Veicoli a guida autonoma: nei prossimi 20 anni boom dei servizi di trasporto

Studio Arcadis: il futuro “driverless” è vicino, le priorità per governarlo al meglio

[4 aprile 2017]

Arcadis, HR&A Advisors e Sam Schwartz Consulting  hanno pubblicato il rapporto  “Driverless Future: A Policy Roadmap for City Leaders” che, pur concentrandosi su tre grandi aree urbane statunitensi (New York, Los Angeles e Dallas-FortWorth), disegna il prossimo futuro a guida autonoma nei Paesi sviluppati e  individua le priorità per gli amministratori pubblici delle grandi metropoli per governarlo al meglio.

Lo studio, al quale hanno preso parte esperti di trasporti, economia e pianificazione urbanistica, evidenzia che «I servizi di ridesharing e ridesourcing erogati mediante veicoli a guida autonoma indurranno milioni di automobilisti ad abbandonare l’uso delle proprie vetture: soltanto nelle 3 aree menzionate, saranno quasi 7 milioni in un arco temporale di 15-20 anni. In particolare, tale cambiamento – dall’uso dell’auto personale all’utilizzo dei servizi di mobilità su veicoli autonomi – interesserà fino al 60% del trasporto locale a New York (3,6 milioni di automobili), fino al 44% (2,2 milioni) di quello di Los Angeles e fino al 31% (1 milione) di quello di Dallas-FortWorth».

Per aiutare le città ad affrontare l’enorme impatto di questi cambiamenti sulla vita quotidiana e la gestione di questioni complesse per trasporto pubblico, parcheggi, uso del territorio e sviluppo immobiliare, lo studio individua 6 punti:

  1. Sfruttare la tecnologia per migliorare la mobilità: città e partner privati ​​dovrebbero adottare smart card, open data e app universali, in modo da consentire agli automobilisti di confrontare, prenotare e pagare i viaggi che combinano autobus, treni, biciclette e ridesharing.
  2. Privilegiare e modernizzare i trasporti pubblici: concentrarsi su sistemi di trasporto rapido basati su linee di bus e metropolitana leggera ad alta frequenza e utenza e al contempo, offrire agli automobilisti navette a guida autonoma per i collegamenti di “primo e ultimo miglio”.
  3. Implementare politiche dinamiche di tariffazione: per ridurre la congestione e creare parità di condizioni tra trasporto pubblico e privato, le città dovrebbero prendere in considerazione piani dinamici di tariffazione con variazioni in ragione dei luoghi di partenza e arrivo, del numero di passeggeri, del traffico e dei livelli reddituali degli utenti.
  4. Pianificare nuove centralità (quartieri con funzioni “miste” residenziali, istituzionali, commerciali, ricreative, ecc.) a basso traffico: i veicoli a guida autonoma possono favorire lo sviluppo di queste aree, siano esse urbane o suburbane.
  5. Incoraggiare la costruzione di parcheggi “convertibili”: minor numero di vetture personali significherà minor necessità di posti auto, soprattutto nei centri urbani. La progettazione e realizzazione di nuovi parcheggi dovrà pertanto prevederne la possibile conversione in edifici per abitazioni o uffici, contemplando ad esempio soffitti più alti e rampe centralizzate per facilitarne il riadattamento.
  6. Promuovere l’equità d’accesso a nuovi servizi e sbocchi professionali: per sostenere le fasce svantaggiate della popolazione, le città devono incoraggiare gli operatori pubblici e privati ​​a fornire metodi di pagamento alternativi, “trasporti a chiamata” e copertura equa del servizio. Al contempo, ​​devono essere offerte nuove opportunità di formazione e lavoro a conducenti e altri lavoratori con mansioni obsolete.

Roberto Talotta, managing director di Arcadis Italia, conclude: «Il cambiamento drastico determinato dalla diffusione dei veicoli a guida autonoma non riguarderà solo gli Stati Uniti ma, pur con rilevanti differenze di tempi e modalità, anche l’Europa e quindi l’Italia. Ragionare sin d’ora sulle possibili politiche per gestire tale cambiamento significa lavorare per lo sviluppo sostenibile delle nostre città e delle prossime generazioni. Proprio in Italia, la mancata programmazione ha determinato molti dei problemi che oggi rendono spesso ingovernabile la gestione dei nostri centri urbani. Farsi trovare pronti è pertanto un dovere etico: Arcadis, da sempre impegnata nel miglioramento della qualità della vita in ogni nazione in cui opera, contribuisce all’individuazione di politiche idonee, ponendo al servizio di comunità e decisori pubblici il proprio bagaglio internazionale di ricerche, idee ed esperienze».