È la tredicesima al mondo nel suo genere

E’ il Monviso-Mont Viso la prima riserva della biosfera transfrontaliera Italia-Francia

[7 luglio 2014]

Il ministro dell’Ecologia francese, Ségolène Royal, ha visitato il Parc national des Écrins nelle Hautes-Alpes per inaugurare la nuova Maison du Parc a Vallouise  e poi  aQueyras, al Col Agnel/Col dell’Agnello per consacrare ufficialmente, insieme alla sottosegretaria italiana all’Ambiente Barbara Degani e a Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, la riserva transfrontaliera italo-francese del Monviso-Mont Viso che unisce il Parco francese del Queyras ed il Parco del Po Cuneese. Il segretario generale del programma del programma “Man and Biosphere” (Mab) dell’Unesco, ha consegnato il diploma che riconosce il Monviso-Mont Viso come la 13esima riserva della biosfera transfrontaliera del mondo e la seconda in  Francia dopo quella dei Vosges du Nord-Pfälzerwald con la Germania. Si tratta invece della prima riserva della biosfera transfrontaliera dell’Italia che però ne vantava gia 8: Selva di Collemeluccio, Circeo, Miramare a Trieste, Parco del Cilento, Somma Vesuvio, Valle del Ticino, Parco dell’arcipelago toscano e Selva Pisana. In tutto il mondo l’Unesco riconosce 621 riserve della biosfera in 117 Paesi.

La  Royal ha detto che «formazione, conoscenza e sviluppo sono i tre pilastri su cui poggia questo progetto comune trans frontaliero di tutela e valorizzazione dell’ambiente attorno al Monviso. Un progetto che potrà arricchire molto i rapporti tra Italia e Francia sull’ambiente».

La sottosegretaria Degani ha ricordato che «l’Italia da oltre nove anni non entrava nella lista dei Mab e quella del Monviso rappresenta la Prima Riserva della Biosfera nazionale di carattere transfrontaliero, importante traguardo raggiunto grazie alla cooperazione tra Italia e Francia. Un traguardo raggiunto grazie all’impegno del Presidente del Parco Silvano Dovetta e dei suoi collaboratori.  I Mab non creano nuovi vincoli, ma facilitano azioni di sviluppo sostenibile nella nuova visione dell’area protetta intesa non più come museo della natura, ma officina di vita basata sul rapporto simbiotico tra uomo e territorio. Per continuare a festeggiare traguardi come questo ci impegniamo anche per la Presidenza italiana del semestre Ue a valorizzare la green economy che nasce dalle sinergie territoriali e dalle specificità dei prodotti tipici. La progettualità europea del ciclo 2014-2020 sarà il nuovo banco di prova per gli amministratori ed i loro territori».

Anche la Regione Piemonte festeggia  a pochi giorni dall’altro sì dell’Unesco  della candidatura dei paesaggi di Langhe-Roero e Monferrato a patrimonio dell’Umanità. «Siamo molto soddisfatti – ha detto l’assessore regionale all’ambiente e alla montagna  Alberto Valmaggia – del riconoscimento che premia un territorio dove la tutela di uno straordinario patrimonio ambientale si coniuga con uno sviluppo economico del tutto sostenibile, modello che vorremmo riuscire a replicare in altre zone del nostro arco montano».