Motocross nella Riserva integrale del Parco nazionale della Sila

Nicoletti: «Le nostre denunce senza una risposta, nessuna prevenzione e tutela dal Parco»

[31 maggio 2016]

Moto Sila 1

Il 29 maggio una splendida giornata ha accolto nel Parco Nazionale della Sila un nutrito gruppo di escursionisti e appassionati della montagna provenienti da tutta la Calabria che, accompagnati da Antonello Martino  guida Aigae e sotto la supervisione di Carmen Gangale dell’orto botanico dell’Università della Calabria, hanno potuto ammirare le fioriture ed i paesaggi silani in questo momento rigogliosissimi.

Dopo una lunga escursione che ha percorso il sentiero che porta da Fallistro alle pendici di Monte Curcio a quasi 1.700 metri di quota, organizzata da Legambiente nell’ambito della campagna “Vivere i Parchi” che a concluso la settimana dei Parci nella Sila, gli escursionisti hanno osservato le sfagnete delle torbiere del Macchione di Monte Curcio, un  sito di importanza comunitaria. Legambiente sottolinea che «Le torbiere sono ambienti umidi presenti in aree caratterizzate da eccesso di acqua, siano esse sponde di laghi e fiumi o superfici piane e versanti ove scorre un sottile velo d’acqua. La vegetazione è costituita in prevalenza da specie igrofile (sfagni, muschi, ciperacee e graminacee) che, con le loro parti vegetative morte, danno origine ad un deposito organico detto torba. Gli sfagni sono delle formazioni appartengono all’unico genere Sphagnum che comprende oltre 200 specie di cui 24 presenti anche in Italia. Gli sfagni appartengono al gruppo delle piante non vascolari, caratterizzate dall’assenza di strutture vere e proprie per il trasporto dell’acqua e dei soluti, che avviene per capillarità. Mancano di vere strutture di sostegno, per questo sono in genere minuscoli. Gli sfagni presentano un fusticino sottilissimo e dei piccoli rizoidi presenti solamente nelle prime fasi di sviluppo della pianta, in seguito, infatti, scompaiono».

Gòi escursionisti sotolineano che si tratta di «Ambienti estremamente delicati che necessitano di una particolare cura ed attenzione dove anche il semplice calpestio, se non regolamentato, può provocare danni», ma non pensavano di trovarsi di fronte ad un gruppo di motocrossisti che scendeva proprio dalle pendici di Monte Curcio e po attraversava indisturbato il sentiero che costeggia il macchione, il tutto in piena zona A, la Riserva integrale dove non si potrebbe nemmeno andare a piedi fujori dai sentiri, del Parco Nazionale della Sila.

Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette e biodiversità di Legambiente, spiega amareggiato che «Trovare quad, moto o fuoristrada che attraversano i sentieri solitamente adibiti alle passeggiate non è una novità, come non è una novità che tutte le nostre denunce rimangono senza una risposta da parte delle forze dell’ordine che devono presidiare il territorio ma soprattutto non ottengono nessuna azione preventiva e di tutela da parte dell’Ente parco preposto alla tutela del territorio. Per non parlare dei ripetuti rave party che avvengono in Sila e che nonostante le nostre denunce, l’ultimo caso la scorsa settimana, niente cambiamo. Siamo di fronte ad un Ente parco che alla conservazione della natura antepone le passerelle e le chiacchiere su modelli di gestione vuoti e privi di efficacia. Più che conservazione della natura in Sila si attua il modello della conversazione attorno alla natura. E’ ora di cambiare perché questo non è il Parco che vogliamo».

Fortunatamente gli sconcertati escursionisti hanno potuto concludere la giornata con una visita alla riserva naturale dei Giganti di Fallistro, dove si sono potuti ammirare i maestosi Giganti della Sila.