Troppi camion in giro a vuoto per l’Europa

L’Ue vuole migliorare gli autotrasporti a beneficio di industria, conducenti e ambiente

[14 aprile 2014]

Il commissario ai Trasporti dell’Ue, Siim Kallas, ha auspicato «una semplificazione e chiarificazione delle norme dell’UE in materia di trasporto su strada»: le sue osservazioni arrivano dopo che oggi è stato pubblicato il rapporto sull’integrazione del mercato interno dei trasporti su strada, dal quale emerge che, «per quanto siano stati messi a segno alcuni progressi, l’eliminazione delle restrizioni esistenti darebbe impulso all’economia europea e permetterebbe di migliorare la qualità dell’ambiente».

Il trasporto su strada, con i suoi camion, movimenta il 72% delle merci nel trasporto via terra all’interno dell’Ue, con un fatturato annuo di 300 miliardi di euro e rappresenta circa il 2% del Pil dell’Ue. I trasporti terrestri, in cui rientra anche il trasporto su strada, sono l’unico modo di trasporto in cui la produttività del lavoro è scesa dopo il 2001 (- 0,2%).Il trasporto nazionale rappresenta il 67% dei trasporti su strada nell’Ue. Tuttavia, l’accesso da parte di trasportatori stranieri ai mercati nazionali continua a essere molto limitato. I veicoli pesanti viaggiano spesso a vuoto: il 20% di tutti gli autocarri nell’Ue viaggia a vuoto. A livello nazionale tale percentuale sale al 25%.

Infatti, ogni giorno sulle strade dell’Ue circolano quasi 250000 di autocarri vuoti, di ritorno dopo una consegna o perché in procinto di prendere in consegna un carico. Secondo il rapporto, «Aprire i mercati nazionali dell’autotrasporto alla concorrenza consentirebbe di ridurre i viaggi a vuoto e di migliorare l’efficienza del settore».

Secondo uno studio recente del Parlamento europeo (Mapping the Cost of Non-Europe, 2014 -19) il costo delle restrizioni residue in materia di cabotaggio, cioè dove le imprese di trasporti effettuano operazioni di trasporto nazionali in uno Stato membro diverso dal proprio, è di circa 50 milioni di euro all’anno. L’eliminazione delle restrizioni al cabotaggio permetterebbe di ridurre i viaggi a vuoto, rendendo più facile per gli autotrasportatori combinare i carichi e utilizzare i viaggi di ritorno. Eliminare le restrizioni permetterebbe anche ottimizzare la gestione della flotta, aumentando in tal modo l’efficienza logistica globale dell’economia Ue e contribuendo a mantenere l’Unione un luogo attraente dove produrre e commerciare.

Kallas, ha detto che «Le norme attuali sono negative per le imprese europee, hanno ripercussioni su tutti gli utenti della strada ed effetti nocivi sull’ambiente. Abbiamo bisogno di regole chiare per l’industria e allo stesso tempo di buone condizioni di lavoro per i conducenti. Spero che la prossima Commissione continuerà in questa direzione».

Ecco quali sono secondo la Commissione Ue i principali risultati della ricerca presentata oggi: «Le autorità di contrasto degli Stati membri devono intensificare i propri sforzi per applicare la legislazione esistente in modo più efficace e coerente. La Commissione e l’Ue possono fornire il loro contributo chiarendo le norme che sono intese, interpretate e applicate in modo differente nei diversi Stati membri. Nel trasporto stradale è necessario applicare in modo migliore la legislazione sociale se il settore vuole attirare nuovi conducenti e essere in grado di gestire la domanda di trasporto merci prevista in futuro. L’Ue ha l’opportunità di migliorare l’efficienza della sua economia e ridurre le emissioni di gas a effetto serra dovute ai trasporti.

Nel trasporto su strada operano circa 600 000 aziende (con una quota molto elevata di PMI), con quasi 3 milioni di addetti. Nel prossimo futuro il trasporto su strada dovrà fare fronte a diversi problemi. L’età media dei conducenti è in continuo aumento e il trasporto su strada non è considerato una professione interessante. Le condizioni di lavoro sono percepite come difficili e gli Stati membri non applicano la legislazione sociale in modo coerente.