Obiettivo dichiarato due soli testi normativi

Nasce il Gruppo di studio per trasparenza nel diritto ambientale, ma non si sa chi lo compone

L’iniziativa lanciata dal ministero dell’Ambiente per la semplificazione

[27 gennaio 2014]

Più degli incentivi fiscali e delle tasse ad hoc, se a un imprenditore della green economy si chiede qual è il più pesante vincolo sulla propria attività è molto alta la probabilità che la risposta riguardi l’incertezza normativa. Il diritto è un sentiero ormai assai tortuoso nella terra che gli ha dato i natali millenni orsono, e finisce per diventare una vera e proprio jungla se si parla di diritto ambientale.

Le promesse di semplificazione si sono succedute negli anni, varie e numerose, senza che risultati significativi venissero raggiunti. Questa era la regola generale (e per buona parte rimane), ma oggi il volenteroso ministro dell’Ambiente Andrea Orlando cerca di impostare un nuovo percorso facendo insediare un Gruppo di studio incaricato di avviare uno studio preliminare finalizzato al futuro riassetto e alla codificazione del diritto ambientale, in modo da raccogliere tutte le leggi e i regolamenti in materia in due soli testi normativi che abbiano – rispettivamente – la veste formale e sostanziale di codice e di testo unico regolamentare.

«Questo progetto – ha commentato Orlando – nasce sia dalla semplice constatazione che in materia ambientale la nostra legislazione non ha ancora risolto vistosi difetti sia dalla necessità di fornire risposte concrete a pressanti richieste di tutela e progresso.  La frammentarietà, l’assenza di una codificazione con adeguati principi generali rendono il nostro diritto dell’ambiente ancora in parte oscuro, talvolta difficilmente applicabile, dispersivo dal punto di vista conoscitivo. E’ un’incompletezza che pesa anche a livello sociale e culturale e non contribuisce a soddisfare le giuste esigenze di un’economia dinamica e sostenibile. Trasparenza, semplificazione, legalità, certezza del diritto saranno le linee guida di questo impegnativo e lungo lavoro che si pone l’ambizioso obiettivo finale di fornire una visione giuridica unitaria di un bene fondamentale come l’ambiente».

Non tutto però è perfettamente chiaro. Nel comunicato ufficiale diramato dal dicastero i nomi degli esperti che compongono il team non sono presenti, e a richiesta di chiarimenti non è dato saperne di più, al momento. «Gli esperti riuniti per dare vita al Gruppo di studio sono molti – confida a greenreport.it una fonte interna al ministero – ma sono troppo numerosi per avere attualmente disponibile la lista dei nomi». Le ambizioni di chiarezza, c’è da dire, non partono dunque nel migliore dei modi. Non possiamo dunque che affidarci, ancora una volta, all’ottimismo della volontà. Il ministro Orlando – comunicano dal dicastero – ha rivolto stamattina agli astanti un sentito ringraziamento per aver accolto l’invito a partecipare a una lunga attività di studio, ricerca ed elaborazione a titolo (è bene sottolinearlo) puramente gratuito; un caloroso e dovuto ringraziamento indirizzato al Gruppo di studio composto – si precisa – da esperti e studiosi della materia in ambito istituzionale e accademico. Chiunque essi siano.