Treni intercity, si alza il muro della protesta contro la soppressione

Rossi: «Siamo letteralmente infuriati»

[24 ottobre 2013]

Dopo i paventati tagli ai treni intercity previsti da Trenitalia la sommossa è generale. Le Regioni Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Campania hanno deciso di scrivere una lettera al presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, ai ministri Fabrizio Saccomanni, tesoro, e Maurizio Lupi, trasporti e infrastrutture, ed all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, per esprimere la totale contrarietà.

«Con sempre maggior insistenza – recita il testo della lettera inviata questa mattina – ci giungono segnali sulla definitiva soppressione di ogni ormai residuo servizio Intercity sulla linea dorsale che collega capoluoghi ed importanti centri di Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Il danno che ne deriverebbe per i cittadini delle nostre Regioni, e per i pendolari in particolare, sarebbe di assoluta gravità. Chiediamo di dissipare ogni dubbio sul mantenimento del servizio e comunque di convocare un incontro con la presenza dei vertici Trenitalia».

«Siamo letteralmente infuriati», ha commentato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli dopo aver incontrato il ministro Lupi dal quale ha ricevuto rassicurazioni ha aggiunto: «Non è accettabile ed è del tutto contraddittorio che da un lato si emani un decreto per fare sconti agli operatori dell’alta velocità, che genereranno minori introiti per 70 milioni a Rete ferroviaria Italiana e risparmi per 50 e 20 milioni a Trenitalia ed al gestore privato, mentre dall’altro lato si procede al taglio di servizi essenziali ed irrinunciabili per i cittadini».

Sulla stessa linea anche un esponente di governo, il Sottosegretario ai trasporti Erasmo D’Angelis «E’ inaccettabile che Trenitalia continui a tagliare i treni a percorrenza interregionale che sono la sola alternativa all’Alta Velocità. Non si può pensare che il ruolo nazionale di Trenitalia sia risolto esclusivamente con i treni di AV quando oltre l’80% dei viaggiatori utilizzano altre velocità e ferrovie regionali. Ci sono province toscane con fasce di utenza importanti che vedono ridotti i servizi e l’intera costa rischia disservizi proprio mentre, causa la crisi, tanti lasciano l’auto e salgono sul treno.

Il Governo, con il rinnovo del mandato dei vertici di Trenitalia, ha dato un indirizzo chiaro all’azienda, che è di proprietà dello Stato: completare le tratte dell’Alta Velocità a nord e da Napoli fino a Bari e Reggio Calabria, ma gran parte delle disponibilità di  cassa vanno investite sui servizi regionali e interregionali per la maggioranza dei passeggeri. Per questo ho convocato al Ministero il prossimo giovedì 31 ottobre l’amministratore delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano per fare chiarezza» ha concluso D’Angelis.

Per la provincia di Grosseto i treni nel suo territorio stanno diventando “una specie in via di estinzione” mentre Legambiente parla di “cinema”: «Non vogliamo anche quest’anno rivedere il solito film – ha dichiarato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – in cui si annunciano numerose cancellazioni di corse su Grosseto e poi, dopo le proteste, si torna indietro con il risultato che ne vengono cancellate solo alcune. Così facendo anno dopo anno non ci sarà bisogno neppure degli orari per i pochi treni rimasti in Maremma. La nostra provincia – continua Gentili – sta assumendo un ruolo sempre meno significativo per quanto riguarda collegamenti e trasporti, e questo rappresenta un grande problema in un momento di grave crisi economica: soprattutto per i pendolari per i quali è fondamentale prendere il treno.

L’obiettivo di Trenitalia è di cancellare stazioni come quella grossetana senza porsi le problematiche legate all’importanza del servizio pubblico con una mobilità non solo utile ma anche sostenibile dal punto di vista ambientale per abbattere le emissioni climalteranti. Legambiente manifesta la propria contrarietà e insieme ai pendolari, ai cittadini e alle istituzioni locali e regionali chiede con forza che non si proceda nella errata direzione di marcia intrapresa».