Trasporto pubblico urbano, i fondi per i progetti Ue ci sono ma sono sottoutilizzati

[8 aprile 2014]

La Corte dei conti europea ha appena pubblicato la relazione “Efficacia dei progetti di trasporto pubblico urbano finanziati dall’UE” che rivela che «Due terzi dei progetti di trasporto pubblico urbano cofinanziati dai fondi strutturali dell’Ue sono sottoutilizzati. Due dei principali fattori che hanno contribuito a ciò sono stati le carenze nella concezione dei progetti ed una politica inadeguata in tema di mobilità».

La popolazione europea residente nelle aree urbane europee è destinata ad aumentare ancora, passando dal 73 % del 2010 all’82 % nel 2050. Intanto le città europee dovranno potenziare la mobilità e ridurre il traffico, gli incidenti e l’inquinamento attraverso  politiche di mobilità locali. La Corte dei conti europea fa presente che «Il Fondo europeo di sviluppo regionale ed il Fondo di coesione possono cofinanziare progetti di trasporto urbano in regioni ammissibili degli Stati membri. Il contributo dell’Ue, per i progetti di trasporto urbano, può arrivare di solito fino all’85 % della relativa spesa ammissibile. I fondi dell’Ue destinati al trasporto urbano per i periodi 2000-2006 e 2007-2013 sono stati pari rispettivamente a 2,9 miliardi e 7,8 miliardi di euro, per un totale di 10,7 miliardi di euro. Questi progetti aiutano le città a mettere in opera mezzi di trasporto urbano quali metropolitane, tramvie e linee di autobus».

Gli auditor della Corte hanno visitato 11 città in 5 Stati membri (Italia, Francia, Polonia, Portogallo e Spagna), vagliando la performance di 26 progetti di trasporto pubblico urbano. Il campione includeva progetti che consistevano nella creazione, estensione o ammodernamento di 3 linee ferroviarie, 8 metropolitane, 4 metropolitane leggere, 6 tramvie ed una linea di autobus.  Il campione includeva anche 4 progetti di informatizzazione più piccoli, riguardanti sistemi di esercizio, d’informazione e di emissione dei biglietti.

Per ciascun progetto il team dell’audit ha incontrato le parti coinvolte nella sua attuazione.  Sono state anche visitate le infrastrutture cofinanziate ed i centri operativi e di manutenzione. La Corte ha riscontrato che «I fattori che hanno contribuito al sottoutilizzo sono stati i seguenti: sovrastima degli utenti, mancanza di coordinamento tra modalità di trasporto, politica in tema di parcheggi e assenza di piani di mobilità urbana».

La relatrice della Corte, Iliana Ivanova,  ha spiegato che «La maggior parte dei progetti controllati erano stati attuati come previsto e soddisfacevano le esigenze degli utenti. Tuttavia, gli auditor della Corte hanno constatato un notevole sottoutilizzo dei servizi forniti: in due terzi dei casi, vi erano meno utenti di quelli attesi. Ciò implica altresì prestazioni non ottimali in termini di benefici economici e sociali, quali ad esempio la riduzione dei livelli di inquinamento e del traffico. In questo momento di stretta di bilancio, ogni euro speso a valere sul bilancio dell’Unione europea dovrebbe soddisfare in modo efficace esigenze comprovate. In questo contesto, la Corte ha formulato cinque raccomandazioni concrete all’attenzione della Commissione, al fine di migliorare la qualità ed i risultati dei futuri progetti».

Sulla base di quanto riscontrato, la Corte dei conti europea raccomanda alla Commissione di pretendere che: «Vengano posti in essere strumenti di gestione per monitorare la qualità del servizio ed il livello di soddisfazione degli utenti, una volta che quanto realizzato con i progetti sia operativo; Nelle convenzioni di sovvenzione venga incluso un numero minimo di indicatori di risultato con relativi valori-obiettivo, e che questi vengano in seguito misurati; La stima del numero di utenti attesi sia analizzata con maggior rigore e che la scelta del modo di trasporto sia giustificata da un raffronto quantitativo tra differenti opzioni di trasporto; I progetti di trasporto urbano siano inclusi in una solida politica in tema di mobilità; Queste specifiche raccomandazioni siano altresì prese in considerazione dalle autorità degli Stati membri quando si trovano a gestire progetti di trasporto urbano finanziati dall’Ue».