovvero il sostituto della ruota sui vagoni, che interagiscono con i materiali del binario, creando così movimento senza contatto tra struttura e infrastruttura. I magneti montati sul pattino creano una forza attrattiva sulla rotaia e sfruttano i campi generati autonomamente dall’interazione per creare movimento, fluido e silenzioso. Il sistema si auto-stabilizza per il raggiungimento dell’equilibrio magnetico. Applicando il pattino sui treni di nuova generazione, senza quindi costruire nuovi vagoni, è possibile utilizzare e valorizzare gli oltre 1,5 milioni di km di tracciati ferroviari esistenti nel mondo».

Quindi la nuova tecnologia made in Italy produrrebbe non solo un forte  risparmio dei costi di produzione e manutenzione, ma anche una riduzione dei consumi energetici e  de danni ambientali: «Grazie alle caratteristiche della tecnologia – spiegano ancora i suoi ideatori – non occorre alimentare elettricamente la rete o i magneti, non vengono impiegati carburanti e non si crea attrito sui binari. Con la levitazione magnetica passiva è possibile spostare un vagone di 10 tonnellate con la stessa forza necessaria a sollevare un peso di 10 kg. L’unica energia impiegata è quella per mettere in movimento il veicolo, che potrà raggiungere velocità superiori a quella del suono a seconda del tracciato e del grado di sviluppo della tecnologia. Su scala urbana, il sistema è applicabile anche a metropolitane e tram».

Adriano Girotto, di Girotto Brevetti, conclude: «La spinta e la frenata con recupero di energia possono essere impresse al veicolo in diversi modi, a seconda del tipo di applicazione e dalla velocità che si vuole raggiungere. I motori di spinta e frenata possono essere applicati sia sul veicolo che sulle rotaie. In veicoli a bassa velocità si potrà ottenere spinta e frenata tramite delle ruote di contatto laterali motorizzate, che non aumentano l’attrito del carico, oppure tramite i già diffusi sistemi a fune. Nei treni ad alta velocità, invece, verranno utilizzati dei motori lineari senza contatto».

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