Trasporto merci e piccole città: l’esempio di Lucca per la logistica sostenibile

[7 aprile 2015]

Trasporto merci e inquinamento: un binomio con perno la logistica, che fa immediatamente pensare a grandi città soffocate dal traffico. Dimenticando così che, almeno in Europa, il 72% dei cittadini vive in città medie e piccole, con meno di 200mila abitanti.

Proprio quelle città che, anche a causa di una distorta rappresentazione del fenomeno, sono rimaste estranee a studi e finanziamenti sul tema della mobilità (a vantaggio delle capitali) scontando oggi gravi ritardi nella logistica urbana sostenibile; una lacuna che ha rappresentato terreno fertile per Città Logica, un’associazione internazionale con sede a Lucca che ha visto il Comune toscano intraprendere un percorso sul tema della logistica urbana sostenibile. Un impegno che si rinnova dal 17 aprile, ospitando proprio a Lucca (in Cappella Guinigi) il secondo appuntamento internazionale sulle smart city.

Partendo dalle linee guida tracciate dalla Commissione europea, che prevede la creazione di aree di logistica urbana senza emissione di gas serra (Co2 free city logistics) entro il 2030, il cuore dell’evento sarà la conferenza dal titolo “Verso una logistica a emissioni zero con veicoli elettrici e cargo bike”, e la città ospitante – Lucca, appunto – oltre che cornice sarà esempio vivo e in rinnovamento.

L’esempio più tangibile dello sviluppo lucchese verso la smart city, sottolineano gli organizzatori dell’evento, è rappresentato da Luccaport, l’agenzia di trasporti e servizi logistici eco-sostenibili, il centro di raccolta e distribuzione merci per la città di Lucca, caso pilota in Italia e uno dei casi pilota in Europa, nato nel 2003 grazie alla partecipazione a diversi progetti europei (Merope, Life CEDM, cofinanziato dalla Commissione europea, Luslin e Love Lucca, cofinanziati dal Ministero dell’Ambiente, fino al progetto Enclose) e oggi oggetto di una gara per l’affidamento della sua gestione a un soggetto privato, capace di accrescerne l’efficienza, l’operatività e la capacità di investimento.

Nello specifico il centro storico di Lucca conta 10mila abitanti ed è stato calcolato, attraverso gli studi effettuati in fase di progettazione, che nel 2002/2003 ogni giorno veniva attraversato da circa 1700 veicoli per funzioni di carico/scarico delle merci. Spesso si trattava di veicoli privati, poche volte a pieno carico (anzi, nella maggior parte dei casi si fermava al 30 per cento). Oggi, a Lucca città transitano invece molti mezzi elettrici che contribuiscono a migliorare notevolmente la qualità dell’ambiente urbano; i servizi effettuati da questi mezzi si rivelano utili per i commercianti, gli albergatori, gli operatori dei mercati e il servizio funziona anche in senso contrario (logistica inversa). In altre parole non solo dalla periferia alla città, ma anche dal centro storico verso l’esterno. Inoltre, mediante una migliore efficienza dei carichi di trasporto (il che significa che i veicoli viaggiano sempre al massimo della loro portata) viene sensibilmente ridotto il numero dei percorsi giornalieri e pertanto il numero dei veicoli merci circolanti nel centro storico, a beneficio di chi transita a piedi o in bici. A questo si aggiunge anche il progetto di car-sharing che è stato introdotto da pochi giorni nel comune di Lucca, con la consegna di 5 Renault Zoe, a cui a breve se ne aggiungerà una sesta.

Un’esperienza, quella di Lucca, che può essere migliorata ancora molto, ma che offre già un’interessante base di studio: è un esempio perfetto di quella moltitudine di piccole città fuori dall’analisi mainstream della logistica, diretta principalmente ai grandi centri.

Ma basti pensare che in una cittadina di 100/150mila abitanti, con circa 2mila punti vendita e una superficie d’intervento di 10km quadrati il trasporto merci ogni anno è responsabile della produzione di 3.500 tonnellate di anidride carbonica, 150 chilogrammi di particolato PM10, 1.140 chilogrammi di ossidi di azoto e, per concludere, di 2.200.000 chilowattora consumati (pari al consumo di oltre 810 nuclei familiari). La distribuzione delle merci nelle aree urbane è dunque, insieme al traffico privato, una delle principali fonti di consumo energetico, di emissioni di gas nocivi e di aumento dei livelli di rumore, e è la causa di molti effetti negativi sulla vita e la qualità ambientale delle nostre città. L’operato di Città Logica insegna quanto ampie siano le possibilità d’intervento in questi contesti, e da Lucca porta esempi concreti: una semina da cui si sperano possano fiorire nuovi e preziosi interventi in ottica europea.

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