Multati tre motociclisti enduro dentro il Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano

Sammuri si complimenta con il Corpo Forestale e Legambiente segnala altre violazioni

[31 gennaio 2014]

Durante le attività programmate al controllo e al contrasto del transito di veicoli fuoristrada lungo la rete sentieristica del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, il 25 gennaio, a “Buca di Bomba”, una località boschiva nel territorio comunale di Marciana ai confini di quello di Portoferraio, una pattuglia del Corpo forestale dello Stato del Comando Stazione di Marciana Marina, ha intercettato tre motociclisti su moto enduro che percorrevano un sentiero vicino alla cessa parafuoco.

«L’area dove la pattuglia svolgeva il servizio di controllo è situata in un versante boscato all’interno del perimetro del Parco Nazionale – spiega una nota del Parco Nazionale – A seguito delle contestazioni delle violazioni, sono state elevate sanzioni per un importo complessivo superiore a € 1.000,00. I 3 trasgressori sono tutti nativi e residenti sull’Isola d’Elba, nel comune di Portoferraio (LI). Il Corpo Forestale dello Stato proseguirà con servizi di controllo mirati al contrasto del fenomeno di transito fuoristrada sia all’interno del Pnat sia all’esterno, con riferimento, in quest’ultimo caso, al rispetto della normativa regionale vigente in materia».

Il Presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano, Giampiero Sammuri,  «Ringrazia e si complimenta con  la  pattuglia del  Corpo Forestale dello Stato di Marciana Marina per l’egregio lavoro svolto e per la preziosa collaborazione nel compito di tutela della  sentieristica dell’area protetta nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano».

Anche Legambiente Arcipelago Toscano si complimenta con gli uomini della Stazione di Marciana Marina e sottolinea che «Evidentemente l’inasprimento dei controlli annunciato dal Parco Nazionale sta dando i suoi frutti»

Gli ambientalisti isolani però colgono l’occasione  per fare presente un’altra segnalazione che hanno  ricevuto proprio in questi giorni e che riassume quanto ci avevano già segnalato diversi escursionisti e ciclisti Mtb, «Hanno fatto un pista su una cessa tagliafuoco che va perfino nella pineta per intenderci l’ultima cessa che guarda il golfo di Norsi in cima c’è una postazione, andateci a fare un salto oppure dite al Signor Sammuri che ci vada a fare un sopralluogo. C’è di tutto:  radici di pino buche alte minimo 60 cm su una cessa ma non e vietato? E hanno creato anche una pista e ci fanno anche la gara».

Legambiente sottolinea che «Il presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Giampiero Sammuri  non ha competenza in questo episodio in quanto l’area segnalata non è all’interno del perimetro dell’Area protetta, ma evidentemente il ciclista mtb cha ci ha inviato la segnalazione si riferisce anche al Campionato Italiano Motorally  previsto all’Elba il 29 e 30 marzo, unica delle 5 gare che dovrebbe durare  due giorni,  nonostante il territorio sia interessato da un Parco Nazionale e da Zone di protezione speciale/Zone di conservazione speciale (Zps/Zcs) e Siti di interesse comunitario (Sic)».

Il Cigno Verde dice che «All’Elba stanno circolando ipotesi di percorsi che, se fossero confermati, prevedrebbero passaggi lungo piste forestali e strade chiuse al traffico, e quindi sarebbero  in violazione dello stesso regolamento della manifestazione e delle normative vigenti. Inoltre ci si chiede come sia possibile realizzare una manifestazione di questo tipo anche all’interno di Zps/Zcs/Sic e nel Parco Nazionale proprio nel bel mezzo della stagione migratoria, arrecando quel disturbo alla faune ed alla flora che non è consentito dalla legge 394/91 e dal Piano del Parco, e soprattutto in base a quale valutazione di incidenza».

Per questo Legambiente, complimentandosi ancora per la brillante operazione del Corpo forestale dello Stato, «Ivita il Parco Nazionale e tutti gli Enti interessati ad impedire che vengano commessi ulteriori abusi ed a fare in modo che il Campionato Italiano Motorally  si tenga solo in percorsi  che non comportino “fuoristrada”, passaggi in viabilità chiusa al traffico ordinario e disturbo all’ambiente ed alla fauna che il parco è chiamato a proteggere».